sabato 31 gennaio 2015

Biscotti di avena - fiordalisi all'arancia


Oggi finalmente vi presento la ricetta già preannunciata nella pagina facebook la scorsa settimana, che attendevate impazientemente: i fiordalisi all'arancia.
Il fiordaliso fiorisce spontaneamente in campi non coltivati tra fine maggio ed agosto. Ne avevo raccolti alcuni la scorsa primavera, conservandone i petali dentro un vaso di vetro, fino ad essiccazione naturale. Li ho trovati in dispensa ed ho pensato di adoperarli in questa ricetta per dare un bel colore ai miei biscotti.
Ma ora veniamo alla ricetta!

Ingredienti:
130gr di farina di riso 
90gr di crusca di avena
40gr di farina di mandorle
il succo di un'arancia
30gr di olio di semi di girasole spremuto a freddo
20gr di zucchero integrale grezzo di canna
petali di fiordaliso
buccia di arancia fresca grattata o secca in polvere
una punta di bicarbonato
cannella in polvere a piacere

Procedimento:
  • Scaldare il forno con dentro la pietra refattaria o ollare. Se non ce l'avete, scaldate il forno e preparate una normale teglia ungendola con poco olio di girasole ed una lieve spolverata di farina di riso;
  • Se usate la buccia di arancia fresca, deve essere non trattata e va grattata prima di spremere l'arancia;
  • Amalgamate tutti gli ingredienti elencati, formando un composto omogeneo;
  • Dividere l'impasto in piccoli pezzi e stenderlo un pò per volta l'aiuto di un mattarello, infarinando leggermente con della farina di riso e ricavando così dei cerchi non troppo sottili (vedi foto)
  • Infornate i vostri fiordalisi all'arancia e seguite le istruzioni che seguono nelle note
N.B.  - L'impasto non deve attaccarsi alle mani, se lo ritenete opportuno unite poca farina di riso.
Infornate i biscotti quando il forno sarà ben caldo. Non do istruzioni su temperatura e tempi di cottura in quanto questo dipenderà dal vostro forno, quindi non allontanatevi e teneteli sotto controllo, in quanto la cottura sarà abbastanza breve. Non tirateli fuori dal forno quando saranno già duri poichè raffreddando tenderanno ad indurirsi, quindi toglierli sempre qualche minuto prima.
Conservare dentro scatole di latta o barattoli di vetro.
Buona colazione!

Per la realizzazione di questa ricetta stefycunsyinyourkitchen consiglia di utilizzare sempre prodotti ben scelti, direttamente da Aziende Produttrici e non al supermercato. La genuinità dei prodotti è il vero segreto per la buona riuscita delle nostre ricette. Per questo ho utilizzato la farina di riso di Cascina Artusi, le arance di Naturalmente Contadini, le mandorle di Luigi Carella.

martedì 27 gennaio 2015

Buccia di arancia in polvere


Durante la scorsa settimana ho pubblicato delle fotografie sulla mia pagina facebook con questa polvere color arancio, che avete spesso confuso con zafferano, curry, zenzero ed altre spezie, durante i miei indovinelli!


Oggi finalmente vi svelo il mistero, cosa si nascondeva dietro questa meravigliosa polvere.
Si tratta di polvere di buccia di arancia, come potete vedere dalla foto.

L'ho ricavata utilizzando le arance dell'Azienda Naturalmente Contadini, poichè sono sicura che si tratta di arance non trattate chimicamente e quindi posso usare la buccia ad occhi chiusi.
La sto usando fresca, grattata su alcune pietanze, ma ho provato anche a farla seccare ed ecco il risultato.




Vediamo come si fa:

  • Sbucciamo l'arancio con l'aiuto di un pelapatate in modo da ricavare la buccia molto sottile. Se la buccia è molto morbida, specie se l'arancio è molto maturo, potete anche tagliarla sottilmente a strisce, anche se resta un pochino di parte bianca, ma cercate di evitarla il più possibile, anche se fa bene!
  • Riponiamo le bucce ottenute dentro un vaso di vetro senza coperchio e lo appoggiamo sopra un termosifone fino a quando non saranno completamente secche. Saranno necessari un paio di giorni.
  • Mettiamo le bucce in un frullatore e tritiamole fino a quando saranno ridotte in polvere come da foto.
A questo punto potete conservarle dentro un vaso di vetro con coperchio.
Se avete avuto cura di farle seccare perfettamente non faranno nè umidità nè muffe, quindi le potrete conservare tranquillamente in dispensa ed usare all'occorrenza.

