mercoledì 31 ottobre 2012

Comunicazione ai lettori

Buon pomeriggio a tutti!
Sono tanto contenta che mi scriviate spesso, per delucidazioni, domande sulle ricette, a volte anche solo per chiacchierare o chiedermi delle mie esperienze, o per complimentarvi.

Trascorro molto tempo non solo a scrivere sul blog nuove ricette per voi, ma a parlare con voi, sia tramite facebook, che via mail in privato.

Avrei sperato di potervi proporre delle ricette natalizie, avevo tante idee ed esperimenti da fare per poi proporre nel blog, ma a causa di motivi di lavoro, dovrò assentarmi per circa 2 mesi, come annunciato anche nella mia fan page: fan page stefycunsyinyourkitchen

Parto per lavoro lunedì 5 novembre, direzione ... provincia di Torino, dove lavoro periodicamente.
Tornerò a casa mia, a Cureggio per Natale, quindi sarò fuori per quasi 2 mesi e sarò senza computer, (ho letteralmente "fuso" il mio netbook mesi fa) riuscirò a collegarmi ogni tanto magari in pausa pranzo, se ne avrò il tempo, visto che ci aspetta un grande lavoro da fare.... e ci occuperà anche il week end....

Controllerò comunque la posta tutti i giorni o quasi, scrivetemi preferibilmente via mail piuttosto che su facebook, visto che controllare la mail sarà più rapido piuttosto che controllare le notifiche facebook una ad una.

Di tanto in tanto pubblicherò delle ricette, ma non avrò il tempo di "pubblicizzarle" su facebook come faccio di solito, quindi dovrete mostrare più attenzione del solito..... oppure potete iscrivervi alla mia news letter, inserendo in alto a destra, nella home del blog, il vostro indirizzo mail. Riceverete una mail ogni qual volta pubblicherò una ricetta o un articolo, per salutarvi e raccontarvi cosa sto facendo, potete scrivermi anche direttamente lì, così ci teniamo aggiornati a vicenda!

Cercherò di scrivervi ogni tanto attraverso la mia pagina fan facebook o dal mio profilo privato, che posso in parte gestire dal cellulare. Oramai siete diventati parte attiva delle mie "cose da fare, persone a cui pensare"... e ne sono molto contenta, felice di sentire l'affetto che mi mostrate, almeno quanto ne provo io per voi, sebbene virtualmente. Vorrei conoscervi uno ad uno... chissà... La mia mail: stefycunsy@live.it

Sono comunque operativa da casa fino a domenica pomeriggio, poi parto ;) quindi ancora una o due ricette magari ve le regalo. E comunque, non esitate a scrivermi!

martedì 30 ottobre 2012

Polpette di fagioli azuki


Dopo il piccolo sondaggio di ieri pomeriggio nella mia pagina facebook, posso felicemente asserire che va sfatato anche il mito del " gli italiani non mangiano più i legumi". Ho infatti chiesto ai miei lettori quali legumi fossero presenti in dispensa e ho trovato piacevolmente numerosi commenti e numerose varietà di legumi! Ecco qui il link del sondaggio:
sondaggio su stefycunsyinyourkitchen, pagina fan facebook
Volevo semplicemente capire se, quando pubblico le mie ricette, qualcuno ha gli ingredienti in casa per rielaborarle e con piacere ho notato che gli azuki, ma non solo questi, ci sono nella vostra dispensa!
Questa mattina ho scritto un breve articolo presentando i fagioli azuki e ricordando una ricetta dolce, oggi vi propongo un modo un pò più sfizioso, magari per i bambini o per i più pigri, per mangiare questa varietà di fagioli. Le polpette di fagioli azuki.
Come vedete dalla foto, ho accostato alle polpette anche della verdura a foglia verde, una cicoria del mio orto, per completare il piatto, ma vediamo nel dettaglio cosa c'è dentro.

Ingredienti:
250gr di azuki cotti
125gr di riso integrale o semintegrale cotto
verdure di stagione a piacere: cipolla e carota possono comunque essere più che sufficienti
sale integrale
olio extravergine di oliva spremuto a freddo

Procedimento:
Le prime cose da fare sono la cottura del riso e la cottura degli azuki.
Per quanto riguarda il riso: magari vi è avanzato un pò di riso dal pasto precedente, ancora meglio se condito con un nitukè di cipolla e carota o qualche altra verdura di stagione. Se non ne avete, occorre prepararlo prima, come spiegato qui: riso integrale: come cuocerlo e condirlo, appunto, con un nitukè di verdure a vostra scelta. Per la cottura degli azuki, invece, potete seguire questo procedimento:  fagioli azuki, consigli per la cottura

Ora che sia il riso, sia gli azuki saranno cotti e leggermente raffreddati, possiamo passarli al passaverdure, ottenendo una bella composta densa-solida. A questo punto, ci inumidiamo le mani con dell'acqua, per evitare che il composto si attacchi e non ci permetta di lavorarlo bene, e procediamo alla preparazione delle nostre polpettine. Se preferite, potete ricavare delle knell con l'aiuto di due cucchiai di acciaio. Io ho cotto le polpette in una piastra di pietra refrattaria rovente, in modo da non dover oliare la teglia, se voi non ce l'avete, mettete le polpette in una teglia calda, oliata e cosparsa con un velo di pan grattato. Le polpette cuoceranno in pochi minuti, dovranno solo dorarsi.
Sono davvero squisite, le ho accompagnate appunto con la cicoria del mio orto ed un pochino di azuki interi. Consiglio di non mangiare più di due polpettine a persona, anche se una tira l'altra.....

Fagioli azuki - consigli per la cottura e ricette


Buongiorno a tutti! Oggi parliamo di fagioli azuki, forse meglio conosciuti come "soia rossa".
Gli azuki sono ricchi di proteine, ferro, potassio, magnesio, vitamina B3, mentre sono poveri di grassi e zuccheri, aiutano la diuresi. Insomma, come tutti i legumi, se associati ad un piatto di cereali integrali e verdure, possono essere una buona fonte di nutrimento e costituire una dieta sana, come ci insegna la macrobiotica. I fagioli azuki vengono anche usati per i dolci, in quanto il loro gusto ricorda lievemente quello delle castagne. Tempo fa, dietro suggerimento di una lettrice infatti, avevo proposto una mousse di azuki con crema di nocciole, questa qui: mousse dolce velia

Ma ora veniamo ai consigli per una buona cottura e presto delle ricette per consumarli.

