venerdì 26 febbraio 2016

Marmellata di arance


Dopo aver tanto atteso la perfetta maturazione delle arance siciliane di Naturalmente Contadini, che quest'anno si sono fatte attendere a causa delle alte temperature, siamo finalmente giunti nel periodo migliore per preparare la marmellata, quando cioè le arance raggiungono la loro piena dolcezza. Sono infatti finalmente dolci e succose, zuccherine da non resistere..
La settimana prossima pubblicherò un articolo esauriente sulla stagionalità delle arance e le indicazioni per gli acquisti, ma nell'attesa che il mio articolo sia pronto,volevo condividere con voi la mia ricetta per la preparazione della marmellata di arance. Questa volta, a differenza di quella pubblicata in questo stesso blog tre anni fa, la nuova ricetta contiene un pochino di zucchero integrale grezzo di canna per una migliore e duratura conservazione e per i palati più esigenti; inoltre la nuova versione non contiene addensanti di alcun genere, non ce n'è stato proprio bisogno.

Per chi avesse perso la mia ricetta senza zucchero, la allego : marmellata all'arancia senza zucchero

Per la preparazione di questa marmellata ci occorrono arance rosse, mature, non trattate, poichè utilizzeremo anche la buccia. Vi consiglio di acquistarle presso Naturalmente Contadini, troverete i recapiti presso la mia pagina "la tua spesa genuina";  in questi due articoli vi ho parlato dei loro metodi di coltivazione:
Ma veniamo alla ricetta.

Ingredienti per 1 vasetto di marmellata:

  • 6arance - circa 650gr pulite
  • 3 bucce di arancia, esclusa la parte bianca
  • 100gr di zucchero integrale grezzo di canna



Procedimento:
  • Lavare tre arance e con l'aiuto di un pelapatate sbucciarle sottili senza prendere la parte bianca
  • Conservare le tre arance in frigorifero per la successiva fase di cottura
  • Mettere le bucce ricavate a bagno per diverse ore, almeno 5
  • Tagliare le bucce precedentemente messe a bagno a fettine molto sottili, come si vede in foto
  • In una pentola di terracotta mettere 6 arance sbucciate e tagliate a pezzi, con lo zucchero grezzo e le bucce tagliate
  • Far cuocere a fiamma lenta mescolando di tanto in tanto, fino a quando le arance non saranno completamente disfatte
  • Estrarre con delle pinze alcune delle bucce a fettine e mettere da parte
  • Passare la marmellata con un passino e riportare nuovamente sul fuoco fino a quando non assumerà una consistenza piuttosto densa, a vostro piacere, inserendo anche nuovamente le bucce
  • Accendere il forno a 180° ed inserire il vasetto senza coperchio, per circa 20 minuti
  • Estrarre il vasetto dal forno con l'aiuto di un paio di pinze e farlo intiepidire
  • Inserire la marmellata bollente, chiudere bene con un coperchio in ottimo stato, capovolgere, far raffreddare
  • Assaggiare la marmellata rimanente con un cucchiaino ;P
  • Se siete soddisfatti del risultato ricominciate daccapo con molte più arance!


Nota bene: Se desiderate conservare la marmellata per più di 6 mesi, vi consiglio di procedere con un'ulteriore sterilizzazione, come segue:


  • Avvolgere il vasetto di marmellata ormai raffreddato in un panno da cucina ed inserirlo dentro una pentola, coperto con acqua fredda
  • Portare ad ebollizione e far cuocere al minimo per circa 20 minuti
  • Spegnere il fuoco e lasciar raffreddare all'interno, senza togliere il coperchio
  • Conservare in dispensa
Sono molto contenta del risultato ottenuto, il colore un pò scuro è ovviamente dovuto dallo zucchero integrale grezzo di canna. Il sapore è veramente delizioso, agrumato al punto giusto, la utilizzerò questo week end per farcire un tronchetto di riso Venere e ricoprirò con una crema simil pasticcera aromatizzata all'arancia. Seguitemi o iscrivetevi alla newsletter per non perdere la ricetta!