Come usarla?
Possiamo usarla per aromatizzare torte, biscotti, piatti salati come ad esempio i risotti.
Inoltre è deliziosa se desiderate personalizzare tè o tisane o se fate dei saponi naturali in casa.
Insomma sbizzarritevi ma soprattutto, cercate di sfruttare al meglio tutto ciò che la natura ci dona, basta comprare le fialette aromatizzare all'arancia al supermercato. E soprattutto basta gettare nella spazzatura scarti di cibo, che in verità, scarti non sono.

Nelle prossime ricette vedrete come ho adoperato la buccia di arancia in polvere per abbellire i miei piatti salati, le paste fresche e profumare i miei biscotti!

Per ricevere comodamente a casa tua le arance siciliane di Naturalmente Contadini, senza trattamenti chimici e coltivate con cura, amore e tanta passione, ecco come contattare Carmelo:
naturalmentecontadini@gmail.com
Tel. 3493637756
Naturalmente Contadini Facebook: Naturalmente Contadini fb
Naturalmente Contadini Carmelo : Naturalmente Contadini profilo

giovedì 22 gennaio 2015

Pane con farina solina cotto in forno a legna - di Maria Elena

Oggi vi racconto una bella storia..
Questo che vedete in foto è il pane realizzato da una mia lettrice usando la farina di grano solina, della quale spesso vi ho parlato nei miei articoli. Mi ha inviato questa stupenda foto e sono rimasta basita da tanta bellezza! Ho chiesto a Maria Elena dove avesse acquistato la solina, visto che io da qualche mese pubblicizzo la solina dell'Azienda abruzzese Terre del Tirino di Alfonso.
Ma la sua risposta mi ha davvero emozionato, Elena mi scrive:
Non ho comprato la solina da nessuna parte. Abbiamo una terra a Gessopalena, fuori paese verso Torricella Peligna. Siamo riusciti ad avere il grano da seminare e lo coltiviamo per uso personale. Mio padre ha tanti fratelli e sorelle. Mia zia ha il forno a legna. E così una volta a settimana. Oppure ogni 15 giorni panificano. Hanno fatto anche biscotti. Il grano originario da seminare lo hanno preso li verso l ' Aquila. La terra è a 900 m circa. Cresce in altitudine il solina.
Ho chiesto a Maria Elena il permesso di raccontarvi questa semplice, piccola storia che trovo incantevole, ho allegato la sua foto poichè trasmette veramente questo modo così antico di fare il pane, in famiglia, con le proprie risorse. Se raccontassi a mia nonna questa storia sicuramente non si stupirebbe, mentre per me, per voi che leggete, sicuramente potrà essere stupefacente, imparare l'arte dell'auto produzione, della condivisione, che rendeva e rende le famiglie tutte più unite e felici, o perlomeno è così che immagino la famiglia di Elena, dove ognuno fa la sua parte e mangiano il pane caldo appena sfornato, insieme, in campagna.

Elena mi scrive ancora, dopo aver letto queste mie poche righe:
Grazie a te per aver raccontato la nostra storia. Diciamo che è un po un ritorno alle origini ed un rimanere legati alle proprie radici contadine e ad un forte legame con la terra e la montagna. Si vive in città, ognuno con la propria professione ma senza dimenticare da dove si è venuti, da quella casetta li a Calderai di nonno 
Pietro.
Grazie Elena, per aver condiviso con me questo spaccato di civilità contadina.
Se avete storie simili da raccontarmi, ecco la mia mail: stefycunsy@live.it le condivideremo con piacere nel web.

mercoledì 21 gennaio 2015

Oro rosso di Sicilia - le arance di "Naturalmente Contadini"

Quando seguivo la dieta fruttariana ho imparato ad apprezzare ogni singolo frutto che la natura ci offre, poichè assaporavo esclusivamente frutta: riuscivo a cogliere, per ciascun frutto, la sua essenza.
Mangiavo frutta con attenzione, in silenzio, ricordo che la luce della cucina era diretta unicamente al tavolo ed illuminava solo i frutti che portavamo in tavola e noi eravamo lì a venerarli quasi...
Oggi, a distanza di anni, quando mangio un frutto, ne ascolto il sapore, la dolcezza, la sua naturalezza. Mi sento depurata e sazia. Ed il segreto sta nel consumo esclusivo di frutta di stagione, non trattata chimicamente.
Ora è periodo di arance, mi sto ... "drogando" di arance.
Me ne ha fatto dono un'Azienda Agricola Siciliana, "Naturalmente Contadini" il suo nome.
Mi ha omaggiato di una splendida cassa di arance, profumate, fresche, italiane, dolci e succose.
"Spicchiarle" a tavola è una delizia, spremerle è un buon motivo per alzarti al mattino ed usarle in cucina avvalora i miei piatti, li completa, li colora, li esalta!
E non potrebbe essere diversamente, se le arance arrivano dalla nostra terra siciliana, se sono coltivate in maniera naturale, se hanno visto la maturazione attaccate alla pianta, come è giusto che sia, senza subire inutili stress come accade con quelle che arrivano dall'estero.

