mercoledì 30 marzo 2011

Vellutata di asparagi con gamberi

Finalmente è tempo di asparagi e visto che la loro stagione comprende solo 3mesi, ovvero da fine marzo a fine giugno,cerco di mangiarne il più possibile.... (li adoro!!)

Nel corso della loro stagione ve li proporrò in più varianti, quindi continuate a seguirmi!
Oggi, vi propongo dei gamberi freschi su letto di vellutata i asparagi.

Cominciamo dalla vellutata.
Per prima cosa, cominciamo a preparare la besciamella macrobiotica.
Si tratta di una besciamella senza burro né latte, per questo adatta anche a chi soffre di intolleranze o chi non mangia cibi di origine animale, infatti tra gli ingredienti troviamo semplicemente acqua, olio di girasole, sale integrale, una foglia di alloro e una buona farina.

Quando la besciamella sarà pronta, la lasciamo riposare e nel frattempo potremo occuparci dei nostri asparagi. Propongo un bel nitukè di asparagi, il nitukè è un “soffritto che non è un soffritto” (qui trovate il metodo di esecuzione) quindi seguendo rigorosamente il seguente ordine, mettiamo in una pentola : qualche giro d'olio, della cipolla tagliata sottile, sale integrale e gi asparagi tagliati a piccole rondelline. Copriamo e lasciamo cuocere a fiamma molto lenta, senza mai aprire il coperchio. Il sale sulla cipolla farà uscire l'acqua necessaria alla cottura, se ritenete di doverne aggiungere fatelo solo gradualmente. Quando tutto sarà cotto, se necessario aggiustiamo di sale con un goccino di salsa tamari (salsa di soya) e possiamo frullarlo unendo qualche cucchiaio di besciamella macrobiotica a piacere.

Ora non ci resterà che sgusciare i gamberetti, metterli su una piastra precedentemente scaldata e farli cuocere leggermente, avendo cura di girarli. Basteranno davvero pochi minuti.

Servire la vellutata calda con le code di gamberi accanto.

Questa vellutata può essere anche un condimento per la pasta o mangiata semplicemente così, magari con dei crostini di pane.

martedì 29 marzo 2011

Bagna cauda macrobiotica

La bagna cauda è una specialità piemontese, si tratta di un bagnetto ricavato da acciughe e aglio (tantissimo aglio)  nel quale intingere, a mò di pinzimonio, verdure cote e crude.

Per ovviare al "problema aglio" molti la fanno senza e ricavano la cremina agiungedo panna, latte e/o burro.



La mia versione è davvero molto semplice: ho sciolto i filetti di acciughe in padella e vi ho unito la mia besciamella macrobitoica, si tratta di una besciamella senza latte nè burro.(qui la ricetta)
Ho acceso la candelina e tenuto la ciotolina in terracotta al caldo con la mia bagna cauda macrobiotica. Ho intinto del sedano fresco e dei biscottini alle mandorle salati (qui la ricetta)
Ed ecco la mia bagna cauda!

lunedì 28 marzo 2011

Torta al cioccolato per la 3^C - vegan sacher


Nel libro di Pasquale Boscarello, esperto in pasticceria naturale e macrobiotica, ho trovato questa torta al cioccolato, una VEGAN SACHER, ovvero senza burro né uova e latte.
L'ho fatta assaggiare alla mia compagna di banco delle scuole medie alla 3^C (da qui il nome ribattezzato della torta) ed oggi eccomi qui a riproporvela.

Ingredienti:

Per la base:
250gr farina T1
250gr farina T2 (o manitoba)
125gr malto di mais
75gr sciroppo d'acero
125gr olio di semi di girasole
75gr mandorle pelate tostate e macinate
75gr uvetta (precedentemente messa a bagno in acqua e scolata)
75gr cacao amaro
375gr acqua tiepida
150gr pasta madre (o 20gr lievito di birra)
5gr sale integrale
½ cucchiaino di vaniglia
buccia di un'arancia non trattata

Per la farcitura al cioccolato:
250gr malto di mais
325gr latte di mandorla (o avena alla mandorla)
50gr amido di mais
35gr cacao amaro
1pizzico di sale integrale

Per la composizione della torta: marmellata di albicocche (consiglio di comprare quella senza zucchero raffinato, ma zuccherata con succo di mela e/o zucchero di canna) e il succo di un'arancia non trattata.