Per quanto riguarda l'utilizzo della buccia delle arance che non avete sfruttato, ecco il mio consiglio: Buccia di arancia in polvere

Un ringraziamento doveroso ai ragazzi di Naturalmente Contadini e Terre di Palike dei quali vi parlerò nel prossimo articolo, che coltivano questi fantastici agrumi senza l'aiuto della chimica, preservando un frutto dal seme antico e genuino come quello di una volta. 

domenica 14 febbraio 2016

Pasta di grani antichi: solina di Terre del Tirino


Ho notato che in rete si parla spesso delle marche di alcuni prodotti da supermercato delle quali se ne sconsiglia improvvisamente l'acquisto poichè preparate con materie prime non italiane oppure dannose a causa della lavorazione, il più delle volte con pesticidi chimici non consentiti in Italia.
Quando leggo questi allarmismi a volte mi viene da sorridere, perchè certi "spaventi" possiamo tranquillamente evitarli acquistando direttamente dal produttore anzichè al supermercato. Vi spiego meglio.

Perchè preferire l'acquisto dal produttore anzichè il supermercato:
Il produttore è ansioso di raccontarci la storia di un prodotto: nel caso della pasta ad esempio, il produttore ci dirà:

  • Il nome del grano;
  • il metodo ed il luogo in cui è stato coltivato, che spesso possiamo visitare al momento dell'acquisto;
  • le metodiche di macinazione;
  • di lavorazione;
  • di trasformazione.
Quando avremo conosciuto tutti questi dettagli potremo star certi di portare in tavola un prodotto di alta qualità. Avrete visto con i vostri stessi occhi quel grano, forse ancora nel campo, avrete sentito con le vostre stesse orecchie la sua storia da chi lo ha coltivato, avrete visto le mani tagliate o sporche di terra che ne hanno avuto cura ed avrete sentito dalla sua voce tutta la sua passione e l'amore per il suo lavoro. 
Sentirete tutto questo al momento dell'assaggio: provateci! Resterete stupiti di quanto tale prodotto sarà in grado di comunicarvi.

E allora sedetevi in tavola, osservate il piatto che avete cucinato, annusatelo, ascoltatene i sapori, avvicinatelo alla bocca ed assaporatelo.

Non acquisterete mai più ai grandi magazzini, ma inizierà la vostra pazza ricerca di tutti gli agricoltori di zona che possano permettervi di portare cibo sano e genuino nelle vostre tavole.

La pasta che vedete in foto deriva da un grano antico, mai trattato chimicamente, contenente poco glutine.
Si chiama solina, un grano coltivato in Abruzzo.
L'Azienda Terre del Tirino lo macina a pietra e ne vende la farina ottenuta, di tipo 1 e 2 con la quale è possibile ricavare il pane, i dolci, la pizza, i biscotti ed anche la pasta che vedete in foto.

Vi ho già parlato della farina solina in questo articolo: farina di grano solina
Oggi volevo presentarvi la pasta, prodotta appunto da Terre del Tirino, che ci permette di assaporare pasta di alta qualità, genuina, italiana, coltivata in Italia. 

I formati di pasta sono diversi:
  • quadrucci per le minestre
  • truciolotti per i legumi
  • fusilli reali per paste al forno
  • penne e fettuccine per qualunque tipo di condimento

Il sapore è ottimo: essendo ricavata dalla solina di tipo1, quindi non eccessivamente raffinata, sarà una pasta ricca di fibra e nutrienti, sazierà maggiormente dalla pasta di grano alla quale siete abituati, quindi ne consumerete meno del solito.

Se desiderate provarla contattate l'Azienda Terre del Tirino, i contatti li trovate nella pagina di questo blog: spesa genuina. Attraverso la pagina facebook ed il sito potrete toccare con mano ciò che forse non potrete visionare di persona se siete lontani.

Continuate a seguirmi, se volete, iscrivendovi alla newsletter di questo blog, in modo da scoprire i condimenti che sceglierò per impreziosire questa pasta nella mia tavola.

