mercoledì 25 aprile 2012

Mela renetta con malto e cannella


Voglia di dolce, ma di un dolce sano, dove i sapori semplici e la dolcezza naturale sono i protagonisti.
Avevo le mele renette in casa, ma consiglio di usare la mela grigia.
Renetta era il mio soprannome quando seguivo la dieta fruttariana.
Adoravo le renette! E ancora oggi le apprezzo tantissimo
Adoro addentare una mela in assoluto silenzio
Ascoltarne il sapore
Masticarla lentamente apprezzandone la dolcezza.
A volte parlare mentre si mangia sminuisce il valore di ciò che abbiamo in bocca. Quando il piatto è vuoto non ci siamo accorti di aver già finito. Non lo abbiamo assaporato, nè gustato.

Oggi la mia renetta è stata cotta e la sua dolcezza era ancora più evidente, la polpa era tiepida,morbida, il profumo gradevole, un ottimo dessert per chi, come me, ama le cose semplici.

Ingredienti: una mela renetta o grigia, cannella in polvere, malto di riso o di orzo per un sapore più deciso.
Procedimento: In una pentola a pressione mettiamo due dita di acqua, inseriamo il cestello per la cottura a vapore con dentro le mele. Una per commensale. Mettiamo sul fuoco a fiamma alta e dal momento del sibilo, abbassiamo la fiamma al minimo e facciamo cuocere per 5 minuti.
Trascorsi i 5 minuti, facciamo sfiatare la pentola, adagiamo delicatamente le mele sul piatto e guarniamo con una spolverata di cannella e una colata di malto. Servire tiepide.

domenica 22 aprile 2012

Insalata di spinaci crudi con semi di girasole


Mia mamma faceva sempre il risotto con gli spinaci.
Mia nonna li faceva cotti, saltati in padella.
Ed io? Io li faccio crudi!

Per una fresca e divertente insalatina, occorre pulire gli spinaci freschi, tagliarli a pezzetti e condirli con del succo di limone, sale integrale e un pò d'olio extravergine di oliva. Decoriamo con abbondanti semi di girasole o in alternativa delle mandorle.

Un'insalata fresca, leggera, insolita e divertente!
E la croccantezza, non è data dai semi di girasole, ma dagli spinaci stessi, perchè freschi e incredibilmente croccanti!

sabato 14 aprile 2012

Riso integrale con asparagi e gamberi


Finalmente è tempo di asparagi e visto che la stagione è breve, meglio approfittare, così, asparagi in tutte le salse! L'anno scorso vi avevo già proposto la vellutata di asparagi con la besciamella macrobiotica. Quest'anno vi dimostrerò come preparare dei piatti molto stuzzicanti con pochissimi ingredienti: cipolle, asparagi, olio e sale. Incredibile vero? Oggi è il turno del riso integrale con asparagi e gamberi. Per i vegetariani, basterà omettere i gamberi dalla ricetta.

Ingredienti per 2 persone:
250gr di riso integrale
550gr di acqua
1 granello di sale integrale

Per il condimento:
un porro di grande dimensione
un ceppo di asparagi
sale integrale
olio di semi di girasole spremuto a freddo
Gamberi freschi per guarnire

Procedimento:
Cuocere il riso integrale secondo le istruzioni indicate, ovvero mettendo in pentola a pressione riso acqua e sale nella dose indicata. Portiamo la pentola al sibilo ed abbassiamo la fiamma molto al minimo facendo cuocere lentamente per circa 40/45 minuti. Mentre lasciamo riposare il riso per almeno 20 minuti, senza aprire la pentola, facendola quindi sfiatare naturalmente, ci occupiamo del condimento. 
In una pentola con coperchio ben ermetico, mettiamo un paio di giri d'olio, parte del porro tagliato finemente, il sale integrale, gli asparagi tagliati a pezzi, il resto del porro ed ancora un pò di sale. Copriamo la pentola e lasciamo cuocere a fiamma lentissima senza mai aprire, fino a cottura. Ci vorranno circa 20 minuti. Otterremo un meraviglioso nitukè di asparagi, al quale uniremo i gamberi già sgusciati qualche minuto prima di spegnere, si cuoceranno velocemente, in un paio di minuti. 
Finalmente è ora di impiattare!
Mettiamo da parte i gamberi, versiamo sul nitukè il riso, giriamo con cura e quando tutto sarà ben amalgamato impiattiamo, ponendo i gamberi sopra.
Buon appetito!

