venerdì 17 gennaio 2014

L'Angolo di Parin - Ristorante piemontese a Torino : la recensione di stefycunsyinyourkitchen

Torino, 28 Dicembre 2013


Circa un mese fa sono stata a pranzo con mio marito in un Ristorante Piemontese di Torino:  l'Angolo di Parin. Me ne aveva parlato un amico virtuale di facebook, Mauro.
Ho iniziato a seguire la pagina facebook dell'Angolo e la cosa che per prima mi aveva colpito guardando le foto, era stato l'arredamento del locale, una fusione di particolari Eclettici ed Art Noveau, che rendono il luogo davvero affascinante ed incantevole.
Me ne resi conto maggiormente, solamente dopo aver fatto il mio reale ingresso al Parin, era tutto così splendido, tanto che, da appassionata di fotografia avrei voluto catturarne ogni scorcio, ma non ero assolutamente in grado di valorizzarne la meraviglia, certe cose possono ammirarsi solo di persona.
L'arredamento è a cura di Luisa, che vedete con me nella foto, moglie di Massimo Bonavero, con il quale lo gestisce; lei si ispira ad immagini mentali ed oniriche, a sua detta, cercando ispirazione dai locali parigini degli anni '20 ma con particolari piemontesi . Ed il risultato è questo...

Seguendo la pagina facebook del Parin, apprezzavo le foto delle torte poichè preparate artigianalmente, il pane fatto in casa con la pasta madre, il che non è da tutti purtroppo.. e scoprivo che le ricette seguite dallo chef non erano affatto rivisitate, ma tramandate dalla famiglia, il che trasmette quell'aria di genuinità a volte perduta nel tempo.

Prendiamo posto, gli immancabili grissini torinesi al tavolo.... come resistere? Non feci in tempo a spezzarne uno ed avvicinarlo alla bocca, che vedo avvicinarsi il cameriere, cortese, professionale, preparato, gentile e perchè no... anche simpatico. 
Il servizio è stato velocissimo ed eccellente, ci vengono proposti tre diversi menu: uno di carne, uno di pesce, uno vegetariano ( e speriamo possano presto proporne uno vegano... sarebbe il top!) le porzioni erano abbondanti, il tutto veramente delizioso. Abbiamo digerito senza problemi, non ci siamo sentiti appesantiti, i piatti non erano colmi di olio o condimenti vari, erano buoni, leggeri, gustosi come solo un buon chef sa fare.
La mia opinione è che cucinare con burro, panna, olio di qua, olio di là ... può rendere un piatto "forse" buono sul momento, ma non è questa la vera cucina, l'alta cucina, la cucina che io personalmente apprezzo e... predico.. ed al Parin ho assaporato una cucina genuina e semplice che non ovunque si trova. 
Come vedete dal menu, (anche in piemontese!) c'è una vasta scelta di antipasti tipici, che consiglio di provare! Inoltre i prezzi sono davvero onesti, il nostro menu comprendeva un primo ed un secondo con contorno, vino, acqua ed un dolce e non abbiamo superato i 40 euro.
Mi raccontava Luisa che al Parin si apre molto presto, a differenza di altri ristoranti, in quanto vi è anche la caffetteria, dove possiamo assaporare una miscela di caffè studiata appositamente per il Parin, croissant francesi, biscotti per intolleranti al glutine realizzati con farina di riso e mais, oppure con le torte artigianali fatte ovviamente sul posto, alcune "nascoste" nella sala dove tutto cominciò, nel 1965, quando Parin era solamente un pastificio gastronomico. Mauro, le tue torte sono qui!!! Quindi se andate per colazione, chiedete anche delle torte conservate nel banco frigo ;)
Dovete sapere infatti, che il locale è suddiviso in due sale, una ispirata alla tradizione piemontese ed una un pò più bistrot al quale si aggiunge un dehor in stile francese riscaldato nella stagione fredda.