Preparazione:
Mettere a bagno i fagioli azuki per almeno 6 ore, in acqua fresca.
Scolare l'acqua, che potete coservare ed utilizzare per bagnare le vostre piante.
In una pentola a pressione procedete con la cottura degli azuki, coprendoli d'acqua di almeno 3 dita ed un pezzetto di alga kombu che ne favorisce la digestione e contiene molti sali minerali. L'alga può essere un pezzetto di circa 2 centimetri, intera. Non aggiungiamo nè sale nè nient'altro. Portiamo in pressione e lasciamo cuocere i fagioli azuki per 30 minuti. Se non abbiamo la pentola a pressione, il procedimento è lo stesso, ma i tempi di cottura aumenteranno.
Trascorsi i 30 minuti, lasciamo riposare la pentola, chiusa, senza farla sfiatare, lo farà da sola.
Quando la pentola avrà quindi perso la pressione, possiamo aprire.
Il brodo in eccesso lo mettiamo da parte e lo possiamo utilizzare per fare una zuppa di miso, o semplicemente berlo così, sarà molto nutriente e pieno di vitamine e sali minerali.
A questo punto, con il brodo ed i fagioli azuki rimasti in pentola, procediamo al condimento.
Uniamo del sale integrale e riaccendiamo la pentola per qualche minuto, mescolando, per farlo sciogliere bene. Dopodichè uniamo a nostro piacere della salsa tamari oppure un cucchiaino di miso diluito precedentemente nel brodo. Il risultato che otterrete, saranno degli azuki, come vedete in foto, pronti per essere gustati così da soli, con dei crostini di pane, sopra ad una polenta, oppure seguendo altre ricette che vi proporrò nel corso del tempo ed allegherò in questo post, al fondo.

Molto importante: molte persone temono il consumo dei fagioli in generale per problemi di digestione e meteorismo. Come evitarlo?

Primo passo: importantissima la cottura perfetta del fagiolo, deve essere morbido e carnoso e non dobbiamo sentire le pellicine.
Secondo passo: è importantissimo mettere sempre in cottura l'alga kombu.
Inoltre... la porzione. I legumi in generale andrebbero mangiati ogni giorno, ma in piccole quantità e sempre accompagnati da un piatto di verdure cotte e cereali integrali. Questa associazione vi aiuterà ad assorbirne tutte le componenti, specie il ferro e le proteine ed inoltre anche il vostro intestino si abituerà con il tempo e digerirete benissimo.
Provate!

Inoltre, per concludere... qui un'interessante metodo per conservare i legumi dopo averli cotti:  legumi in sottovuoto

RICETTE CON FAGIOLI AZUKI:
- polpette di fagioli azuki
- mousse di azuki e crema di nocciole

lunedì 29 ottobre 2012

Tè bancha - tè da pasto macrobiotico



Da tempo pubblico ricette vegan e macrobiotiche, ma a tavola, cosa si beve?!
Innanzitutto c'è da dire che un pasto macrobiotico è composto sempre da una zuppetta di miso, riso integrale verdure e legumi, un'alimentazione già molto ricca di acqua che non richiede molto una bevanda a tavola. I medici solitamente consigliano di bere parecchia acqua ogni giorno, ma questo dipende dal tipo di alimentazione che si segue e dal tipo di vita che si conduce.
E' ovvio che quando si mangia cibi molto salati o si fa parecchio sport, il nostro stesso organismo ci chiede l'acqua. Credo che la cosa migliore da fare sia bere quando si ha sete, nella dose che il nostro organismo ci richiede. E sicuramente lontano dai pasti.
L'ideale sarebbe bere a piccoli sorsi, secondo il proprio desiderio, del tè bancha sia a tavola che durante il giorno. E' infatti un tè da pasto usato in macrobiotica, proprio perchè contiene pochissima teina, praticamente zero, dunque è una bevanda adatta a grandi e piccini e non ha controindicazioni.

Non fate come mio padre, che lo mette in frigorifero... che lo zucchera con miele....
Scherzi a parte, il tè bancha va gustato preferibilmente tiepido, ne va ascoltato il sapore, l'aroma, io adoro dargli la giusta importanza conservandolo dentro delle belle teiere, come questa della foto, che adoro, è la teiera del tè prezioso, quello che gusto con calma e "devozione"...

Come si fa il tè bancha?
Io lo preparo così: In un pentolino, metto l'acqua della mia sorgente, da fresca, ed un paio di cucchiaini di tè, quando l'acqua inizia a bollire abbasso la fiamma e lo lascio andare un paio di minuti, lentamente. A questo punto, lo metto nella teiera filtrandolo. Le foglie del tè bancha possono essere riutilizzate anche fino a tre volte, si possono quindi conservare appoggiate in una garza ad asciugare e quando saranno completamente secche, si possono conservare in un vasetto di vetro, pronte al prossimo utilizzo. Il tè bancha si fa a proprio gusto, c'è chi lo ama particolarmente forte o chi lo gradisce più leggero, quindi regolatevi voi secondo il vostro gusto.
Non va zuccherato.

Per un té bancha più sfizioso:
Possiamo aromatizzarlo con della radice di zenzero fresco o dell'anice stellato o addirittura della cannella.

Ma per saperne di più, vi invito a leggere direttamente dal sito di Amos le caratteristiche e proprietà di questo tè, in quanto lo spiega in maniera chiara, semplice ed esaustiva.

articolo su usi e proprietà del tè bancha dal sito miglioriamoci.net di Amos Boilini

Biscotti vegan macrobiotici in scaglie di fondente e nocciole : i frollini di casa Piccioni

 
Squadra che vince non si cambia, diceva un famoso allenatore di calcio.
Sono d'accordo con lui, ecco perchè resto fedelissima alla mia pasta frolla vegan macrobiotica.
E' un impasto perfetto, che non attacca alle mani, senza burro, nè latte, nè tantomeno uova, eppure la friabilità di questa sfoglia è perfetta, il gusto delicato piacevole e leggero. Vi ho presentato questa frolla parecchio tempo fa, in questo post: pasta frolla vegan macrobiotica e poi vi ho proposto una variante a questa stessa ricetta, di recente, gli orzotti : gli orzotti: biscotti vegan macrobiotici al caffè d'orzo
Entrambe le ricette sono state molto apprezzate dai lettori, molti le hanno provate, personalizzandole.
Questa volta a personalizzare la mia ricetta è stato "il piccione" ovvero il mio fidanzato. Domenica mattina ha voluto imparare a fare i biscotti e così ha creato questi meravigliosi "frollini di casa piccioni" .... secondo voi è vero che faceva i biscotti per la prima volta in vita sua?! :)
 
In questa occasione non abbiamo usato il succo di mela, vista la presenza del cioccolato, ma semplice acqua. Ecco le dosi ed ingredienti.
 
Ingredienti:
100gr di acqua a temperatura ambiente (noi abbiamo usato l'acqua di sorgente vicino casa)
175gr di malto di riso (in alternativa miele millefiori)
125gr di olio di riso
un pizzico di sale integrale
500gr di farina semintegrale
Per la "farcitura":
circa 50gr di nocciole tritate
circa 50gr di cioccolato fondente in scaglie

Procedimento:
In una terrina, inseriamo gli ingredienti liquidi, che mescoleremo con l'aiuto di una frusta.  Per ultima uniamo la farina, in maniera graduale, adoperando la farina che l'impasto "si prende".
Consiglio di unire la farina 100grammi per volta, per evitare la formazione di grumi e per lavorare perfettamente l'impasto. Otterremo un panetto morbidissimo e delicato che non si attaccherà nè alle mani nè al tagliere, pronto per essere subito steso con l'aiuto di un mattarello.
Quando avremo ottenuto una sfoglia, mettiamo sopra le nocciole tritate ed il cioccolato tagliato a piccole scaglie, ripieghiamo l'impasto su se stesso, lo reimpastiamo e lo stendiamo nuovamente, non troppo sottile, o rischieremo di ottenere dei biscotti troppo secchi. Per quanto riguarda lo spessore della sfoglia, regolatevi guardando la foto dei miei biscotti, facendoli di questo spessore i nostri frollini  verranno friabili e allo stesso tempo morbidi. Procediamo ora con le forme ed inforniamo a circa 180° in forno ben caldo.