Grazie a Terre del Tirino per questi doni.

lunedì 8 febbraio 2016

Castagnole di Carnevale senza glutine


Vi ho parlato spesso della farina di riso venere macinata a pietra presso il mulino di Cascina Artusi.
Ieri l'ho utilizzata per fare queste castagnole senza glutine. Emiliano Artusi mi aveva suggerito una  ricetta di Carnevale da realizzare con la farina di riso, ma ho voluto fare due differenti impasti utilizzandone entrambe le varietà.
Sono rimasta sbalordita dal risultato ottenuto con l'impasto di venere, ha fritto perfettamente, le castagnole erano soffici e buonissime, veramente una grande sorpresa! Ottima resa, profumo, sapore, tutto! Credo che la riutilizzerò per fare altre prove di pasticceria fritta con venere. 
Per chi desidera informazioni più dettagliate su questa particolare varietà di farina, può chiedere qui o scrivere all'azienda: ordiniartusi@gmail.com 

Come anticipato sulla mia pagina facebook ieri sera, chiedo scusa se per questa ricetta ho adoperato un ingrediente generalmente boicottato nella mia cucina,ovvero lo zucchero a velo. Ma è Carnevale, un piccolo sgarretto vale ;) Le uova adoperate sono quelle delle galline di mia suocera, libere in campagna. Di solito non le uso nei miei dolci, ma questa volta avendo sperimentato una ricetta senza glutine, ho seguito le dosi e gli ingredienti che mi sono stati forniti. Nel blog ci sono delle ricette di frittelle con glutine ma vegane, potete trovarle seguendo questo link nella sezione mini pasticceria
Tornando alla nostra ricetta, la preparazione dell'impasto è molto semplice, gli ingredienti si amalgamano facilmente tra loro con l'aiuto di un frustino e l'impasto si fa riposare circa una mezz'ora prima di passare alla frittura. L'impasto deve risultare sufficientemente denso per garantirvi di ottenere una buona forma al momento del passaggio dal cucchiaino all'olio bollente senza rischio di schizzarsi ed ustionarsi. Se il vostro impasto dovesse risultare troppo liquido unite poca farina e mescolate per bene. 

Ingredienti per castagnole con farina impalpabile di riso Augusto:

  • 180gr di farina di riso 
  • 100gr di zucchero a velo
  • 3 uova
  • un goccio di latte vegetale
  • un pizzico di bicarbonato
  • la buccia grattata di un limone e di un'arancia non trattata
  • a piacere un goccino di Gran Marnier ed una manciata di pistacchi tritati 



Ingredienti per castagnole con farina di riso venere:
  • 160gr di farina di riso venere
  • 100gr di zucchero a velo
  • 3 uova
  • un goccio di latte vegetale
  • un pizzico di bicarbonato
  • la buccia grattata di un limone e di un'arancia non trattata
  • a piacere un goccino di Gran Marnier ed una manciata di pistacchi tritati 

Procedimento:
  • Mescolare tutti gli ingredienti tra loro con l'aiuto di un frustino, inserendo la farina per ultima
  • Lasciar riposare mezz'ora i due impasti
  • Preparare tutto l'occorrente per la frittura : la carta assorbente, le schiumarole, le pinze
  • Scaldare bene l'olio e procedere con la frittura prelevando il composto con l'aiuto di un cucchiaino e facendolo scivolare nell'olio velocemente con l'aiuto di un altro cucchiaino
  • Girare le castagnole e togliere dal fuoco quando saranno ben sode, bastano pochissimi minuti
  • Far asciugare e trasferire nel piatto di portata spolverando con zucchero a velo e coriandoli di petali di calendula, pistacchio tritato, buccia diarancia e limone non trattati.
  • Servire appena fatti!



















N.B. Per la preparazione di questa ricetta è indispensabile utilizzare arance non trattate, vi consiglio quelle di Naturalmente Contadini, delle quali vi ho parlato spesso: oro rosso di Sicilia 

L'olio per la frittura invece, potete trovarlo sul sito di tuttoilbiologico.it : se desiderate beneficiare dello sconto applicato ai lettori di stefycunsyinyourkitchen, inviatemi una mail per richiedermelo: stefycunsy@live.it