Io vi consiglio di assaggiare senza alcun dubbio la torta alla ricotta e panna, ovviamente se non siete vegani, era divina! Credo che la foto in questo caso le renda perfettamente giustizia, una crema molto delicata e sublime, non pesante nè nauseante e se lo dico io che mangio dolci poco zuccherati e poco pannosi, potete fidarvi! Eccola qui, io e mio marito l'abbiamo mangiata insieme, ma voi non fatelo! :P


A chi consiglio il Parin?!
A chi ama la buona cucina e apprezza le tradizioni regionali tramandate nel tempo;
A chi deve festeggiare un avvenimento importante, chi desidera portare una moglie, fidanzata o futura fidanzata in un locale elegante e raffinato ma al contempo stesso familiare; 
A chi riceve ospiti da altre regioni d'Italia e desidera far conoscere loro un ristorante con i fiocchi in cui assaggiare la cucina piemontese;
A tutti, anche a chi si trova di passaggio per la pausa pranzo o la sera dopo il lavoro, poichè i prezzi sono assolutamente ragionevoli, anche per gli studenti!
Io ci tornerò ogni qualvolta desideri far bella figura con amici, parenti, colazioni di lavoro e quant'altro!

Quando ho chiesto a Luisa di fare una foto insieme, non sapevo dove girarmi, quale angolazione catturare, menomale che c'era lei ad avere le idee chiare, accompagnandomi verso la foto di famiglia che ritrae Parin, il bisnonno di Massimo Bonavero, "Suppo Giovanni di Rubiana" nel ristorante di Lugano. Siamo nel 1890. Non potevamo scegliere angolo migliore, ed è la foto che apre questo mio articolo. 

L'Angolo di Parin si trova a Torino, a pochi passi dalla stazione ferroviaria di Porta Nuova
V.Galliari 29/f
Tel. 011/6692040  

Se passte di là, dite che avete letto la recensione di stefycunsyinyourkitchen!


mercoledì 15 gennaio 2014

Tortino di patate in crema di cardi

Eccomi con la prima ricetta sperimentata per utilizzare i cardi!
Nell'articolo precedente vi ho parlato di quest'ortaggio poco conosciuto e soprattutto poco acquistato, in questo articolo vi presento la mia prima ricetta per utilizzarlo in cucina in maniera sfiziosa e gustosa!
Ho fatto una besciamella senza glutine, vegan.macrobiotica, in quanto non ho usato nè latte nè burro, nè farina di grano. La besciamella in questione è questa qui: "la regina senza glutine"
Ad essa, ho poi unito i cardi cotti con metodo nitukè e frullato tutto.
Dopodichè ho cotto le patate in pressione e composto il tortino, spolverando con noci tritate.
Era delizioso.
Veniamo alla ricetta dettagliata:

Ingredienti per due persone:
Per la besciamella:
olio extravergine di oliva
sale integrale
2cucchiai abbondanti di farina di riso (50gr)
500gr di acqua

Per il nitukè di cardi:
olio extravergine di oliva
1cipolla bianca tritata fine
sale integrale
2cardi affettati sottilissimi

Per la composizione del tortino:
due patate
noci tritate

Procedimento:
La prima cosa da fare è la preparazione della besciamella, che dovrà riposare almeno trenta minuti, quindi consiglio di farla con largo anticipo. In una pentola a pressione mettiamo due giri di olio ed il sale integrale, facciamo sciogliere, dopodichè inseriamo la farina e con l'aiuto di un frustino giriamo energicamente ed uniamo gradualmente l'acqua precedentemente pesata, continuando a mescolare con il frustino per evitare la formazione di grumi. Quando avremo inserito tutta l'acqua, chiudiamo e mandiamo in pressione per 30minuti.
Trascorsi i trenta minuti, non facciamo sfiatare la pentola, ma la lasciamo riposare lì per una buona mezz'ora.
Nel frattempo puliamo i cardi e prepariamo il nitukè in questo modo:
in una pentola con coperchio, mettiamo nel seguente ordine: due giri di olio extravergine di oliva, una cipolla bianca tritata fine, sale integrale, due cardi affettati sottilissimi. Copriamo, mettiamo su fiamma al minimo e lasciamo cuocere per circa 15/20 minuti. Quando tutto sarà appassito, ridotto quasi in crema, lo mescoliamo con la besciamella frullando tutto insieme ed ottenendo la nostra vellutata di cardi.


Ora non resterà che cuocere a vapore, in un cestello su pentola a pressione per circa 8 minuti, le patate affettate e comporre il tortino, alternando con noci tritate e la vellutata di cardi, infornando qualche minuto fino a gratinatura ottenuta.

A me e mio marito è piaciuto tantissimo!


