martedì 26 febbraio 2013

Marmellata di arancia senza zucchero


Elisabetta questa è tutta tua! Elisabetta (elicada) da oltre un mese aspetta pazientemente questa ricetta.
Non ero riuscita ad accontentarla subito per motivi di lavoro e quando finalmente mi sono liberata dai miei impegni lavorativi, il mio "spacciatore" di arance preferito è sparito dalla circolazione!
Come vi avevo raccontato in un altro post, sto comprando le arance da questo signore, per strada, che ha le arance più dolci e gustose del circondario, ma da un paio di settimane è sparito dalla circolazione. Sono riuscita però a trovare delle arance non trattate e molto dolci altrove e così finalmente ecco la mia ricetta.
Come sapete, ho già pubblicato qualche ricetta di marmellate senza zucchero ed ero curiosa di assaggiare questa. A dire la verità non l'avevo mai assaggiata, non so che sapore abbia la "comune" marmellata di arancia con zucchero, ma posso dirvi che il risultato ottenuto da questa ricetta è stato davvero sorprendente.
Ho cominciato con una piccola dose perchè era un esperimento, ma mi sono pentita, la rifarò non appena rientrerò dalla mia trasferta lavorativa. Ma veniamo alla ricetta, che è semplicissima!

Ingredienti per 3 vasetti di media dimensione:
3 arance
1 mela
la buccia di un limone non trattato
1 cucchiaino di agar agar (addensante)
Procedimento:
La prima cosa da fare è pulire le arance. Tagliarle a piccoli spicchi ed inserire anche la buccia di un'arancia e mezza, togliendo con cura la parte bianca, che è la parte amara. Inseriamo il tutto in una pentola (io uso la mia fedelissima di terracotta) ed unite anche la mela tagliata a dadini piccolissimi, compresa di buccia, dove si trova la pectina che funge da addensante naturale (ovviamente cercate mele non trattate, dal vostro contadino di fiducia, io ho usato la varietà fuji, che è una tra le mie tante preferite)
Accendete il fornello a fiamma alta per i primi 10 minuti, avendo cura di girare con un cucchiaio di legno. Dopodichè abbassate la fiamma al minimo, io ho usato anche una spargifiamma in ghisa ed ho coperto. Fate cuocere molto lentamente fino ad ottenere una purea. Entrambe i frutti dovranno essere perfettamente cotti, sfatti. Io ho fatto cuocere un paio d'ore circa. A questo punto passiamo tutto al minipimer o al passaverdure ed uniamo la buccia grattata del limone e se vogliamo anche quella di un ulteriore arancia, magari la parte della buccia di una delle 3. Uniamo un cucchiaino di agar agar in fiocchi precedentemente sciolto con un cucchiaio di purea. Giriamo bene e nell'attesa che si addensi, sterlizziamo i vasetti in un modo semplicissimo: li mettiamo in forno caldo per circa 20 minuti, SENZA COPERCHIO. Trascorso questo tempo, li tiriamo fuori dal forno, controlliamo che la marmellata sia densa e ci prepariamo ad invasare, facendo attenzione a non scottarci! Versiamo la marmellata ottenuta nei vasetti, chiudiamo con i coperchi e capovolgiamo, lasciandoli riposare a testa in giù per sterlizzare anche i coperchi. Quando si sarà raffreddata, la possiamo conservare in dispensa.
Una volta aperti i barattoli, conservare in frigorifero in pochi giorni.
A me è piaciuta tantissimo e si sposa perfettamente con le mie fette biscottate all'arancia che intravedete in foto, ma queste ve le presenterò nei prossimi giorni!

giovedì 21 febbraio 2013

Zuppa misto ceci con cereali - ceci neri, indiani e tradizionali



Buon pomeriggio a tutti! Qui dalle mie parti nevica, fiocca forte forte da questa mattina, sembra esser tornato l'inverno e così ho pensato di proporvi una ricettina riscaldante. Ne parlavo qualche giorno fa ai miei lettori sulla pagina fan di facebook, stavo facendo ordine nella mia dispensa e ho preso un'importante decisione: svuotarla completamente da tutti quei pacchetti aperti ed abbandonati. Così ho iniziato facendo un misto di ceci e qualche cereale aperto... Io vi propongo la mia zuppetta, ma ovviamente voi potrete mettere quel che la vostra dispensa abbandonata di offre.
La mia offriva di tutto di più! Ho pensato di cominciare con alcuni legumi che vi ho già presentato di recente: i ceci neri e i ceci d'india. Essendo delle varietà molto pregiate, assolutamente naturali e coltivate secondo le tecniche macrobiotiche dell'Azienda Agricola Macrobiotica Terraculta di cui vi avevo già parlato, ho messo a bagno i ceci per parecchie ore, fino al raddoppio. Credo che sìano trascorse circa 8 ore. A questo punto li ho messi tutti dentro una pentola a pressione capiente coprendo d'acqua di almeno 3 dita. Ho inserito anche un pezzetto di alga kombu che ne aiuta la digestione e ho fatto cuocere per un'ora dal momento del sibilo della pentola. Trascorso questo tempo, ho trasferito il tutto dentro una terracottina e portato avanti la cottura con sale e i cereali prescelti: del riso semintegrale, del miglio, dell'orzo. A cottura ultimata ho unito poco miso di orzo ed il piatto è pronto, se volete mettete un filo d'olio extravergine di oliva spremuto a freddo. Ne era avanzato un pochino ed il giorno dopo era ancora favoloso.