Procedimento:
Come regola principale, sia nelle ricette che dolci che salate, per amalgamare bene gli impasti consiglio sempre di partire dagli ingredienti liquidi, avendo cura di girare bene con una frusta e successivamente quelli più solidi.
Nel caso della nostra “Torta al cioccolato per la 3^C” consiglio di prendere una ciotola capiente e di versarvi nel seguente ordine l'acqua tiepida nella quale amalgamare la pasta madre, il malto, l'olio, lo sciroppo d'acero, il cacao amaro, la buccia dell'arancia grattata, la vaniglia, la farina, il sale ed infine le mandorle e l'uvetta. Alla fine dovrete ottenere un impasto morbido che cada lentamente dal cucchiaio. Ungere la teglia con dell'olio di girasole e poca farina e versarvi l'impasto ottenuto.
Lasciar riposare fino al raddoppio (se avete usato lievito di birra potranno bastare un paio d'ore, se avrete usato una pasta madre ben attiva e piena di alveoli, potranno servirne almeno 5)

Infornare la torta a 180° per circa 20 minuti e lasciarla raffreddare su una griglia.

Nel frattempo possiamo preparare la copertura al cioccolato, facendo bollire 250gr di latte con malto e sale. Dopo l'ebollizione abbassare la fiamma ed unire, continuando a mescolare con un frustino, l'amido, il cacao ed i restanti 75gr di latte. Attenzione a non far formare grumi con l'amido!! Il segreto sta nel metterlo con l'aiuto di un colino e girando velocemente con la frusta. magari lontano dal fuoco. Portare nuovamente ad ebollizione e lasciar raffreddare la crema ottenuta, senza assaggiare possibilmente!!!

Ora possiamo dividere la torta in due parti, bagnarla con il succo dell'arancia, spalmare la marmellata di albicocche,chiudere con il secondo disco di torta, bagnare nuovamente con il succo d'arancia e finalmente ricoprire la torta con la crema al cioccolato, bordi compresi.

Lasciamo rapprendere in frigorifero giusto un'oretta ma servire a temperatura ambiente.




lunedì 21 marzo 2011

Spaghetti alla chitarra fatti in casa con catalogna e fagioli rossi


Mi piace fare la pasta in casa, contrariamente a quanto si pensi non ci vuole tempo, ma solo passione.. Per realizzare 150 gr di spaghetti alla chitarra, l'altra sera, ho impiegato davvero pochi minuti. Di solito per fare tagliatelle e spaghetti si adopera la macchina per la pasta o le massaie più abili utilizzano un semplice coltello e mattarello.. io invece, uso la chitarra. :-)))


Trovai questa meravigliosa chitarra anni fa in una fiera dalle parti di Rieti ed è rimasta parcheggiata in una cantina per anni, per svariati motivi. Finalmente questa chitarra è tornata a far parte dell'arredamento di casa e l'altra sera, in occasione della cena con la mia amica Monica, ho pensato di fare degli spaghetti con catalogna e fagioli rossi.


Per fare la pasta ho utilizzato 150 gr di semola integrale di grano duro e l'acqua necessaria per ottenere un impasto consistente e abbastanza morbido.
Dopodichè ho diviso l'impasto in tre parti e tirato la sfoglia con il mattarello, abbastanza sottile. (img.1)
L'ho appoggiata sulla chitarra e con l'aiuto del mattarello ho cominciato a … farla suonare!(img.2)
Ebbene sì, facendo girare il mattarello sulla sfoglia, che appoggiava direttamente sulle corde, lentamente gli spaghetti scivolavano nella parte inferiore della chitarra (img.3 e 4) ed erano dunque pronti!


Ecco fatto, gli spaghetti alla chitarra erano pronti, in pochi minuti.



IL CONDIMENTO:

Ho preparato un nitukè alla catalogna: olio di girasole, cipolla tritata, sale integrale e catalogna tagliata a pezzetti piccoli. Fatto cuocere lentamente a fiamma bassa, coperto, fino alla cottura.

Avevo inoltre da parte i fagioli rossi precedentemente cotti e messi in sottovuoto.
Li ho scaldati unendo sale integrale e una volta portati a bollore ho spento, aggiungendo del miso di orzo, sciolto nel liquido di cottura.

Ora non resta che cuocere pochi minuti gli spaghetti e versarli nel nitukè alla catalogna, unendo qualche fagiolo rosso. Ed ecco il risultato... la mia "cavia".... ed io con la mia chitarra!