Cardi - caratteristiche, proprietà e ricette



Oggi vi parlo del cardo, ortaggio invernale poco utilizzato e ancor meno conosciuto in cucina.
Sembra assurdo, ma nella stragrande maggioranza delle volte, sono i prodotti belli e colorati quelli più acquistati, talvolta ignorando "i brutti anatroccoli" come il cardo, ad esempio, che, se vogliamo, possiamo definire la brutta copia del sedano!
Il cardo fa parte della famiglia del carciofo e di esso si consumano solamente le estremità senza foglie.
Va pulito accuratamente, con l'accortezza di eliminarne tutti i filamenti e fare attenzione a qualche eventuale spina. La parte interna è molto più tenera.
Il cardo fa molto bene al fegato, lo depura e protegge, è utile in caso di intossicazioni, magari da funghi o quant'altro. Aiuta le donne in gravidanza in quanto ne stimola la produzione di latte materno ed è adatto alle diete ipocaloriche, poichè è composto in prevalenza da acqua.

Per pulirlo, come dicevo, è essenziale eliminarne le foglie.
Conserviamo le parti sottostanti, ne togliamo bene i filamenti con l'aiuto di un coltello e lo laviamo per bene.
L'interno è molto tenero, mentre l'esterno è molto duro, per questa ragione indicare i tempi di cottura diventa complicato.

Io l'ho comprato per la prima volta pochi giorni fa, ero curiosa di assaggiarlo, inoltre mi piace diversificare la mia dieta. La produzione del cardo è concentrata prevalentemente tra i confini piemontesi e francesi. In piemonte infatti è utilizzato prevalentemente per la preparazione della bagna cauda.

In questo articolo, pubblicherò periodicamente delle ricette per utilizzarlo, allegando i link in cui potrete trovarle. Spero di avervi incuriosito e spero che possiate anche voi apprezzare questo ortaggio, come è capitato a me dopo averlo cucinato, l'ho trovato fantastico!

Ricette:
TORTINO DI PATATE IN CREMA DI CARDI

lunedì 13 gennaio 2014

Ravioli fatti in casa con ripieno di topinambur, zenzero e noci - ricetta vegan

Buon lunedì!
Come promesso eccomi qua con la ricetta del piatto finito di cui vi avevo parlato ieri.
La mia seconda domenica in famiglia, portando avanti la tradizione della pasta fresca fatta in casa prosegue ed oggi io e mio marito abbiamo deciso di fare i ravioli.
Eravamo andati a fare la spesa ed alla vista dei topinambur non abbiamo potuto resistere.
E così eccoci qua ad inventare il nostro ripieno.
Per fare un ripieno veg è stato sufficiente utilizzare le verdure della nostra stagione, naturali e semplici che la terra ci offre in questo periodo. E l'impasto è stato realizzato con la sola semola di grano duro ed acqua.
Veniamo alla ricetta!

Ingredienti per due persone:
Per l'impasto:
200gr di semola di grano duro
circa 110gr di acqua a temperatura ambiente
Per il ripieno:
1cipolla di media grandezza
circa 170gr di topinambur
mezza rapa
zenzero fresco grattato
noci tritate
sale integrale
olio extravergine di oliva
salvia o timo

Prcedimento:
La prima cosa da fare è il ripieno, poichè ci servirà ben raffreddato al momento della preparazione del raviolo. Mia nonna aveva l'abitudine di preparare il ripieno la sera prima. Io invece l'ho fatto la mattina per la sera. Regolatevi voi.
Quindi in una pentola munita di coperchio, facciamo il nitukè di topinambur in questo modo:
Un giro di olio extravergine di oliva, cipolla tagliata finissima, sale integrale, rapa e topinambur tagliati finissimi. Copriamo, fiamma lentissima e lasciamo appassire. Quando dopo circa 15 minuti sarà cotto, grattiamo lo zenzero fresco (quello secco si sente meno, consiglio quello fresco) mescoliamo bene e lasciamo riposare e raffreddare.
Trascorse almeno un paio d'ore, per favorire il raffreddamento del ripieno, possiamo frullarlo insieme alle noci, che però dovranno essere tritate poco, in maniera grossolana, anche al coltello va bene, è delizioso sentire la croccantezza, quindi non riducetele in farina!