Far raffreddare su una griglia e conservarli dentro un barattolo di latta o di vetro.
Buona colazione con i frollini di casa Piccioni!

giovedì 25 ottobre 2012

Crema di riso con malto - la colazione curativa macrobiotica

E' il momento della colazione. Uno dei momenti più belli della giornata a mio avviso, perchè quando ci si sveglia, si è pieni di buoni propositi, si saluta la propria famiglia, ci si mette in moto. Non c'è nulla di più bello che svegliarsi con calma, sorseggiando una tazza di tè caldo, o caffè, spalmare della marmellata sul nostro pane preferito o assaggiare la torta ed i biscotti che sono stati preparati da qualcuno, leggere il giornale, salutarsi con un bacio e partire!
Questo quadretto di solito si vede nelle pubblicità, nella vita di una volta, quando la donna era una casalinga e aveva tempo di occuparsi di preparare tutto e tutti per la colazione. Oggi la gente va via di corsa, a digiuno, si ferma al primo bar: cappuccino e croissant, trangugiato di corsa e via, ancora frastornati, perchè non si ha avuto il tempo di coccolarsi, di svegliarsi, di capire chi siamo e cosa ci aspetta durante questa nuova giornata.

Ma devo felicemente ricredermi. Ieri sera, dunque prima di scrivere questo articolo, ho lanciato un piccolo sondaggio nella mia pagina fan facebook, domandando appunto ai miei lettori di descrivermi la loro abituale colazione e sono rimasta piacevolmente sorpresa e stupita dai commenti. Potete leggerli qui, se siete curiosi o se volete lasciare il vostro commento (il post non è mica scaduto!)
Cosa mangiate di solito a colazione? Sondaggio fatto ai fan della pagina stefycunsyinyourkitchen

La stragrande maggioranza delle persone che hanno risposto infatti, hanno dichiarato di mangiare le marmellate fatte in casa da loro stessi, come anche torte o pane. Molti hanno scritto di preparare delle creme con muesli, fiocchi d'avena, insomma, gente che proprio si dedica all'arte della colazione e tutta roba molto genuina e sana! Allora non è vero quello che vogliono farci credere, che la "gente di una volta" non esiste più! La classica famiglia e colazione da "mulino bianco" esiste ancora! wow! Che sollievo! Questo mi rende molto felice, perchè come ben sapete il mio blog promuove le cose fatte con le proprie mani, in casa, genuine e preparate con amore.

Ma di cosa voleva parlarvi stefycunsy oggi?
Ho creato un'etichetta su questo blog, in cui ci sono elencate varie ricette per la vostra colazione, le trovate cliccando questo link: idee per la colazione e qui le ricette delle mie marmellate
ma non vi avevo ancora parlato della colazione macrobiotica, non lo avevo ancora fatto perchè ho impiegato circa 4 anni a convincermi che "si poteva fare" si tratta della crema di riso con malto.
Quando me ne hanno parlato la prima volta sono rimasta un pò allibita, il riso cotto a colazione, santo cielo, come si fa?! Ed ho tralasciato l'idea per anni. Poi ho deciso di provare, solamente due mesi fa, durante la vacanza macrobiotica fatta a Naz, in Trentino, con UPM. Ho tentato e non mi è dispiaciuta affatto.
Perchè mangiare il riso a colazione?
Il riso è l'alimento più benefico e curativo che ci possa essere, in quanto cresce a contatto con la terra, l'aria e l'acqua, contemporaneamente. Esso contiene tutte le sostanze indispensabili per il nostro organismo, minerali, proteine, grassi, enzimi... quindi iniziare la giornata con il riso, piuttosto che con altri tipi di cereali, è un toccasana per farci cominciare al meglio la giornata. Consumatelo come volete, ma mangiatelo, portatelo nelle vostre tavole, vi donerà il buon unore, la salute, l'energia e la forza necessaria per affrontare la vostra giornata. Se l'idea non vi ispira, prendetevi il vostro tempo, fate come me, mangiate ciò che il vostro organismo vi chiede, ma provate. Io adesso lo adoro! Vediamo come si prepara?

Ingredienti per circa 5 colazioni:
100gr di riso semintegrale
1litro di acqua
1 chicco di sale integrale
a piacere, malto o miele

Procedimento:
In una pentola a pressione mettiamo tutti gli ingredienti, ad esclusione del malto e portiamo in pressione. Dal momento del fischio della pentola facciamo cuocere a fiamma lentissima per circa 1 ora. Trascorsa l'ora, lasciamo riposare la pentola, senza farla sfiatare, almeno una mezz'oretta.
A questo punto possiamo passare la crema al passaverdure se vogliamo, ma non lo considero necessario, in quanto il riso sarà praticamente stracotto, sarà sufficiente metterlo in una ciotola e dolcificarlo a piacere con un cucchiaino di malto allungato con dell'acqua tiepida.
E la vostra colazione macrobiotica è pronta!
Potete accompagnarlo con del tè bancha, o il tè che preferite.
A piacere potete unire dell'uvetta passa o qualunque altra cosa che secondo il vostro gusto personale, tenderà a rendere piacevole questa partcolare, insolita colazione.

Un consiglio utilissimo: preparate il riso la sera e quando il riso sarà cotto, lasciate la pentola chiusa e andate a letto! Al risveglio, il riso si sarà mantenuto tiepido e soprattutto, avrete la colazione già pronta!
Chi ci prova domani mattina? Mandatemi le foto delle vostre creme di riso personalizzate via mail o tramite facebook (stefycunsy@live.it) , aiutiamo la gente a diffondere una colazione insolita, particolare, ma soprattutto CURATIVA.

martedì 23 ottobre 2012

Gnocchi di cous cous


Alzi la mano chi non ama gli gnocchi!
Difficile vedere mani alzate. Ma se vi dicessi, dopo averli mangiati, di alzare la mano se vi sentite appesantiti, quante mani su vedrei? Tutte! E il problema è proprio questo, graditi a tutti ma pesanti.
Gli gnocchi sono buoni e portano allegria nelle nostre tavole, non per nulla il detto : "ridi, ridi che la mamma ha fatto i gnocchi" (che poi non si dice "GLI" gnocchi?!)
Io oggi voglio proporvi una ricetta molto originale, facile e soprattutto, che non vi rimanga sullo stomaco! La base della mia ricetta infatti non è nè la farina nè tantomeno le patate, ma il cus cus.
Avevo già parlato di quanto si possa usare il cus cus in cucina, perfino per fare i dolci!
Ma veniamo alla ricetta di oggi:

Ingredienti per 2 persone:
100gr di cous cous
200gr di acqua
sale integrale
50gr circa di semola di grano duro