Legumi in sottovuoto

Chissà quante volte al supermercato abbiamo comprato zuppe o legumi in barattoli di vetro o di latta, già cotti e a volte già conditi?! Tralascerei il capitolo condimento... mi è capitato tra le mani una volta un vasetto di fagioli rossi con dentro lo zucchero.
No comment.

Oggi vorrei proporvi un metodo efficace per preparare in casa la nostra conserva di legumi, zuppe o quant'altro desideriamo, con il minimo sforzo ed in pochissimo tempo!

La prima cosa da fare è procurarsi dei legumi secchi (ceci, fagioli corona, rossi, lamon, cicerchia)
e metterli a bagno per una notte. L'indomani procedere con la cottura in pentola a pressione, mettendo 3 dita di acqua sopra il livello del legume scelto, un pezzetto di alga kombu (che ha la funzione di ammorbidire il legume e fornirci sali minerali ) e, dal momento in cui la pentola comincerà a fischiare, far cuocere per mezzora. (i tempi sono indicativi, dipende dal tipo di legume)

Nel frattempo, passiamo alla sterilizzazione dei vasetti.
Accendiamo il forno a 180° ed inseriamo i nostri vasetti senza coperchio e li facciamo scaldare circa 20 minuti. Quando i vasetti saranno sterlizzati ed i legumi cotti, tiriamo fuori i vasetti ed attendiamo circa 5 minuti, a questo punto possiamo riempire i nostri vasetti con il legume ancora bollente ed un po' del liquido di cottura, avendo cura di non riempire eccessivamente o il nostro sottovuoto farà una brutta fine... E' anche molto importante usare coperchi in buono stato, o non faranno il sottovuoto. Per capire se il sottovuoto ha avuto buon fine, toccate i coperchi e se sentite fare "click" non è andata bene, consumate i vasetti "fallati" il prima possibile, conservandoli in frigorifero.

Mentre i vasetti con il sottovuoto riuscito, si conserveranno diversi mesi.

Riempiamo dunque i vasetti e li chiudiamo subito, capovolgendoli in modo da sterilizzare anche i coperchi. Lasciamo rafreddare. Possiamo infine conservare i nostri vasetti in credenza e consumarli comodamente quando preferiamo.

Finalmente potrete gustare i vostri legumi fatti in casa!

sabato 19 marzo 2011

Cuori di carciofi in vellutata - al forno


In occasione del mio 3^ apericunsy ho proposto questa sfiziosissima ricetta.
Cuori di carciofi in vellutata, al forno.
L'idea era partita di cuocerli con frittura in olio di sesamo, ma ho avuto paura che si aprissero e così ho optato per la cottura al forno.
La prima cosa a fare è preparare l'impasto lievitato, quindi la sera prima ho rinfrescato la mia pasta madre e l'indomani mattina si presentava piena di alveoli .
Ho preparato l'impasto lievitato come spiegato qui:

Ho messo l'impasto ottenuto in una ciotola di vetro, coperta con pellicola per alimenti e lasciato riposare dentro il forno, con la lucina accesa fino a raddoppio. Nel frattempo ho preparato la vellutata di carciofi.
Ho preparato la besciamella macrobiotica e dopo aver pulito i carciofi li ho fatti cuocere in pentola a pressione appena 5 minuti. Ho ricavato la polpa dalle foglie di carciofo, tagliato i gambi ed il cuore e frullato tutto, carciofi e qualche cucchiaio di besciamella. Ecco pronta la vellutata.

Quando l'impasto è raddoppiato in volume ne ho preso una parte, steso con il mattarello fino a ricavare una striscia lunga e farcito con la vellutata di carciofo. L'ho coperto con una seconda striscia di impasto lievitato e dato la forma con uno stampo a cuoricino.
Ho infornato i cuori direttamente sulla pietra refrattaria ben calda, un meraviglioso regalo della mia cara Raffaella.
Oppure potete infornarli in una teglia spennellando con pochissimo olio, senza usare carta da forno, che oltretutto trattiene l'umidità ed impedisce una buona cottura.
Li ho infine serviti, freddi, accompagnando con la vellutata ai carciofi avanzata.

venerdì 18 marzo 2011

Biscottini alle mandorle e pepe nero - con crema di carote

e
Eccomi qua con un'altra idea per i vostri piccoli aperitivi, questi biscottini si accompagnano benissimo a del vino bianco ma io questa volta li ho serviti con una vellutata alla carota aromatizzata alla paprika.
Ma partiamo dall'impasto dei biscottini.