Ora che il ripieno è pronto e ben raffreddato, possiamo procedere alla preparazione dei ravioli come vi ho spiegato nel post di ieri qui:
 ravioli fatti in casa ricetta fotografata
mentre seguendo questo link potrete vedere tutti i passaggi fotografici:
passaggi fotografici passo passo

Una volta preparati i ravioli, suggerisco di lasciarli riposare almeno un'oretta.
Successivamente potrete cuocerli un paio di minuti in acqua salata, giusto il tempo che vengano a galla.

Dopo averli scolati, li saltate velocemente in padella con un pò di salvia secca sfregata con le mani (o se volete io ci avrei visto molto bene il timo) ed olio extravergine di oliva di alta qualità, io uso rigorosamente quello di Luigi Carella che lo fa con le sue piante secolari, senza uso di sostanze chimiche e con spremitura a freddo.
Ed i vostri ravioli sono finalmente pronti!
Io e mio marito ci siamo leccati i baffi, erano davvero strepitosi: delicati, freschi, gustosi, buonissimi davvero, se volete far bella figura ad una cena... ve li consiglio!

E vi consiglio anche di fare la pasta fresca in casa con la vostra famiglia!

domenica 12 gennaio 2014

Ravioli - ricetta fotografata passo passo




Eccoci giunti al termine di questa domenica, la seconda in cui abbiamo ristabilito la tradizione della pasta fresca fatta insieme in famiglia!
Oggi è stata la volta dei ravioli e li abbiamo farciti con un ripieno davvero squisito, una ricetta inventata sul momento, come la fantasia ci ha suggerito. (dopo la discussione tra me e il piccione: noci! no! semi di girasole!!!) 
Pubblicherò la ricetta nel dettaglio, con il piatto finito, domani per l'ora di pranzo.
Oggi parliamo un pò della pasta.
L'impasto è stato realizzato con semola di grano duro ed acqua.

Ingredienti per due persone:
200gr di semola di grano duro
circa 110gr di acqua a temperatura ambiente

Procedimento:
Impastate la farina con l'acqua che l'impasto "si prende" fino ad ottenere un panetto ben sodo, che non si appiccichi alle mani. Regolatevi voi gradualmente, io con il tipo di farina adoperata (che mi regala sempre mia nonna) ho usato l'acqua indicata sopra.

Troverete i vari passaggi con foto cliccando su questo link:
A questo punto tiriamo la sfoglia con l'aiuto della macchina per la pasta.
Prima qualche passata al numero 1, poi 2, poi 3, poi 4 e se non si rompe... consiglio anche il passaggio sul n°5. Otterremo una bella sfoglia, importante è che sia alta almeno 15cm e lunga quanto volete. 
Possiamo a questo punto mettere il ripieno distanziato uno dall'altro come vedete in foto.
Copriamo e togliamo l'aria, comprimendo perfettamente con le dita, poi con un coppapasta tagliamo il raviolo.
Lasciamo riposare almeno una mezz'ora, dopodichè possiamo cuocere in acqua bollente un paio di minuti e condire a piacere.

Se vogliamo, possiamo far seccare perfettamente i ravioli ottenuti, magari per un'intera notte e congelarli, ma io consiglio di farli sul momento e mangiarli.

Domani inserirò la ricetta dettagliata con il piatto finito, compreso il ripieno che ho utilizzato per degustare questi meravigliosi ravioli, che con mio grande stupore, sono rimasti tutti perfettamente intatti in cottura, neppure uno rotto! Magia!

Fate la pasta fresca in casa con la vostra famiglia la domenica.... è stupendo!
A domani con la ricetta: ravioli ripieni di topinambur, zenzero e noci!

lunedì 6 gennaio 2014

Besciamella speziata - vegan, senza glutine, per intolleranti


Buongiorno a tutti, oggi è l'ultimo giorno di festività, il giorno della befana, carbone, caramelle, dolcetti da inserire dentro le calzette per i bimbi!
Mi sarebbe piaciuto molto proporvi qualche ricetta per preparare una calzetta in casa, ma sono stata molto pigra durante queste festività, tanto relax, tanta nulla facenza e così non ho pasticciato in cucina come avrei voluto.. dunque oggi vi presento una ricetta salata, che ho sperimentato in questi giorni.
Ho preparato una besciamella realizzata con sola acqua, spezie e farina di riso, dunque otteniamo una besciamella senza glutine e senza lattosio, vegan.
E' una besciamella che già conoscete, l'ho già pubblicata in questo blog un paio di anni fa, denominandola "la regina senza glutine" ma senza le spezie.
Oggi ho voluto valorizzarla un pò inserendo le spezie in cottura e devo dire che è stata un'idea geniale... l'ho usata per condire del cavolfiore dorato in forno: buonissimo davvero.
Veniamo al procedimento:

Ingredienti:
50gr di farina di riso
500gr di acqua
due giri di olio extravergine di oliva (io uso quello di Luigi Carella)
sale integrale
spezie a piacere, io ho usato: anice stellato, curcuma, berberè.