Procedimento:
In una pentola a pressione (anche una pentola normale va bene) mettiamo tutti gli ingredienti tranne la semola. Dal momento del sibilo della pentola, facciamo cuocere a fiamma bassissima per circa 20 minuti. Trascorso questo tempo, spostiamo la pentola lontana dalla fonte di calore e la  lasciamo chiusa per circa 20 minuti, senza farla sfiatare. La valvola si abbasserà da sola. Trascorso questo tempo o anche di più, (io mi sono trovata benissimo nel lasciare tutto in pentola a pressione per alcune ore, in modo che si raffreddasse per bene e mi consentisse di lavorare bene poi l'impasto senza ustionarmi) mettiamo il cous cous in un passaverdure e lo passiamo. A questo punto, trasferiamo il tutto in un'asse da lavoro infarinato con poca semola di grano duro e ne aggiungiamo poca altra, esattamente la semola sufficiente per formare un panetto che non si appiccichi alle mani. Non l'ho pesata, ho messo quella che il panetto mi richiedeva.
Ne serve davvero poca, gli gnocchi devono essere fatti con il cous cous, non con la farina.
Quando avremmo ottenuto un bel panetto, formiamo dei bigoli che poi taglieremo a piacere, a me questa volta è piaciuto non usare nessun attrezzo, neppure la forchetta. Come vedete dalle foto, gli gnocchetti risultano essere ben sodi. Li lasciamo sul nostro tagliere leggermente infarinato con la semola per evitare che non attacchino tra loro e li lasciamo riposare un pò (non ci sono regole, io li ho lasciati lì un pio d'ore ma credo si possano cuocere anche subito senza alcun problema)


Quando siete pronti per cuocerli, al momento della bollitura dell'acqua, mettete il sale integrale e subito gli gnocchi, che scolerete subito, non appena vengono a galla. (teniamo presente che il cus cus è già cotto e farina ce n'è praticamente nulla, quindi non devono cuocere più di qualche minuto, non ne hanno bisogno)
Li saltiamo dunque nel nostro condimento e buon appetito!

Il commento del piccione (il mio fidanzato) è stato:
complimenti, bella ricetta, sembrano gnocchi di patate.
Ed era vero. La differenza è che non ci sono rimasti sullo stomaco.
Il potere della macrobiotica........

un'altra ricetta di gnocchetti senza le patate la trovate qui: gnocchetti in crema di girasole
mentre tutte le ricette con il cous cous, sia dolci che salate, sono qui: ricette con cous cous

lunedì 22 ottobre 2012

Verza in insalata - cruda e croccante!


Che la verza faccia bene e abbia pochi grassi si sa.
Quello che non si sa è che è una delle verdure principali usate in macrobiotica, una tra le più curative, insieme a cipolla, carota, rapa. Mangiarne pochina ma tutti giorni è il consiglio migliore che mi sento di darvi. Ecco allora un modo simpatico e veloce per mangiare la verza.
Tagliamo a listarelle sottilissime la verza e la condiamo con sale, olio e se ci piacciono dei capperi.
La ricetta originale calabrese prevedeva le acciughe e volendo anche del peperoncino.

Importante che la verza sia tenera e fresca.
Condirla almeno un quarto d'ora prima di portarla in tavola.

Un modo un pò più impegnativo, ma davvero sfizioso per mangiare la verza, ve lo avevo proposto un bel pò di tempo fa qui:

involtini di riso su foglie di verza - dorati con besciamella macro

Latte di riso : metodo macrobiotico e metodo con Bimby

Buongiorno a tutti! Ci siamo lasciati la settimana scorsa con l'articolo sul bimby, poi sono stata a Torino per lavoro e non ho avuto tempo di postare le ricette dei piatti preparati insieme a Donatella, con il suo bimby. E così questa mattina eccomi qua, a grande richiesta, con la ricetta del latte di riso fatto con il bimby.

La mia idea sul bimby l'ho scritta qui, per chi non avesse seguito : Bimby vs stefycunsyinyourkitchen: chi la spunterà?


Dunque, in questo post vedrete due versioni: una realizzata con il Bimby, l'altra realizzata con metodo macrobiotico, con pentola a pressione e passaverdure. Per visualizzare meglio le foto, cliccateci sopra. Al termine delle ricette, le mie personali considerazioni. Voi mi scriverete le vostre?!

Latte di riso con Bimby:

Ingredienti

- 4 Cucchiai Riso Semintegrale
- 500 gr Acqua + 600 gr
- 30 gr Zucchero Grezzo di Canna (che noi abbiamo sostituito con 40gr di malto di riso, se avete quello d'orzo, secondo me è ancora meglio)



Procedimento:
Versa l'acqua e aggiungi il riso.

Cuoci 20 Min. 100° Vel. 2.
Aggiungi lo zucchero (o il malto)

4 Min. Vel. 10.

Lentamente versa altri 600 gr di acqua quando mancano 20 Sec. agli ultimi 4 Min. impostati.

Se avete domande sul procedimento con il bimby le giriamo a Donatella, perchè per me, tutto ciò.. è arabo!



Latte di riso con metodo macrobiotico:

Ingredienti:
100gr di riso semintegrale
1litro di acqua
un granello di sale integrale
malto di riso a piacere

Procedimento:
Mettere in pentola a pressione il riso con l'acqua ed il sale.
Dal momento del sibilo, far cuocere per 1 ora.
Passarlo al passaverdure, girando in senso antiorario, per ottenerne il "succo", girando infatti in senso orario si ottiene la crema. Dolcificare a piacere.

Le mie considerazioni: Come avrete notato, facendo il latte con il bimby ne abbiamo ottenuto circa 1 litro (non l'ho pesato) mentre quello macro è di meno. La ragione è che come vedete, non ho passato tutto il riso che avevo, in quanto avrei ottenuto un latte troppo denso, (magari avrei dovuto mettere molta più acqua) ma ne ho ricavato la famosa "crema di riso che si mangia a colazione in macrobiotica", ma di questo vi parlerò la prossima volta.
Il colore di quello macro è più scuro perchè era di meno ed ho abbondato di malto (circa 40gr)
Il gusto era ottimo, ma più denso. La preparazione: con il bimby avevamo impiegato circa mezz'ora. Con il metodo macro un'ora e mezza circa. Che dire?! A me sono piaciuti entrambi, del bimby l'unica cosa che non mi era piaciuta era il gran rumore, necessario per tritare a regola d'arte i chicchi e rendere un latte praticamente perfetto, oltre che buono. Del metodo macro... lo so, ci vuole più tempo e la resa è minore, ma passare al passaverdure è stato sicuramente più zen e rilassante ;)

Come dicevo anche nell'altro articolo, uso poco il latte vegetale e le poche volte che lo uso lo compro (3 euro) e spesso lo butto perchè non lo consumo, aimè.... beh, a questo punto, credo che le poche volte che vorrò il latte, lo farò in casa e nello stesso tempo, oltre al poco latte che ne ricaverò (il giusto che mi serve) farò una colazione macrobiotica a regola d'arte.

Insomma: fatelo con il bimby, fatelo con la pentola a pressione, ma fatelo in casa!

sabato 13 ottobre 2012

Bimby vs stefycunsyinyourkitchen: chi la spunterà?!