mercoledì 11 aprile 2012

Barrette energetiche - un orgasmo di dolcezza


Alcune settimane fa mia suocera mi ha dato un libro che aveva in casa da chissà quanto... sfogliandolo, rimasi stupita, perchè era un libro di ricette praticamente macrobiotiche, ho infatti visto la torta di riso che fanno al punto macrobiotico (che non riesco assolutamente a mangiare, troppo macrobiotica perfino per me... ) Fortunatamente Enza mi ha lasciato il libro per provarne alcune ricette ed oggi, sfogliandolo, mi sono imbattuta sulla "torta di fichi" Mi aveva colpito molto, perchè si tratta di una ricetta davvero sana e nutriente, ma non avendo i fichi secchi, l'ho improvvisata con le prugne, anche se non vedo l'ora di rifarla con i datteri morbidi e carnosi che trovo al mercato.... Ad ogni modo, fatela con quel che volete, il risultato sarà comunque strepitoso. Sono così entusiasta di questa ricetta che mi sono affrettata a pubblicarla, ancora con il dolce tra i denti! Come scrivevo oggi pomeriggio nella mia pagina facebook:  nell'era in cui il dolce non è dolce se non ha etti di zucchero bianco raffinato, panna montata o crema pasticcera con latte e uova o nella peggiore delle ipotesi, dolci guarniti da zuccheri colorati o marshmallows.... nella mia cucina sta riposando un dolce dove la dolcezza è data dalle prugne stesse, dal malto di riso, dalle mandorle, noci ed uvetta sultanina... " beh... ecco cosa "bolliva in pentola oggi pomeriggio nella cucina di stefycunsy!

Ingredienti:
250gr di fichi secchi (o prugne o datteri)
50gr di uvetta passa
50gr di mandorle
1 cucchiaio e mezzo di pan grattato (senza glutine per intolleranti)
2 cucchiai di farina semintegrale o di riso se intolleranti
50gr di noci
1 cucchiaio di malto di riso (o miele)
la buccia grattata di un limone non trattato
cannella
1 cucchiaio e mezzo di olio di girasole spremuto a freddo
un pizzico di sale integrale

Procedimento:
Tagliare i fichi a fettine sottili e cuoceteli a fiamma lenta per circa mezz'ora insieme all'uvetta e ad una quantità d'acqua sufficiente a coprirli. Quindi scolarli e metterli in una terrina con il resto degli ingredienti. Mescolare bene e lasciar riposare per circa 2 ore a temperatura ambiente. Trascorse le due ore, versate il composto ottenuto in una teglia (io ho adoperato la pietra refrattaria per evitare di dover imburrare) ed infornate a 200gr fino a cottura (circa 20 minuti)

Ed ora potrete godervi.... il vostro orgasmo di dolcezza....... senza zucchero raffinato nè porcherie varie!
Dolce adatto alla colazione, in quanto vi darà una bella carica ed energia per affrontare la giornata!

lunedì 9 aprile 2012

Torta cioccolato e pere vegan - la mia torta pera ciocco.


L'abbinamento pere e cioccolato, ve lo avevo già proposto oltre un anno fa, con le  " perEd, pere al cioccolato in crema di vaniglia "   oggi vi propongo una meravigliosa e sofficissima torta vegan. 
La realizzazione è molto semplice, ecco ingredienti e procedimento:

Ingredienti:
150gr di latte di soia
80gr di burro di soia
un pizzico di sale
80gr di zucchero integrale di canna
140gr di farina di tipo 1 o 2 (semintegrale)
16gr di lievito per dolci
2 pere
100gr di cioccolato fondente (dolcificato con zucchero di canna)

Procedimento:
In un recipiente, amalgamare con l'aiuto di una forchetta il burro di soia e lo zucchero integrale, unire gradualmente il latte di soia e girare con l'aiuto di un frustino elettrico. Versare a poco a poco il resto degli ingredienti: il sale integrale e la farina. Accendiamo il forno, imburriamo leggermente la teglia (che deve essere di piccolo diametro) fondiamo il cioccolato fondente in un pentolino a fiamma bassissima, sbucciamo e tagliamo a fettine o a pezzi se preferite, le pere. Quando il forno sarà ben caldo, uniamo al composto il lievito ed il cioccolato fondente ancora caldo che avremo fuso, girando energicamente. A questo punto, possiamo versare il composto dentro la teglia e disporre le pere a raggi. Se preferite le pere a pezzetti, unitele al composto per ultime. Facciamo cuocere 40/45min. e la torta sarà pronta!