Procedimento:
Per prima cosa, pesiamo l'acqua e la teniamo a portata di mano.
In una pentola a pressione sciogliamo il sale integrale nell'olio per qualche istante su fuoco al minimo, dopodichè uniamo la farina e tutte le spezie ad esclusione dell'anice stellato, girando bene con un frustino ed inserendo l'acqua gradualmente, continuando a mescolare bene con il frustino evitando la formazione di grumi. Quando avremo mescolato molto bene possiamo inserire tutto il resto dell'acqua. Mettiamo due o tre stelline di anice stellato (che ho dimenticato di inserire nella foto uffff) chiudiamo la pentola e mandiamo in pressione, dopo abbassiamo la fiamma al minimo, e cuociamo per 30 minuti.
Trascorsi i 30 minuti, lasciamo riposare la pentola, chiusa, senza farla sfiatare, per almeno altri 30 minuti.
A questo punto, possiamo aprire, eliminare le stelline di anice e mescolare bene con l'aiuto del frustino nel caso si fossero formati ulteriori grumi.
Se volete ottenere un risultato perfetto, potete dare una veloce passata di minipimer.
Se necessario, aggiustate di sale.
La vostra besciamella speziata è pronta, potete usarla per condire verdure da gratinare al forno o come più vi piace!
Buon pranzo della befana a tutti!

domenica 5 gennaio 2014

Maltagliati - ristabilendo la tradizione della pasta fatta in casa, in famiglia, la domenica



Ricordo che quando ero piccola mia madre la domenica mattina faceva le orecchiette, a me dava un pezzettino di pasta per giocarci ed io e mio fratello appiattivamo la pallina colorandola al centro con un pennarello rosso e "facevamo la pizza".
Anche la nonna Lucia, da buona pugliese, la domenica faceva le orecchiette, la lasagna o i panzerotti alla ricotta e noce moscata. Essenziale il prezzemolo da tritare dentro l'impasto. Lei fa le orecchiette da quando era bambina, guai a fare un'orecchieta storta o sbilenca, sarebbe capace di buttarti fuori dalla cucina come è capitato a me e Marco ehehe eppure prima di farle insieme a lei ero convinta di saperle fare!!! Ma delle orecchiette parleremo un'altra volta, faremo un articolo apposito.
Mentre la nonna Caterina faceva lasagne e tortellini in prevalenza.
Rigorosamente la domenica mattina, ricordo che quando abitavo con lei, non avevo lo spazio per fare colazione poichè lei e mio nonno erano già nel pieno della preparazione, con il "tavoliere" sopra al tavolo, la macchinetta per la pasta e le sfoglie distese sugli strofinacci nel piano della cucina.
Questi i brevi, piccoli scorci della mia infanzia, dove la tradizione della pasta fresca fatta in casa in famiglia era un must. Per la cena di capodanno ho fatto la lasagna insieme a mio marito ed abbiamo deciso che bisogna assolutamente portare avanti questa tradizione e quindi da adesso in poi, alla domenica, faremo sempre la pasta fresca. E' un momento in cui la famiglia si riunisce, in cui la mamma fa la pasta, il papà la assiste collaborando ed i bambini stanno vicino, con il loro pezzettino di pasta ed impasteranno a loro modo, giocando. Quando saranno adulti se lo ricorderanno come lo ricordo io, ma ricordate di fare una foto, perchè io non ne ho. Ma recupererò qualche scatto, che forse ha mio padre a casa sua.
Se avete foto della vostra famiglia che fa la pasta in casa, vecchie o di questi ultimi anni, mi piacerebbe raccoglierle ed inserirle nei miei post quando parlerò della pasta fatta in casa!
Sarebbe stupendo... potete inviarmele via mail o su facebook: stefycunsy@live.it
Ecco una prima foto di me e Marco mentre facciamo la lasagna ed i maltagliati di cui vi parlerò oggi!