Ed eccoci qua.. come precedentemente annunciato nella mia pagina facebook, qualche giorno fa ho invitato un'amica a cucinare con me, per passare un pò di tempo insieme. E' una cosa che adoro, cucinare con le amiche, una grande forma di sano divertimento e condivisione. Lei sta utilizzando il bimby, che come alcuni tra voi immagineranno, io non tanto sopporto.. visto che la mia cucina è prevalentemente fatta con le mani! Ma ho voluto darle una possibilità e così Donatella è venuta a casa mia con il suo bimby e abbiamo preparato una cena molto improvvisata, con lo scopo di vedere alcune preparazioni. Ma andiamo con ordine.
Se mi seguite da tempo, o comunque se conoscete anche solo un pochino la cucina macrobiotica, saprete che molto raramente utilizzo apparecchi elettronici per cucinare, anche se nella mia cucina ho un tavolo con sopra una centrifuga, un robot da cucina, un minifrullatore, un frullatore normale, una gelatiera e riposto nel cassetto un minipimer. Sono attrezzi che spesso utilizzo anche se cerco di farne a meno. Una volta cucinavo con la radio in sottofondo. Oggi per me cucinare è "ZEN" un momento di grande dedizione ai miei piatti, concentrazione, un momento in cui dedico me stessa a cucinare per me e per chi mi sta accanto. Non riesco a cucinare se la radio parla, se ci sono rumori, distrazioni. Inoltre, secondo la teoria macrobiotica, noi e l'atmosfera presente in cucina trasmettiamo tutto alle nostre pietanze. Non si batte il cucchiaio sulla pentola, tanto per intenderci, non si urla, non si sbattono le pentole nè si fa confusione con il rumore dei paitti. E' un momento zen. Per questo gli unici rumori concessi e presenti nella mia cucina sono la lama del coltello che batte sul tagliere, (che fu, anni fa, oggetto di discussione con un vicino di casa rompiballe)  il fischio della pentola a pressione, le chiacchiere con il mio aiuto chef preferito, il mio fidanzato che cucina sempre insieme a me ed il cin cin del brindisi che spesso ci concediamo mentre cuciniamo. ;) Non so se ho reso l'idea, ma per me la tranquillità e la serenità in cucina è molto importante e credetemi che il cibo cucinato assorbe tutto ciò che c'è intorno. Ecco perchè usare poco il frullatore, ecco perchè preferire il passaverdure, ecco perchè affettare le cipolle al coltello, a mano... Lo so, ci vuole più tempo, ma questa è la macrobiotica, questa è la mia cucina.
 

  Detto questo... che dire del Bimby? Avevo seguito una dimostrazione di questo aiutante di cucina nel 2000, prima di sposarmi. Il ricordo è vago, mi colpì che mettendo dentro al bimby una patata cruda con i vari ingredienti, in pochi istanti avrei ottenuto un purè. STUPORE! Purtroppo non ricordo molto altro, solo che mi entusiasmò molto, ma avevo 24 anni e in cucina non è che sapessi fare molto. L'idea che un robot cucinasse ed impastasse per me era fantastica, oggi potrebbe essere un'offesa alla mia cucina! Nel corso degli anni infatti, mi regalarono anche una macchina per fare il pane, ma così non potevo più impastare, sentire la farina tra le mani, il profumo di un impasto lievitato, la soddisfazione di poter dire: l'ho impastato io, con la forza delle mie braccia! Inoltre non potevo usare il lievito di pasta madre, quindi la bocciai dopo poco tempo. Tornando al Bimby, dovrei vedere una dimostrazione di questo attrezzo da cucina oggi, per dare un'opinione precisa e corretta. Anche perchè io negli anni sono cambiata, mi evolvo continuamente e con me le mie abitudini culinarie. Oggi sono quella che adora fare le cose in casa con gli attrezzi di una volta, pochi ma buoni. Odio i rumori e le cose già pronte. Voglio farle io. Ho sempre pensato che il Bimby mi togliesse il gusto di cucinare, insomma, quando faccio un nitukè di verdure, lo seguo e lo curo con amore, dal momento in cui preparo e affetto le verdure al momento in cui metto tutto in pentola, controllo che la cottura proceda per il meglio, lentamente, è zen.....
Abbiamo fatto un nitukè di zucca con il bimby l'altra sera, la cipolla l'ho tagliata a pezzi grossi: ha tritato lui, in un nano secondo. Idem per la zucca. Ha tritato ed iniziato a cuocere, mi ha colpito che da buon nitukè e da bravo bimby... non ha assolutamente fritto. Non sono così pratica, ma pare ci sìano delle funzioni che permettono di regolare la temperatura della cottura, i cibi non si bruciano, si possono fare cotture credo meglio che in una pentola normale, grazie a queste basse temperature. Infatti il nitukè è venuto perfetto, sia il sapore che il metodo di cottura, abbiamo impiegato poco ed ottenuto credo lo stesso risultato. Abbiamo condito il riso integrale. Io personalmente continuerò a fare il mio solito nitukè con la mia comune pentola, il tagliere ed il coltello.... ma mi rendo conto che una donna che ha poco tempo, può essere molto agevolata preparandolo con il bimby. Ma la mia curiosità più grande, era la preparazione del latte di riso. Abitualmente non bevo latte vegetale, ma ogni tanto mi capita di acquistarlo. Circa 3 euro al litro. Ho la ricetta macrobiotica per produrlo in casa, si cuoce il riso in pentola a pressione, poi si passa in senso antiorario al passaverdure etc.. ma ad essere sincera non l'ho mai fatto. Ci vuole una vita e per il poco che lo consumo, lo vado a comprare. E con il bimby? Abbiamo messo il riso semintegrale dentro il boccale, con l'acqua (della sorgente vicino casa mia) ed il malto di riso, abbiamo cotto a 100° per 20 minuti. Il riso si è cotto, frullato (anzi, come centrifugato.. perchè era perfetto ) è uscito fuori un latte di riso praticamente divino! Ma gli ultimi secondi di cottura-tritaggio.. se avessi avuto dei tappi per orecchie li avrei messi, ma vi garantisco che un latte così, io lo berrei tutti i giorni e farlo non ci è costato 3 euro, ma circa 30cent. o giù di lì. Ok, passarlo al passaverdure sarebbe stato più zen, ma se avessi il Bimby, farei il latte così. Tra la cottura in pentola a pressione, il passaggio al passaverdure, il recupero della crusca che va divisa dal latte ottenuto ed il lavaggio del tutto, insomma, anche per me che ho parecchio tempo libero a disposizione diventa troppo...
 