La prossima volta, trasformerò questa ricetta vegan in ricetta macrobiotica, seguitemi!

sabato 7 aprile 2012

Polpeh - polpettine di miglio e tempeh


Adoro il tempeh, anche se devo dire che lo mangio raramente.
Vi ho parlato del tempeh pochi giorni fa, quando ve l'ho presentato in frittura con salsa di zenzero.
Me ne era avanzato mezzo panetto, quindi ho pensato di tentare un piccolo esperimento, cercando una variante per consumarlo. Sono davvero entusiasta del risultato e non vedo l'ora di rifarle!
Potrebbe essere una stuzzicante idea per il vostro pic nic di pasquetta, in quanto queste polpettine hanno una consistenza perfetta e saranno ottime anche da fredde. Io le ho accompagnate ad un piatto di fagioli cannellini, catalogna e zucchine saltate, anche se il mio fidanzato ha tanto desiderato tuffarle nella maionese o in un sugo di pomodoro.. beh poi alla fine ognuno personalizza le ricette come meglio crede. Ecco la mia ricetta!

Ingredienti:
mezzo panetto di tempeh
50gr di miglio
verdure per il nitukè (io ho adoperato cipolle e broccoletti)
olio extravergine di oliva

Procedimento:
in un pentolino, mettiamo 50gr di miglio con 110gr di acqua. Copriamo e dal momento in cui inizia a bollire abbassiamo la fiamma al minimo e facciamo cuocere circa 12 minuti. Trascorsi i 12 minuti lasciamo coperto almeno una mezz'oretta. Nel frattempo, prepariamo il nostro nitukè come spiegato qui: (nitukè)con le verdure che preferiamo, a piacere. Uniamo il tempeh tagliato a piccolini dadini ed il miglio, a cottura ultimata, consiglio di lasciar riposare e raffreddare, se prepariamo questo nitukè il giorno prima e lo conserviamo in frigorifero, ancora meglio. Quando il nitukè sarà ben fresco, mettiamo tutto in un robot da cucina e frulliamo il tutto. Otterremo una farcia morbidissima ottima da mangiare anche già così..... l'avrei finita tutta........ ma ho cercato di essere forte ed ho formato delle polpettine con le mani leggermente umide. Infornate le polpette per circa 10 minuti, basterà semplicemente dorarle. Le vostre polpeh sono pronte! Originali, divertenti, sfiziose, buonissime!

La loro consistenza, prima della cottura, ricorda le polpette di ricotta... avete presente?
Beh, io la prossima volta vorrei mettere la farcia ottenuta in un sac a poche e cuocerle tipo le patate duchessa. Farete sicuramente un figurone! E la prossima volta... userò l'intero panetto di tempeh ... perchè erano poche!! Con la dose consigliata, ho fatto circa 10 polpette.

mercoledì 4 aprile 2012

Frittura di tempeh allo zenzero

Oggi vi presenterò il tempeh.
Si tratta di un alimento vegetale molto proteico, in quanto ottenuto dalla lavorazione e fermentazione dei fagioli di soia, uniti ad un fungo. Il tempeh è consumato prevalentemente dai vegetariani, i quali, non assumendo proteine animali, lo sostituiscono a carne e pesce. Io lo mangio perchè mi piace! Ha una consistenza compatta ed un sapore particolare, da provare, più che da descrivere!
Inoltre fa molto bene, contiene amminoacidi essenziali, rafforza le ossa, utile in menopausa.
In cucina è particolarmente sfizioso semplicemente tagliato a pezzetti dentro a zuppe, oppure sottoforma di polpette, io quest'oggi ve lo propongo fritto!

Marco lo ha mangiato alcuni giorni fa mentre guardava la partita sul divano, una valida alternativa alle patatine o ai pop corn!!