Ingredienti:
200gr mandorle con buccia
500gr farina T1
100gr ghee
150gr pasta madre
2 cucchiaini di pepe nero
sale integrale

Procedimento:
Tritiamo nel robot da cucina le mandorle, uniamo il pepe nero e tutti gli altri ingredienti, avendo cura che la pasta madre non vada in diretto contatto con il sale, che bloccherebbe la lievitazione.
Otteniamo un impasto solido che lasceremo riposare fino a raddoppio.

Nel frattempo, possiamo preparare la vellutata alla carota in questo modo:

Ho fatto un (nitukè) alla carota mettendo in una pentola dal bordo spesso, nel seguente ordine, due giri di buon olio di girasole, una cipolla tagliata sottile, sale integrale ed infine delle carote tagliate fini fini.
Ho coperto tenendo la fiamma al minimo e lasciato cuocere a vapore, senza mai aprire.
Se notiamo che le carote si asciugano troppo, apriamo per aggiungere poca acqua, ma non dovrebbe essere necessario, in quanto abbiamo bisogno di avere un nitkè ben asciutto.

Avevo precedentemente preparato una besciamella macrobiotica senza latte (qui la ricetta)
Quando il nitukè alla carota sarà cotto, lo frulleremo unendo qualche cucchiaiata di besciamella macro a piacere..

A questo punto non ci resta altro da fare che stendere l'impasto su una spianatoia, formare dei biscottini ed infornarli a 180° per circa 15 minuti o giù di lì.

Serviremo i biscottini freddi accompagnati alla vellutata alla carota.

mercoledì 16 marzo 2011

Ciambelline al rosmarino


Ecco qui una ricettina semplice semplice e sfiziosa, può essere un piccolo antipastino da servire magari con del vino bianco o delle ciambelline da portare in tavola al posto dei grissini o del pane.. Io le ho servite con un olio extravergine aromatizzato, ad una delle mie cene.

Ecco cosa ci occorre: 200gr di acqua tiepida; 150gr di pasta madre ben attiva; 70gr olio extravergine di oliva; 3 cucchiai di rosmarino fresco tritato; 50gr di ghee; ( qui ho parlato del ghee ) 500gr di farina T1; sale integrale.

Procedimento: In una terrina di vetro amalgamare gli ingredienti secondo l'ordine elencato, sempre prima i liquidi e poi i solidi. Ottenere un impasto omogeneo, lavorarlo per alcuni minuti e lasciarlo riposare fino al raddoppio.
A questo punto possiamo creare le nostre ciambelline o se preferite dei grissini o dei taralli, qui potrete davvero dar sfogo alla vostra fantasia. Spennellarle leggermente con un olio extravergine aromatizzato ed infornarle a 180° per circa 15 minuti. (valutate voi i tempi di cottura in base al vostro forno.)
Servire fredde e conservarle dentro un barattolo di vetro in modo che non perdano la loro croccantezza.

Il ghee o burro chiarificato VS margarina e burro comune

Nella stragrande maggioranza delle ricette tradizionali e comunque in quasi tutte le cucine italiane, soprattutto al nord Italia, vi è il burro. Il burro è per l'80% composto da grasso animale, il resto è acqua e proteine solide.
Nelle mie ricette, lo sostituisco con uguale parte di un buon olio di girasole per le paste frolle o impasti per dolci e con l'olio extravergine di oliva nelle ricette salate.



Ma potremmo avere un'ulteriore alternativa: il ghee, ovvero il burro chiarificato, introdotto in cucina dagli indiani.

Il burro chiarificato si può acquistare nei negozi di alimenti biologici e naturali ma si può facilmente produrre in casa, fondendo il comune panetto di burro (consigliabile un burro biologico di buona qualità) lentamente, preferibilmente a bagno maria, fino a quando inizierà a schiumare; a questo punto basterà eliminare tale schiuma o cosiddetta caseina (che aumenta il colesterolo) ed in seguito filtrarlo con l'aiuto di un colino a maglie strette o con l'aiuto di una garza.
Con questo procedimento, elimineremo il LATTOSIO E LE PROTEINE ANIMALI !!

A questo punto, possiamo versarlo in un barattolo di vetro e lasciarlo riposare affinchè raffreddi a temperatura ambiente e  riacquisti una consistenza solida. Possiamo conservarlo in frigorifero ma anche fuori dal frigo (!!!) per mesi. anzi, più invecchia, meglio è. La cosa importante è cuocerlo nel modo giusto: se non viene cotto sufficientemente a lungo, può ammuffire. Se viene cotto troppo a lungo, si brucerà.