Sto parlando dell' ORO ROSSO DI SICILIA , ecco il motivo per il quale sono così deliziose, a differenza di quelle che arrivano dall'estero: 
I frutti a “polpa rossa”  sono una peculiarità della Sicilia Orientale tra il territorio di Catania, Enna e Siracusa. Tre le varietà di arance rosse che hanno ottenuto dall’Unione Europea la certificazione I.G.P. (Indicazione Geografica Protetta): il Sanguinello, il Moro e il Tarocco. Quest’ultima varietà in particolare, raggiunge l’80% dell’intera produzione agrumicola di riferimento sia grazie alle sue caratteristiche commerciali (grosso calibro, buccia di colore giallo-arancione arrossato su oltre la metà della superficie ecc) che all’ elevato contenuto di vitamina C (fino a 90 mg/100 ml di succo), e consente al nostro territorio di Paternò di essere tra i maggiori produttori di questa varietà sia a livello quantitativo che qualitativo grazie alla particolare vocazione e fertilità del proprio territorio. Esse sono ricche anche di vitamine A, B1, B2 e numerosi sali minerali che le rendono particolarmente adatte a prevenire numerose malattie cardiovascolari, (Non a caso le arance a polpa rossasono protagoniste ogni anno in tutte le piazze d’Italia assieme all’A.I.R.C.,associazione italiana per la ricerca sul cancro, promuovendo la campagna “Arance della salute”). Ma ciò che le contraddistingue maggiormente dalle comuni arance bionde, rendendole un caso unico tra gli agrumi, è il possesso di un elevato contenuto di antocianine, potenti sostanze antiossidanti contro i radicali liberi e responsabili dello straordinario colore di questi frutti. Esse si sviluppano solo in determinate condizioni ambientali. Hanno bisogno di giorni caldi e notti fredde, queste ultime necessarie soprattutto durante la fase della maturazione. In assenza di queste condizioni climatiche, i frutti non riescono a produrre una quantità sufficiente di antocianine e finiscono per somigliare molto alle comuni varietà di arance bionde. Proprio il clima tipico dell’area del monte Etna è quello ideale per il loro corretto sviluppo e pone quindi il nostro territorio, e in particolare la piana di Catania, come unico produttore di Arance rosse aventi queste caratteristiche salutari.

Ma ora desidero parlarvi di chi si cela dietro la produzione di questo meraviglioso "oro rosso" !
Loro sono Carmelo, Francesco e Orazio, i "Naturalmente Contadini" così denominati per il connubio tra il territorio (natura) e l'uomo (mente)
Il progetto infatti, accomuna questi ragazzi, il cui progetto non consiste nello sfruttamento del territorio, ma nella creazione di legami:
  • legame tra agricoltura e territorio attraverso una produzione ecosostenibile 
  •  legame tra coltivatore e consumatore sostenendo come modello di crescita la filiera corta
 Carmelo, di anni 28, cultura economica e ideatore del progetto, decide di scommettere le proprie energie e capacità intellettuali in un agrumeto ereditato dal padre, e proiettarlo verso un modello di sviluppo agricolo sostenibile e moderno.
Francesco, di anni 29, informatico e anima sapiente e innovativa del gruppo, è il cosiddetto “contadino digitale” in quanto ha il compito di seguire la parte web del progetto, che poi costituisce la piattaforma principale di incontro tra NatualMente Contadini e i propri utenti.
Infine tra Carmelo e Francesco, c’è Orazio di anni 18, l’anima giovane, colui che mette il proprio entusiasmo giovanile all’interno del gruppo, si occupa delle fasi produttive dell’aranceto.  
Oggi più che mai siamo convinti che è necessario sfatare il mito che in agricoltura occorrono solo le braccia, occorrono invece anche le menti, quelle che sono in grado di avere una visione più ampia del problema, che sappiano capire che fare agricoltura non significhi consumare il territorio, ma al contrario preservarlo e custodirlo per le generazioni future, attraverso il legame con esso.
Ecco come parlano del loro aranceto:
Il nostro giardino, impiantato dalla nostra famiglia negli anni ’60 con la prima forma di tarocco (varietà principe dell’arancia rossa di Sicilia ma che oggi presenta molti cloni), viene condotto con le stesse tecniche antiche di allora al fine di ricercare quel contatto diretto con il nostro terreno e le piante in particolare. Da qualche anno abbiamo deciso di rinunciare all’uso di prodotti chimici intensivi per la fertilizzazione e veleni per la disinfestazione, affidandoci invece a prodotti di origine organica e minerale; non usiamo diserbare il terreno ma soltanto tagliare l’erba, mentre la conformazione a terrazzamento del nostro giardino non consente l’uso di strumenti meccanici quindi usiamo bruciare gli scarti derivanti dalla potatura e riutilizzare la cenere come fertilizzante… la natura poi fa la restante parte!