L'alta qualità dei prodotti e la cottura proseguita con la terracottina hanno inciso non poco sulla squisitezza e sulla naturalezza del piatto, al quale non è servito aggiungere nulla per insaporirlo, anche il miso era facoltativo, questo accade solamente se il prodotto è BUONO.

Altre ricette con ceci le trovate qui: ricette con ceci

venerdì 15 febbraio 2013

Torta di pere VEGAN con copertura alla crema di nocciole e pasta di cacao - Torta Ciampy


Buon pomeriggio a tutti! Ieri volevo fare un dolce ma non avevo le idee molto chiare, nè di cosa volessi ottenere nè di ciò che offriva la dispensa, visto che sto lavorando spesso fuori casa e non so cosa ha comprato e mangiato il piccione in mia assenza. Alla fine ho pensato di fare una torta vegan con ciò che c'era: pere, prugne ed albicocche secche. Ho fatto una ciambella, ma era adatta per la colazione, più che una dolcezza da dopo cena (e ieri sera il piccione era parecchio esigente)
Così ho ricoperto la torta ottenuta con una bella copertura fatta sul momento, con pasta di cacao, miele o malto e crema di nocciole. Ed una pera cotta nel mezzo. L'idea della pera al centro è dedicata alla mia amica Francy Ciampy, che quando vedrà questa foto scoppierà a ridere, lei sa perchè, se vuole, ve lo racconterà lei. Ma veniamo alla ricetta.

Ingredienti:
300gr di latte vegetale, ovvero 2 bicchieri (io ho adoperato soia)
3 cucchiai di olio di riso (o girasole spremuto a freddo)
50gr di zucchero integrale grezzo di canna
una pera
100gr di prugne secche
50gr di albicocche secche
un pizzico di cannella
200gr di farina semintegrale
100gr di farina di riso
una bustina di lievito per dolci senza aggiunta di fosfati o in alternativa della pasta madre, circa 150gr

Per la copertura:
50gr di pasta di cacao (acquistata al punto macrobiotico di Pianesi)
2cucchiai di miele o malto
80gr di pasta di nocciole

Nota bene: se non trovi la pasta di cacao, puoi usare del cioccolato fondente con la stessa proporzione, ma non userai il miele.


Procedimento:
In una ciotola versate prima gli ingredienti liquidi, che amalgamerete con una frusta, poi la farina, gradualmente, come facciamo sempre. Uniamo il lievito ed a questo punto uniamo la frutta tagliata a pezzettini, mescoliamo bene con una spatola e versiamo il tutto in una tortiera.

Se abbiamo usato la pasta madre, dovremo far raddoppiare l'impasto, altrimenti non sarà necessario.
Infornaimo a 170° per circa 20 minuti, ma regolatevi voi. Quando sarà cotta, la trasferite a raffreddare in un piatto e nel frattempo cuocete a vapore una pera. Io l'ho messa in pentola a pressione, intera, con il cestello e l'ho fatta cuocere per circa 12 minuti dopo il sibilo. La mia pera era parecchio cicciotta. Con 12 minuti era perfetta, cotta al punto giusto, diciamo quasi al "dente".
L'ho messa nel mezzo come vedete dalla foto e l'ho ricoperta con la mia "glassa" preparata così:

Copertura alla crema di nocciole e pasta di cacao:
In un pentolino mettiamo la pasta di cacao ed il miele e lasciamo fondere a fiamma molto molto lenta, mescolando di continuo e facendo attenzione che non attacchi. Io uso anche la piastra spargifiamma in ghisa. Quando si è sciolto tutto, uniamo la pasta di nocciole e mescoliamo bene. Le proporzioni indicate sono quelle che a me personalmente hanno soddisfatto, ma assaggiate e aggiustate secondo il vostro gusto.