 Passiamo al seitan? Beh sul seitan non c'è molto da dire, era la prima volta che lo facevo in casa, anche questo, lo mangio raramente e quindi se capita, lo compro. Non tutti i seitan sono buoni, ma questo che abbiamo fatto noi è ampiamente promosso. Abbiamo fatto una cottura a vapore inizialmente, poi ha cotto sul brodo, con tamari, zenzero e alga kombu. Un bimby rumoroso...ma il risultato.. Superlativo. Se avessi il bimby, farei il seitan in casa. (non l'ho mai fatto in casa, come dicevo prima, per pigrizia e poco consumo, come dicevo, ma devo dire la verità: Il seitan autoprodotto manualmente dal mio amico Gabriele era favoloso, il seitan migliore che io abbia mai mangiato)
 
 

Dulcis in fundo... volevo far assaggiare a Donatella il mio gelato di riso al pistacchio. Abbiamo usato la mia gelatiera, ma la crema al pistacchio l'abbiamo fatta con il bimby. L'abbiamo fatta un pò ad occhio, modificandone e migliorandone la ricetta orginale, questa qui: crema al pistacchio .
La potenza del bimbi ha frantumato in un nano secondo i pistacchi, non abbiamo fatto altro che aggiungere qualche goccio di latte di riso appena autoprodotto, per migliorarne la consistenza. Non è stato necessario aggiungere alcun dolcificante nè altro, era semplicemente perfetta, in pochi istanti. Un bel pò di baccano anche questa volta, ma che figata! ;) E siamo così giunti alla fine delle nostre piccoli autoproduzioni fatte con il bimby. Siamo state in cucina un paio d'ore. Ci siamo divertite. Che dire? Personalmente la mia vita va avanti anche senza bimby e le mie orecchie sono molto felici di non avere rumori molesti in cucina.... sarà che non sono abituata neppure ad accendere la televisione da oltre 6 anni, ma il giorno dopo ho avuto un gran mal di testa........ Spendere 1000 euro per un elettrodomestico mi sembra davvero folle, (ma il folletto?) ma devo dire che l'idea di potermi frantumare i cereali in un attimo ed avere la farina all'istante.. produrre del magnifico latte di riso con pochi centesimi, produrre le creme di sesamo (thaine) per fare solo dei piccoli esempi, e chissà quante altre cose... beh anche in una cucina macrobiotica il bimby potrebbe avere il suo perchè. Inoltre se lo avessi, il mio tavolo in cucina si libererebbe notevolmente, il bimby è tutti gli elettrodomestici e pentolame che abbiamo sparsi in cucina. Ma è uno solo. Se sommassi quanto ho speso negli anni per gelatiera, frullatori, minipimer, pentole, fruste etc... siamo sicuri che non arriveremmo a una bella cifra? Per averli poi tutti ingiro per casa, un pò di qua un pò di là. Consuma poco, cuoce bene, insomma..... bocciare non lo boccio. Farne a meno.... sì, ne posso sicuramente fare a meno, ma se lo avessi, saprei come utilizzarlo senza togliermi il gusto di cucinare e in merito al rumore.... devo ammetterlo, per i miei gusti è davvero troppo rumoroso. Ma come tutte le cose, se usate adeguatamente, sono utili ed efficaci.

Il 25 novembre vi mostrerò altre chicche: stefycunsy incontra il bimby.
corso di cucina vegan-macrobiotica con uso delle mani e del bimby per preparare una cena natalizia e di capodanno. Sono già aperte le prenotazioni, stiamo elaborando il menu e la descrizione dell'evento, che si svolgerà domenica 25 novembre a Fontaneto D'Agogna (NOVARA)

il corso sarà tenuto da me e dalla mia amica Donatella (la bimbista.. si dice così?)

per prenotazioni o informazioni più dettagliate: stefania 3207159087

giovedì 11 ottobre 2012

Torta vegan macrobiotica alla nocciola "bona" - per celiaci


Ed oggi pensiamo un pò ai celiaci! Avevo già pubblicato alcune ricette per celiaci, nella cucina macrobiotica non è difficile, visto che si mangiano spesso cereali senza glutine, ma per quanto riguarda i dolci lievitati non è semplice, visto che la farina senza glutine fatica a lievitare. Ho voluto tentare però, con questa farina di mais tostata, si chiama "farina bona".
Questa farina proviene dal Canton Ticino, il gran turco viene precedentemente tostato e poi macinato molto finemente. E' una farina molto antica, interessante il racconto e la sua storia narrata nel sito.
Vi consiglio di guardare anche il video, dove il produttore della farina bona spiega bene la storia, antica e moderna della farina bona, vi consiglio di guardarlo, lo trovate qui:
storia antica e moderna della farina bona
La particolarità di questa farina è che si può utilizzare per svariate preparazioni, dai gelati, alla birra, biscotti, salsine per l'insalata, mousse, minestre etc... credo che per chi ha problemi con il glutine sia una bella e particolare alternativa, a quelle farine che trovate in commercio, denominate : preparato senza glutine o cose simili, magari con aggiunte di conservanti o altro.
Il profumo di questa farina è molto particolare, intenso e come vedete dalla foto non è affatto la solita farina di mais che conosciamo.
Ho voluto fare un esperimento, l'ho provata per realizzare una torta rustica, con le nocciole.
Ho voluto darle fiducia, mi sono lanciata e l'ho fatta lievitare con la pasta madre (che non sempre è facile) e non ho voluto aggiungere nessun altro tipo di farina che desse maggior forza all'impasto, perchè volevo realizzare una torta per la colazione per chi ha problemi con il glutine.

Veniamo alla ricetta: gli ingredienti, il procedimento, altre foto e le mie considerazioni finali sul risultato a questo piccolo esperimento.

Ingredienti:
100gr di succo di mela tiepido
150gr di pasta madre (la mia è con il glutine)
80gr di malto di riso (o in alternativa miele millefiori)
40gr di olio di girasole spremuto a freddo (o in alternativa di riso)
un pizzico di sale
200gr di farina bona
150gr di nocciole tritate
(a piacere abbondanti scaglie di cioccolato fondente)

Procedimento:
In un recipiente, versiamo gli ingredienti secondo l'ordine indicato, avendo cura di mescolare con una frusta gradualmente, per evitare la formazione di grumi. Consiglio di setacciare la farina bona ed inserire anche questa gradualmente. La consistenza finale dell'impasto, sarà quella che vedete nella foto qui sopra, molto densa, quasi la consistenza di un gelato. A questo punto, mettete l'impasto ottenuto a lievitare. Se usate la pasta madre e volete aiutare la lievitazione, consiglio di mettere l'impasto dentro il forno spento, con dentro un pentolino di acqua bollente.
L'impasto dovrà aumentare di volume, fare dei buchetti, sentirli "frizzare", ho dimenticato di fotografare per farvi vedere... :/  ad ogni modo, con la pasta madre ci vorranno alcune ore, ma non sto a dirvi quante perchè dipende dalla forza della vostra pasta madre, dalla temperatura etc..... se adoperate il comune lievito di birra (consentito per i celiaci) ci vorrà meno tempo.

Quando l'impasto sarà dunque pronto, lo versiamo nella tortiera prescelta, in base al suo volume, regolatevi di conseguenza. Ungetevi le mani con l'olio adoperato per la ricetta, ungete la teglia al fondo e per bene ai bordi e con le mani maneggiate l'impasto, come fosse pizza, e versatelo dentro la teglia. Lasciatelo riposare ancora un pochino affinchè aumenti leggermente il suo volume, se volete anche un'oretta con il pentolino di acqua bollente come prima ed infine potete infornare la vostra torta!

Forno a 180° e per la cottura regolatevi voi, tenete sempre d'occhio la vostra torta.
Servite la vostra torta quando si sarà raffreddata e se volete spalmarla con della cioccolata calda andrete letteralmente in paradiso!