Ingredienti:
un panetto di tempeh
olio di sesamo o di girasole spremuti a freddo
 (sono gli olii migliori per la frittura, in quanto sopportano le alte temperature senza bruciare)
salsa tamari o soia
zenzero fresco

Procedimento:
Tagliare il tempeh a fette sottili.
Scaldare l'olio per la frittura, nell'attesa che divenga bollente possiamo preparare la salsina allo zenzero fresco come indicato qui: salsina allo zenzero
Friggere il tempeh fino a doratura desiderata, gustarlo immergendone una parte nella salsina di zenzero.

Delicato, sfizioso, fresco... buono!

Dove comprare il tempeh, la salsa tamari o di soia e l'olio di sesamo o girasole spremuto a freddo?

martedì 3 aprile 2012

Colomba pasquale vegan.macrobiotica con pasta madre



Direttamente dal libro di Pasquale Boscarello, esperto in pasticceria naturale, ho estratto la ricetta di una colomba pasquale, diciamo una colomba vegana e macrobiotica, in quanto la ricetta non prevede uova, latte vaccino, burro, nè zuccheri raffinati. Un'impasto di quelli che piace a me, oltretutto con lievito di pasta madre. Beh inutile dire che non vedevo l'ora di provare questa ricetta!
Di sicuro le lunghe e complicate preparazioni non mi hanno mai spaventata, anzi.... ma devo dire che questa ricetta mi ha positivamente stupita, perchè a differenza di quelle di pandori e panettoni.. questa è molto semplice ed i passaggi sono solamente due. Ma veniamo alla ricetta!

Ingredienti per la prima fase:
150gr di pasta madre (se non ne avete, potete usare mezzo cubetto di lievito di birra)
300gr di acqua tiepida (io ho usato l'acqua della sorgente delle mie colline)
500gr di farina semintegrale

Ingredienti per la seconda fase:
il succo e la buccia di 2 arance non trattate
5gr di cannella
5gr di sale integrale
un cucchiaino di crema di mandorle o nocciole (facoltativa)
100gr di olio di girasole spremuto a freddo
150gr di malto di riso
100gr di mandorle tostate e tritate

Ingredienti per la fase finale, dopo la cottura:
un cucchiaino di malto diluito in due o tre dita di acqua per pennellare la superficie.
50gr di mandorle in scaglie

Procedimento:
La prima cosa da fare è aver rinfrescato la pasta madre, che dovrà presentarsi piena di alveoli come si vede alla prima foto a sinistra. La misceleremo, con l'aiuto di un frustino, all'acqua tiepida (mi raccomando, non calda, in quanto blocca la fermentazione) e gradualmente la farina. Otterremo infine un impasto molliccio (quello della seconda foto) ma omogeneo, che lasceremo riposare fino a raddoppio, potrebbero essere necessarie circa 4 ore. Quando l'impasto sarà raddoppiato e nuovamente pieno di alveoli, come si vede nella foto 3 e 4, possiamo passare alla seconda fase, inserendo tutti gli ingredienti indicati, amalgamando bene con una spatola. Mettiamo nuovamente a riposare l'impasto ottenuto, direttamente nello stampo, fino a raddoppio, avendo cura di riempire solo per 3/4 della sua capacità.
Inforniamo a 190° per circa un'ora. Se la parte superiore dorerà troppo velocemente, mettiamo al piano di sopra una teglia (tipo quelle in dotazione nei forni)
A cottura ultimata, pennelliamo con lo sciroppo ottenuto dal malto e acqua e versiamo sopra le scaglie di mandorle.

Consigli utili:
Consiglio di aggiungere all'impasto almeno 2 cucchiai di zucchero integrale di canna.

Buona Pasqua a tutti!

Collaborazioni con stefycunsy : Beatrice, la cheffa felice!

Come già sapete, sabato 9 giugno 2012 è in programma il mio 1° corso di cucina, come già annunciato qui:
"il prato in tavola"

L'idea è nata una domenica a Milano, incontrando Beatrice, chef erbana (lei va ad erba) la quale, mi propose di fare una bella collaborazione e creare insieme un evento. Ma chi è Beatrice, di cosa si occupa?

Con questo post voglio presentarvela, certa che dop la descrizione sarete impazienti di conoscerla come lo fui io il mese scorso!