MALTAGLIATI:

Ingredienti per due persone:
200gr di semola di grano duro
acqua quanto basta
un pizzico di sale

Procedimento:
In una terrina, mettere la farina e versare gradualmente l'acqua a temperatura ambiente, impastando.
Possiamo mettere l'acqua in un bicchiere, non ne servirà molta, voi mettetene poca per volta ed impastate mano a mano fino a riuscire ad ottenere una palla ben lavorabile, che non attacca. La prossima volta la doserò per essere più precisa, ma vorrei che imparaste ad andare "ad occhio" come diceva mia nonna.
L'impasto non deve risultare molle, ma ben sodo.
Trasferiamo l'impasto ottenuto su un piano da lavoro, io uso il classico tavoliere delle massaie di un tempo, quello che usavano le mie nonne e mia mamma, anche se il mio non ha nulla a che fare con il tavoliere "storico" che adoperavano loro, stupendo, mi emoziono solo a guardarlo quando vado dalla nonna Lucia....
Impastiamo per bene e dividiamo l'impasto ottenuto in 4 o 5 palline circa.

Sistemiamo la macchina per la pasta e stendiamo la sfoglia prima al numero 1 per un paio di passate, poi al 2, infine al numero 4. Otterremo una sfoglia stupendamente liscia, che taglieremo in rettangoli o triangoli irregolari con l'aiuto di una rotella da pasta e lasceremo asciugare i maltagliati sul tagliere per alcune ore. Quando saranno completamente seccati, possiamo cuocerli come una normalissima pasta e condirla a piacere.
Davvero squisiti, vi verrà voglia di fare la pasta fresca tutte le domeniche!

venerdì 3 gennaio 2014

Il blog già sito diventerà diario

Buon pomeriggio!
Eccoci con il primo post dell'anno!
Di solito ad inizio anno si fanno  resoconti, valutazioni.. nuovi propositi.
Io ho imparato a vivere alla giornata, a non programmare le cose, a lasciare che tutto venga da sè, senza crearmi troppi obblighi ed impegni.. tanto nel 90% dei casi nulla va a buon fine ed il risultato è solo frustrazione..
Però ci sono i desideri, i sogni. Quelli sì.
Quelli che si realizzano solamente nel momento in cui riusciamo a vederli reali. Quelli che ci basta chiudere gli occhi per un istante ed è tutto vero, reale, limpido e cristallino e ci sei già dentro.
Allora sarà sufficiente pensare, immaginare, creare con la nostra mente, lavorare di fantasia e saremo già a metà dell'opera.
Io sto considerando che questo blog rispecchia molto la mia idea di cucina ed in parte trasferisce a chi legge anche la mia personalità ed il mio carattere, complici i racconti e le foto che condivido con voi.
Ma sento che manca qualcosa, sento che dovrei completarlo un pò, sento che ho molto altro da trasmettervi, oltre alle mie ricette. Sento di possedere molto più di un dosaggio con ingredienti ed "esecuzione" della ricetta.
Mi piace condividere, mi piace chiacchierare, mi piace scrivere e.. trasmettere.
Da bambina dicevo che un giorno sarei diventata una scrittrice.
E devo dire che questo sogno mi assilla da una vita intera, ma desidero lasciare che le cose accadano da sè.. magari un giorno qualcuno noterà ciò che faccio, chi può dirlo?!
Ma scrittore non è solamente colui che pubblica dei libri, credo lo sia anche chi, scrivendo, sappia trasmettere delle sensazioni, delle emozioni e sia capace di ... cambiare la vita a qualcuno, capace di lasciare un segno in qualche modo.
Dunque oggi ho messo le mani sulla tastiera per dirvi che la mia cucina in questo nuovo anno si aprirà a molto di più e se siete curiosi, continuate a seguirmi qui e nella mia pagina facebook collegata a questo blog.

Il blog, già sito, da quest'anno diventerà una sorta di diario, forse i post giornalieri saranno molteplici, dipenderà da cosa avrò da raccontare.. da condividere..

Ricordo a tutti che nella home page di questo sito, in alto a destra, potrete inserire il vostro indirizzo e-mail attivando così la mailing list. Riceverete una mail nel momento in cui io scriverò un articolo. Nel caso in cui gli articoli giornalieri saranno più di uno, la mail che riceverete sarà soltanto una, comprensiva di tutti gli articoli del giorno.

Buona lettura a tutti !