Non posso fare a meno di apprezzare il lavoro di questi ragazzi ed il prodotto che ne consegue, sto gustando le loro arance da un mese e devo dire che sono queste LE arance che io voglio inmykitchen!

Nei prossimi giorni seguiranno articoli con le ricette per utilizzarle, ma vi consiglio vivamente di.... spicchiarle e per un attimo vi sentirete anche voi nell'aranceto di Naturalmente Contadini!

Ecco come contattare Carmelo se desiderate ricevere a casa le arance.
I ragazzi di Naturalmente Contadini spediscono tramite corriere espresso in tutta Italia e potrete riceverle in un giorno o due al massimo!

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lunedì 19 gennaio 2015

Roveja - roviglio o pisello dei campi

Oggi parliamo di un legume molto pregiato e poco diffuso, la roveja.
Si tratta di una varietà di pisello selvatico dell'era neolitica, oggi coltivato da pochi agricoltori, come Mario e Rita dell'Azienda Agricola Terraculta, che me lo hanno donato sapendo quanto apprezzo le particolari varietà di legumi e soprattutto quelle di loro produzione, proprio per il modo in cui coltivano. Il loro seme è autoriprodotto da ben sei anni, senza concimi e prodotti chimici.
Ho spesso parlato delle varietà di legumi dell'Azienda Terraculta, troverete i vari post seguendo questo link: i miei sponsor.

La roveja va passata a dito prima di consumare, eliminandone le impurità o residui di lavorazione effettuata manualmente. Va messa a bagno diverse ore prima di procedere alla cottura, che varierà intorno ad un'ora circa o poco più. Presenterò delle ricette per consumarla, anche se devo dire che cotta e condita con un buon olio extravergine di oliva sia il modo migliore per apprezzarla.


Oggi l'ho accompagnata a del cavolo nero scottato in padella con acqua, sale, cipolla ed olio extravergine e a del riso integrale con riso rosso.
Ho anche bevuto il brodo di cottura della roveja come zuppetta apripasto, insieme ad un pizzico di miso.

Grazie a Terraculta che ci fa questi meravigliosi doni.


"coltiviamo la terra secondo i criteri di macrobiotica metodo di coltivazione naturalistico senza uso di concimi o prodotti chimici di varietà antiche"


domenica 11 gennaio 2015

Farfalle in crema di pistacchio e radicchio con nevicata di arance di Sicilia

Buongiorno a tutti!
La settimana scorsa io e la Biologa Nutrizionista Silvia Volpi vi avevamo parlato delle proprietà del pistacchio in questo articolo: pistacchio: proprietà nutrizionali .
Oggi finalmente vi propongo una ricetta realizzata con questo meraviglioso frutto secco a guscio ed al termine dell'articolo ancora due parole dalla Nutrizionista che farà le sue considerazioni sui miei abbinamenti!

Farfalle in crema di pistacchio e radicchio con nevicata di arance fresche di Sicilia

Tra gli ingredienti troverete il pesto di pistacchio e la besciamella, che potete tranquillamente auto produrvi in casa; nel caso della besciamella, se preferite, potete sostituire con della panna vegetale, io ho utilizzato la mia besciamella vegan.macrobiotica senza glutine.
Il radicchio ha un sapore amaro, che viene però addolcito dalla cottura lenta insieme alla cipolla e la besciamella renderà tutto più delicato e cremoso. La presenza dell'arancia, preferibilmente la buccia secca piuttosto che quella fresca, dona un meraviglioso e determinante aroma che contraddistinguerà il piatto. Ma veniamo alla ricetta!