Beatrice da bambina adorava rotolarsi nei prati, passeggiare tra i boschi e iniziò lì, spinta dalla sua curiosità, a voler conoscere i nomi degli alberi che la facevano ombra e quelli delle piante che tentava di non calpestare! Beatrice è così diventata una cuoca erbana, avendo imparato ad annusare i profumi della Primavera, a cercare l'utilità di ogni singola pianta, conoscerne le proprietà, le piante e i fiori commestibili, raccogliendole ed usandole, con il tempo, in cucina  o per delle creazioni di cosmetica naturale! Ed è proprio questo che ci insegnerà a fare domenica 15 Aprile al laboratorio! Ci insegnerà che le erbe possono divenire cibo, liquorino o digestivo, una bevanda rinfrescante, una tisana, un'insalata fiorita, un olio per il corpo, un lucidalabbra, un rimedio per la pelle arrossata, un tonico...

Ecco come Benedetta Cucci descrive Beatrice:


"La Bea Calia l'ho incontrata la prima volta la scorsa estate, era luglio, a una serata dedicata al miglio ealla
cucina senegalese ideata da Pina Siotto con special guest Malick Gueye. Lei era, come me, tra i partecipanti e
in quell'occasione mi disse che faceva corsi di cucina naturale. Poi ci siamo incontrate un po' di altre volte
finchè a dicembre l'ho scovata in un'altra sua avventura.
Infine ecco che le nostre strade si incontrano ancora perché dal primissimo incontro del Club des Pirottines, Bea ha fatto parte della nostra crew, portando gli attrezzi e gli ingredienti per imparare...ma anche le sue tisane e la
Tecla, la sua teierona, per offrirci una buonissima tisana di erbe. Perché lei è, oltre che una cuoca naturale
(recentemente ho partecipato alla prima lezione del corso che ha ideato sulla creatività nella cucina con le
erbe, altri corsi, con le passeggiate per riconoscere le erbe, li terrà più avanti a Rocca Corneta, sotto il Corno
alle Scale), è un'erbana, ovvero colei che conosce le erbe e le loro proprietà, va ad erbe per poterle poi
utilizzare in cucina, mangiarle o trasformarle in ingrediente necessario per qualche splendida ricetta di
cosmesi elementare. Di questo argomento che mi incuriosisce sempre tanto (mia mamma mi ha cresciuta con
la stessa passione, mettendomi sotto il naso fin da piccola i libri di Maurice Messèguè) parleremo questa
mattina alle 11 su Radio Città del Capo, in compagnia di Nino e con Beatrice Calia ospite erbana, appunto.
Poi ascolteremo le ricette degli Angeli alle Fermate."

Allora, la volete incontrare?
L'appuntamento sarà sabato 9 giugno al nostro "prato in tavola" 

domenica 1 aprile 2012

Budino vegan.macrobiotico con fragole - fatto in casa


Per fare un buon budino, una volta usavo i preparati già pronti, bustina e latte vaccino ed il gioco era fatto! Ora le cose sono cambiate.. ed ecco come, con pochi semplici ingredienti, si può fare un budino in casa, nutriente e delicato.

Ingredienti:
100gr di cous cous integrale
350gr di acqua
75gr di malto di riso
un limone non trattato
fragole o qualunque frutto di stagione a piacere (non vedo l'ora che arrivino i frutti di bosco..)
2 cucchiai di zucchero integrale grezzo di canna

Procedimento:
In una pentola a pressione mettiamo l'acqua con il malto e con l'aiuto di un frustino mescoliamo fino a quando il malto si sarà sciolto. Uniamo il cous cous e la buccia grattata di un limone non trattato. Mandiamo in pressione, dopo il sibilo facciamo cuocere 10 minuti. A questo punto, faremo sfiatare la pentola naturalmente, senza alzare la valvola, lasciando riposare una mezz'oretta. Infine possiamo frullare il composto ottenuto e se ci sembra troppo denso, uniamo il succo del limone. Disponiamo il budino nelle ciotole e guarniamo con le fragoline precedentemente saltate in una padella con l'aggiunta di 2 cucchiai di zuccheo di canna e qualche goccia di limone.
Ottimo sia caldo che freddo!