Nota bene: per i celiaci, se sprovvisti di pasta madre senza glutine, possono sostituirla con un quarto di cubetto di lievito di birra

Spero che questo articolo vi sia piaciuto, in tal caso, diffondetelo, farete felici i vostri amici celiaci!
Clicca qui per conoscere meglio la farina bona

Alla prossima ricetta con la farina bona... ci sarà da sbizzarrirsi...

mercoledì 10 ottobre 2012

Coltivazione macrobiotica: Terraculta - cibi naturali


 Una delle domande più frequenti dei miei lettori è: ma dove si compra il malto? Dove si comprano i ceci neri? La farina, il miso.. Dove trovi questo e quello? Ho allegato nella home page, a destra, un elenco dei luoghi che vi consiglio di visitare per fare la spesa o andare a mangiare, ma forse non sempre è ben visibile e passa inosservato. Ho pensato di pubblicare un articolo di presentazione delle aziende che stimo per il lavoro che svolgono e Terraculta è una di queste, qui non stiamo parlando di biologico, al quale io personalmente NON CREDO... qui è molto di più.. è un metodo di coltivazione seguito secondo i criteri macrobiotici ed assaggiando questi prodotti, si sente ogni cosa, si sente la naturalezza del prodotto, la sua genuinità, la freschezza, l'amore e la cura con il quale è stato preparato. La differenza si sente, eccome se si sente.

Terraculta coltiva piante antiche in grado di difendersi, senza la necessità di utilizzare concimi chimici ed organici, senza uso di fitofarmaci o antiparassitari di alcun genere. Confeziona prodotti senza uso di conservanti, coloranti, esaltatori. L'essiccatura dei prodotti avviene per via solare, nelle conserve c'è il sale non raffinato. I semi sono autoriprodotti da svariati anni, alcuni anche da 30!

Ma non ho voglia di dilungarmi, vi allego i riferimenti di questa azienda, che produce poco, ma lo fa BENE. Diffidiamo dalle grandi catene, dalle grandi distribuzioni, ma cerchiamo il contadino, quello che al mercato ha le mani sporche di terra e tre o quattro prodotti, i suoi, quelli coltivati con cura, amore e passione.

Vi allego il link del loro sito ed un video che dimostra il lavoro che Terraculta svolge, vi invito a riflettere...

Terraculta 2011 - video youtube
 http://www.terraculta.com/

.... che non ci sia una grande terraculta, ma tante terraculta ....

lunedì 8 ottobre 2012

Ceci neri: Malloreddus al cecio nero


Ieri sera vi ho presentato in breve l'articolo sui ceci neri, qualche foto del cecio prima dell'ammollo ed i consigli per la cottura, che trovate qui: Cecio nero - consigli per la cottura

Oggi ero proprio ansiosa di presentarvi una prima ricetta con questo meraviglioso legume, poco presente nelle nostre tavole, un pò perchè poco conosciuto, poco presente nei nostri supermercati (si trova al punto macrobiotico di Mario Pianesi e nell'azienda agricola macrobiotica Terraculta ) un pò perchè necessita di una lunga cottura.

Ma sono tutte barriere che ho deciso di scavalcare perchè non mangiando carne e pochissimo pesce, mi sento di voler variare la scelta dei legumi, che, vi ricordo, legumi non è solo fagioli e lenticchie... ma veniamo alla ricetta!

Dunque, dopo aver letto le modalità di cottura consigliate nel link indicato sopra, il più è fatto!
Prendiamo una pentola con un buon coperchio ermetico e facciamo una sorta di nitukè con le verdure che più preferiamo, io ho adoperato quelle che il mio orto mi ha donato, dunque cipolla, carota, broccoli e visto che mi piace, un pò di peperoncino. Ma voi potete mettere quello che più vi piace e che avete a disposizione.

Ingredienti:
cipolla bianca
carota
broccoli
peperoncino
olio extravergine di oliva spremuto a freddo
sale integrale

Procedimento:
Prepariamo un nitukè, quindi in una pentola bassa e larga, con coperchio ermetico, mettiamo nel seguente ordine: un paio di giri di olio, la cipolla tagliata sottile sottile, il sale, la carotina, i broccoli con le loro foglie, ancora poco sale. Copriamo e lasciamo cuocere a fiamma molto lenta. Se lo riteniamo opportuno, possiamo unire durante la cottura, gradualmente, del liquido di cottura dei ceci.

I broccoli possono rimanere leggermente al dente, croccantelli... sono ottimi quando non sono stracotti. Quando la cottura è praticamente perfetta, possiamo scolare i ceci dentro il nostro nitukè, avendo cura di conservarne il prezioso e squisito liquido, che utilizzeremo per la cottura della pasta.

Io ho utilizzato i malloreddus sardi che mio fratello mi ha portato dalla Sardegna.
Quando la pasta è al dente, la versiamo nel nitukè e la lasciamo insaporire unendo gradualmente un pochino del liquido di cottura della pasta fino a completo assorbimento, "mantecando".

Ho servito i miei malloreddus al cecio nero dentro le mie ciotole prferite, in legno d'ulivo, assaporato questo piatto con le posate di legno e..... nel bicchiere anch'esso di legno di ulivo ho versato il rimanenete liquido di cottura, che si è addensato, era davvero piacevole.

Che dire di questa ricetta.... mi ha entusiasmato molto, la considero una perfetta portata da servire a degli ospiti, una ricetta delicata, semplice, genuina, come piace a me...  ecco altri particolari:


domenica 7 ottobre 2012

Cece nero : consigli per la cottura


Oggi vi presento uno dei legumi presenti nella mia cucina.
Mangiare legumi, non significa mangiare tutti i giorni solamente fagioli e lenticchie, ma si può variare con un'infinita varietà. Cercherò di presentarvene alcuni nelle prossime settimane. Avevo già parlato dei fagioli lima e dei fagioli viola, oggi vi presento i ceci neri.
Quante volte, pulendo i ceci classici, avrete trovato un cecio nero ed avete espresso un desiderio?
Io l'ho fatto solamente una volta ed il mio desiderio si è avverato!
Con questa varietà di ceci, quanti desideri volete esaudire?! :)

Una piccola anteprima di questo particolare cecio, l'avevate già vista qualche mese fa, li avevo adoperati per fare un tao come centrotavola ad uno dei miei corsi di cucina, questa volta vi spiego come cucinarli ;)
A vederli sembrano delle pietroline, necessitano di parecchie ore di ammollo. Dopodichè li ho cotti in pentola a pressione per 1 ora esatta, aggiungendo un pezzettino di alga kombu che aiuta a renderli più morbidi e digeribili, oltre ad essere una buona fonte di sali minerali. L'acqua di cottura può essere utilizzata per cuocere la pasta e/o per un brodo. E' davvero squisito, sia il brodo, sia questo particolare cece, che vi consiglio assolutamente di provare.

Ecco qui la prima ricetta con il cecio nero: Malloreddus sardi al cecio nero

Esprimi un desiderio... ;)

giovedì 4 ottobre 2012

Gelato di riso al cioccolato bianco

E se lui ti chiede di fargli il gelato al cioccolato bianco cerchi di farglielo il più naturale possibile...
L'unica pecca di questa ricetta è proprio l'ingrediente "principale", il cioccolato bianco, che proprio cioccolato non è, ma una tantum, uno strappo alla regola si può fare e così eccomi qui ad accontentare ed esaudire la richiesta del mio fidanzato.
Per prima cosa ci rechiamo in erboristeria, per ritirare le stecche di cioccolato bianco dolcificato con zucchero di canna... poi si prepara la base del gelato che altro non è che la crema di riso con il malto.
Ma andiamo con ordine ed elenchiamo ingredienti e procedimento del dettaglio.
 