Ingredienti per due persone:
  • un radicchio di piccole dimensioni (circa 10 foglie)
  • mezza cipolla 
  • circa 4 cucchiaini colmi di pesto di pistacchio 
  • un paio di cucchiai di besciamella veg o panna vegetale
  • la buccia fresca o secca di un'arancia non trattata (io uso le arance di Naturalmente Contadini)
  • una manciata di pistacchi tritati 
  • sale integrale, olio evo (io uso quello di Luigi Carella
  • ed ovviamente la pasta, direi 140gr saranno più che sufficienti
Procedimento:
  • Mettiamo su l'acqua per la cottura della pasta
  • In una padella saltiamo il radicchio tagliato sottile con della cipolla, sale ed olio e lasciamo andare per circa 15 minuti. Consiglio di affettare molto sottile la cipolla o resterà cruda. Se necessario aiutarsi nella cottura con un cucchiaio di acqua bollente dalla pentola per la pasta.
  • Nel frattempo tritate i pistacchi, lavate un'arancia ed unite il pesto di pistacchio e la buccia dell'arancia grattata al radicchio 
  • Quando la pasta sarà cotta, scolate e saltate nella padella amalgamando bene tutti gli ingredienti
  • Servite decorando con il pistacchio tritato ed altra buccia di arancia
  • Gustate il piatto!
Ed ecco cosa pensa la Nutrizionista Silvia Volpi del mio accostamento agrume, pistacchio radicchio:
"In questa ricetta, l’abbinamento con il radicchio si sposa benissimo di gusto, di sapore e dal punto di vista nutrizionale, fornendo al piatto un contributo ulteriore alla dose di ferro! Per migliorare, poi, l’assorbimento del ferro, un buon frutto ricco di Vitamina C come il kiwi o un agrume a scelta, rappresenta il modo migliore per concludere il pasto! "
                                                                                            Silvia Volpi - Biologa Nutrizionista                                                                                                                    silvia.volpi@gmail.com


sabato 10 gennaio 2015

stefycunsyinyourkitchen intervistata da VerdeMelissa

Il web parla di stefycunsyinyourkitchen!
Oggi è infatti stata pubblicata nel blog di  VerdeMelissa una mia intervista.
Melissa era tra i partecipanti del mio corso di pasticceria vegan, è stato lì che ci siamo conosciute. Fa la food blogger per passione e ha aperto nel suo blog una sezione nominata "chiacchiere di gusto" nella quale ospita i blogger intervistandoli.

La mia è la prima intervista della sua rubrica e ne sono lusingata; spero di poter organizzare qualcosa di interessante insieme a Melissa, chissà.

Nel frattempo vi lascio alla lettura dell'intervista, che troverete seguendo questo link :
VerdeMelissa intervista stefycunsyinyourkitchen
Qualche notizia in più su di me la trovate nella home page del blog, cliccando su : chi sono

Vi informo inoltre che Melissa è anche su facebook: VerdeMelissa FB

Buona lettura!

martedì 6 gennaio 2015

Pistacchio di Bronte - proprietà nutrizionali


Oggi parliamo del pistacchio di Bronte, con il contributo della Biologa Nutrizionista Silvia Volpi, che scrive per noi: 
I pistacchi fanno parte del gruppo della frutta secca, il che non deve essere visto come una condizione che ne esclude l’assunzione, per l’elevato contenuto calorico. È vero che le calorie sono dovute per la maggior parte alla presenza di grassi, ma sono principalmente grassi monoinsaturi e polinsaturi, ovvero quelli che aiutano nella gestione del colesterolo, favorendo l’aumento del colesterolo buono (HDL), grazie anche alla presenza di fitosteroli. I pistacchi sono, quindi, degli ottimi cibi da inserire nella nostra dieta, ma con moderazione e saggezza negli abbinamenti! Costituiscono, infatti, una buona fonte proteica e soprattutto sono i più ricchi di ferro, tra la frutta secca.  Ma non finisce qui…i pistacchi hanno anche un buon contenuto di potassio, selenio, zinco…tutti minerali importanti nel buon funzionamento del sistema immunitario, muscolare, cardiovascolare, fornendo anche un’azione antiossidante insieme a polifenoli, carotenoidi, Vitamina E. Al naturale, sono sicuramente da preferirsi a quelli con sale aggiunto, soprattutto per chi deve gestire una pressione alta! Mentre per chi è alle prese con diabete, possono rappresentare un sistema per abbassare un po’ la risposta glicemica dopo un pasto a base di cibi ad alto indice glicemico come riso o patate. 
                                                                                                    Silvia Volpi - Biologa Nutrizionista
                                                                                                               silvia.volpi@gmail.com

Se siete curiosi di conoscere il piatto che ho preparato per voi utilizzando il pistacchio di Bronte al naturale, seguitemi nel prossimo articolo, intanto vi anticipo che gli ingredienti utilizzati saranno i seguenti: pistacchi al naturale, radicchio, cipolla, farina di riso, arance.
Qualcuno vuole indovinare cosa ho cucinato? :)