La pasta di cacao che ho utilizzato è pura al 100% non è dolcificata, risulta molto amarognola, per questo ho dovuto unire un pò di malto. Ricoprite la pera e la torta con la glassa ottenuta e servite la torta con una fettina di pera inclusa. A noi è piaciuta, sia da calda ieri sera, che a colazione stamattina, il piccione ne ha mangiate 3 fette! Scusate se la foto non è meravigliosa, ma la torta lo è!
Provate e fatemi sapere!

giovedì 7 febbraio 2013

Ceci d'India di Terraculta


Niente da fare... sono sveglia da un'ora e mezza e non riesco a prendere sonno. Evidentemente il bagno rilassante fatto ieri pomeriggio, con tea tree oil, olio di lavanda e "zeiter" mi hanno proprio rilassata.. Questa ultima ora e mezza l'ho impiegata ragionando sugli impegni dei prossimi giorni, prima di rientrare a lavoro a Torino, ai miei obbiettivi e programmi di questo anno, a ciò che voglio fare e sto facendo nella vita. Ho iniziato a scrivere nella mia mente tante cose, ma poi ecco che mi sono alzata ed ho pensato a voi, che magari state aspettando da settimane una nuova ricetta, un nuovo racconto, un nuovo post.

Nel tentativo pressapoco impossibile di svuotare la mia dispensa di legumi e cereali, ho preso tra le mani questi ceci d'India dell'azienda agricola macrobiotica Terraculta. Spesso dico al mio piccione (il mio ragazzo) che dovremmo smettere di comprare e consumare ciò che abbiamo, ma è più forte di noi: quando troviamo qualcosa di bello e di buono, non possiamo trattenerci, un pò come quando si passeggia per il mercato, con il solo scopo di fare un giro e poi ci si ritrova con 5 o 6 borse piene di cose non indispensabili ma belle. Perchè fare shopping è bello, è divertente, fa stare bene, dicono sia perfino terapeutico. Beh il mio shopping alimentare è come una malattia, si ama comprare ciò che si apprezza e se non è un buon libro dopo una bella passeggiata tra le corsie della Feltrinelli... è tra i prodotti di alta qualità come questi ceci d'India.

Fare la spesa non significa solo passeggiare al supermercato spingendo un enorme carrello e riepiendolo di roba senza leggere etichette nè osservando caratteristiche, forme e colori. Fare la spesa di genere alimentare è molto di più, è capire cosa stiamo per portarci a casa prima e nello stomaco subito dopo. Vi avevo già parlato di Terraculta, se non avete letto il mio articolo in cui parlo di quest'azienda fatelo, lo trovate qui: Terraculta - coltivazione macrobiotica.

Terraculta per me è vita, è Cibo con la "C" maiuscola, perchè quando mangio qualcosa marchiato Terraculta io mi commuovo. Mi commuovo perchè vedo e sento la cura e l'amore con i quali il prodotto è stato creato, confezionato, cucinato. E questo lo potrete notare dal video di quest'azienda: Il metodo di coltivazione, i particolari delle confezioni, le diciture tra le etichette ma ancor di più i sapori, sprigionano in me il desiderio di mangiare sano. genuino, come una volta. Non ci sono conservanti, nè coloranti, nè pesticidi etc. e quando assaggi te ne accorgi, non puoi non accorgertene. Ma veniamo ai nostri ceci.

Preparazione:
Sciacquiamo i ceci e scoliamo l'acqua. Li mettiamo  in una terrina (vi prego non di plastica) con sufficiente acqua da superarli di almeno 2 dita e li lasciamo riposare affinchè ammorbidiscano. Di solito si raccomanda tutta la notte o 6 ore circa, io non mi sento di darvi un orario preciso, il cecio è pronto da cuocere quando è raddoppiato di volume, nel caso di questa varietà di ceci potrebbero volerci molte più di 6 ore, magari anche 15 o 20!! Quando i ceci sono raddoppiati dunque, li mettete in pentola a pressione con un pezzetto di alga kombu di circa un paio di cm ed abbondante acqua, anche in questo caso l'acqua dovrà coprire di qualche dita il volume dei ceci. Non aggiungere nient'altro, nè sale nè olio, nè niente. Non serve. Non ora. Dal momento in cui la pentola raggiunge la pressione, abbassate la fiamma al minimo che più minimo non si può e calcolate circa 1 ora, 1 ora e un quarto di cottura. Lo so che può sembrare troppo, ma la varietà di questi ceci richiede questi tempi. D'altra parte per le cose buone bisogna sempre aspettare.....
Trascorso questo tempo, possiamo procedere con il condimento del nostro fantastico legume. Come vedrete dalla mia foto, io non ho aggiunto grandi cose, in quanto era tremendamente squisito così com'era. Ad ogni modo, togliete l'acqua in eccesso se ce n'è e mettete il sale, l'olio extravergine di oliva e se vi piace una cipollina tagliata sottile sottile e la parte dura di qualche verdura di stagione che avete in casa, ad esempio la parte dura dei broccoli, oppure l'erbetta dei finocchi, una carotina, quello che più vi piace. Se poi siete come me appassionati del miso, vi consiglio di mettere poco sale e a fine cottura, unire mezzo cucchiaino di miso per persona e mescolare per bene.
Non rovinate la genuinità dei legumi con la pasta, se potete, o perlomeno, tenetene un pò da parte , servite in ciotole di terracotta se ne disponete, magari con qualche crostino di pane. Superlativi. Grazie Terraculta, per l'ottimo lavoro che fai.