Ingredienti per due porzioni abbondanti di gelato in coppetta casalinga:
250gr di crema di riso
100gr di cioccolato bianco dolcificato con zucchero di canna
 
Procedimento:
La prima cosa da fare è preparare la crema di riso, mettiamo quindi in pentola a pressione 100gr di riso bianco con 1 litro di acqua. Mandiamo in pressione e facciamo cuocere, dal sibilo circa 30 minuti. Frulliamo il tutto al minipimer unendo 3 cucchiai abbondanti di malto di riso, fino a ridurre il riso in una morbida crema senza grumi. Lasciamo raffreddare a temperatura ambiente, dopodichè mettiamo in frigorifero per alcune ore.
Al momento di fare il gelato, fondiamo il cioccolato e lo uniamo a una parte della crema di riso ottenuta, del peso di 250grammi. Mescoliamo per bene e versiamo il composto (250gr di crema di riso e 100gr di cioccolato) dentro la gelatiera, facendola lavorare per circa 20 minuti.
 
Il gelato sarà pronto quando sarà bello denso.
A piacere, potete guarnire con della granella di nocciole tostate.
 
Che fare con la crema di riso avanzata? Ottima per la colazione, da bravi macrobiotici, oppure la conservate in frigorifero e la utilizzate per fare un altro gelato!
 
qui trovate le altre ricette per fare il gelato: gelati e sorbetti di stefycunsy
 
nota bene: questa ricetta non può considerarsi nè vegan nè macrobiotica. Tra gli ingredienti riportati nella confzione del cioccolato bianco risulta esserci il latte intero in polvere.

Penne di farro al fior di sesamo


La ricetta che stefycunsy vi propone oggi è molto particolare e sfiziosa... insolita... un pò come tutte le mie ricette del resto.. ;) Nel mio piccolo orticello la pianta di zucchine sembra essere improvvisamente rinata, vediamo se avrò il piacere di mangiare ancora qualche piccola zucchina... nel frattempo sto gustando gli ultimi fiori, appunto.

Ci sono molti modi per mangiare i fiori di zucca, ad esempio fritti in pastella o dentro una focaccia.
Oggi invece, ho inventato un primo. Vediamo ingredienti e procedimento!

Ingredienti per due persone:
Pasta integrale (io ho usato farro)
olio di sesamo spremuto a freddo
sale integrale
un piccolo porro o una cipolla bianca
circa 6 fiori di zucca
2 cucchiai abbondanti di thaine (crema di semi di sesamo)
una manciata di capperi

Procedimento:
In una padella versiamo l'olio di sesamo, il porro tagliato sottile ed il sale integrale. Facciamo cuocere lentamente. Quando il porro ci sembra quasi cotto, uniamo i capperi ed i fiori di zucca precedentemente puliti, senza tagliarli. In cottura appassiranno. Facciamo terminare la cottura e per ultima uniamo la crema di sesamo. Quando la pasta sarà cotta, la saltiamo velocemente nella padella con il condimento, avendo cura di unire del liquido di cottura della pasta qualora risultasse troppo asciutta.

Il gusto è particolare, specie se non siete abituati al sapore della crema di sesamo, vi consiglio di usare quella più chiara. A me è piaciuta e anche al mio fidanzato che quella sera aveva deciso di mangiare pasta al pomodoro!

Curiosità: perchè l'olio di sesamo?!
In macrobiotica è buona regola non mescolare più tipi di olii ad ogni pasto. Dunque se si comincia un pasto con un tipo di olio, tutte le altre portate dovranno essere preferibilmente condite con lo stesso olio. Questa è l'indicazione macrobiotica, che predilige l'ordine, l'equilibrio. Dal momento che la nostra ricetta prevede l'uso della crema di semi di sesamo dunque, l'olio consigliato in questa ricetta è proprio quello di sesamo. Consiglio inoltre, di alternare spesso gli olii in cucina, di farli ruotare in modo da assumerne tutte le proprietà, sia da quello di sesamo, oliva e girasole, che sono quelli più importanti.

mercoledì 3 ottobre 2012

Crostatine vegan macrobiotiche con frutta secca - le crostatine di stefycunsy


Oggi per colazione vi propongo delle crostatine molto energetiche, adatte per affrontare la giornata!
Ho usato la sfoglia degli orzotti, ma se preferite, potete usare anche l'impasto classico della mia frolla vegan macrobiotica. Stendete la sfoglia, leggermente spessa, come vedete in foto, la bucherellate con una forchetta ed infornate le crostatine vuote.
A metà cottura inserite all'interno della crostatina, della frutta secca a piacere, io ho usato nocciole e pistacchi.
Dopodichè, versate di sopra, a filo, abbondante malto di riso, oppure in alternativa del miele.
Fate cuocere in forno ancora qualche minuto, dopodichè lasciate raffreddare e servite.
Si conservano diversi giorni, morbide, avendo l'accortezza di coprirle con un panno di cotone.

Buona colazione!

martedì 2 ottobre 2012

Linguine saltate con broccoli e acciughe

Una delle maggiori soddisfazioni del mio orticello, in queste settimane, sono quei timidi broccoli che ogni tanto vedo spuntare, nascosti dalle grandi e forti foglie!
Sabato sera ne ho raccolti un pò e sono riuscita a ricavare un meraviglioso primo piatto.

I broccoli sono ricchi di sali minerali, calcio, ferro, fosforo, vitamine, sono efficaci nella cura per la tiroide, in caso di stitichezza, sono diuretici, combattono la ritenzione idrica, rafforzano le difese immunitarie. Insomma, i broccoli fanno bene, ed ora che sta cominciando la loro stagione, vi consiglio di mangiarli spesso, vi proporrò alcune ricettine sfiziose magari per farli mangiare anche ai vostri bambini o a chi non li gradisce molto.

Oggi vi presento un must, nella mia cucina, adoro i broccoli fatti in questo modo..

Ingredienti:
broccoletti
porro o cipolla bianca
olio extravergine di oliva spremuto a freddo
sale integrale
a piacere filetti di acciughe e peperoncino

Procedimento:
In una padella grande, mettiamo un paio di giri di olio extravergine di oliva, il porro tagliato sottile, compresa la parte tenera verde ed il peperoncino. Mettiamo sul fuoco la padella, al minimo ed uniamo anche i broccoletti tagliati a ciuffetto, compresa qualche foglia verde. Lasciamo cuocere lentamente. Con la parte dura dei broccoli, possiamo preparare una zuppetta, tipo questa qui : zuppa di miso con verdure dell'orto
Nel frattempo, possiamo mettere su l'acqua per la pasta, che quando sarà cotta al dente, possiamo far saltare direttamente in padella dentro il nostro condimento.
Se ci piace, prima di saltare la pasta in padella, uniamo dei filetti di acciughe che si scioglieranno.
I broccoli devono rimanere leggermente al dentre, appena croccantini.

Questo è uno dei miei primi piatti preferiti!
Buon appetito!