Il ghee è un ottimo grasso per cucinare in quanto tiene bene le alte temperature e non brucia, non fa fumo nè schizza a differenza dell'olio o del burro. Può anche essere spalmato sul pane, usato negli impasti per fare i dolci, sciolto per condire l’insalata o per aromatizzarlo da fuso con spezie ed ultilizzarlo in cucina.

Il ghee è un’alternativa al burro da preferire alla margarina in quanto è più salutare.
Quest'ultima infatti, subisce molte lavorazioni e trattamenti chimici, contiene conservanti, aromatizzanti e coloranti.

I BENEFICI DEL GHEE:

Il ghee è nutriente ed è indicato soprattutto negli stati di debilitazione e convalescenza.
Preso a cucchiaini a digiuno è un valido aiuto in caso di gastrite.
Facilita la digestione, l’assorbimento e l’assimilazione del cibo.
Nutre il midollo, l’apparato riproduttore (ottimo nei problemi d’infertilità)
Rafforza il cervello e il sistema nervoso.
Migliora l’intelligenza, la comprensione, la memoria, il potere della vista e anche la voce. Rafforza il fegato e i reni. È il miglior tipo di grasso per il corpo e in assoluto è il migliore per il fegato. Sana le ulcere gastrointestinali ed è indicato nelle coliti. Allevia la febbre cronica, i disordini del sangue ed è utile per la disintossicazione.
Esternamente è nutriente per la pelle (mi sono appena lavata e struccata il viso con il ghe, spalmandomelo accuratamente sul viso e risciacquando bene cn sapone naturale e tonico) e facilita la guarigione delle ferite. È lenitivo per gli occhi: ottimo per la vista debole, per la fotofobia e tutte le infiammazioni (da mettere direttamente sull’occhio).

Può inoltre essere utilizzato per far far riassorbire capillari e disinfiammare varici e vene evidenti.
Cicatrizza ferite ed abrasioni, contro arrossamenti, eritemi, scottature, anche solari.
Infiammazioni cutanee.
Impacchi in caso di strappi muscolari e contratture, tendinite ed infiammazioni

SI'.. MA CHE COS'E' ESATTAMENTE, cosa rimane del burro che avevamo in precedenza???

Il Ghee è grasso puro al 100%. È ricco in acidi grassi saturi. Molti sono a catena corta, che normalmente il corpo utilizza velocemente per scopi energetici e quindi non immagazzina. Sono di facile assorbimento e digeribilità.  La restante parte è costituita da acidi grassi monoinsaturi (27%) e acidi grassi polinsaturi (4-5%). Il grado d’assorbimento a livello intestinale è molto alto, circa il 96%, decisamente superiore al normale burro e a tutti gli altri grassi e oli.
Contrariamente alla propaganda della moderna e politicamente corretta dietologia, non bisogna temere nulla dai grassi saturi.
Questi forniscono il 50% degli acidi grassi presenti nelle membrane cellulari. Senza di loro, la cellula non avrebbe la necessaria rigidità e non potrebbe sopravvivere, né funzionare adeguatamente. Le nostre cellule scelgono preferibilmente i grassi monoinsaturi e i grassi saturi da incorporare nella loro membrana. I grassi saturi, inoltre, sono fondamentali per la salute delle ossa, abbassano i livelli di Lp(a), un indicatore di rischio cardiovascolare, proteggono il fegato dai danni dell’alcol e altre tossine e sono necessari per l’utilizzo degli acidi grassi essenziali (omega-3 e 6). Il grasso che circonda il cuore è altamente saturo e il cuore stesso “si nutre” volentieri di questi grassi, soprattutto quando è sotto stress. L’acido stearico, grasso saturo presente anche nel Ghee, è uno dei suoi preferiti. Inoltre, gli acidi grassi a catena corta e media, questi ultimi presenti anch’essi nel Ghee, hanno importanti proprietà antimicrobiche intestinali. Un acido saturo a catena corta di estremo interesse che è presente nel Ghee è l’acido butirrico, che è in grado di impedire la trasformazione cancerogena delle cellule del colon. Infine, il Ghee contiene anche delle preziosissime vitamine liposolubili (A, D, K, E – le vitamine A ed E sono antiossidanti e sono utili per prevenire le lesioni ossidative del nostro corpo) e l’acido linoleico coniugato, che ha dimostrato proprietà antitumorali. Oltre alla vitamina E il Ghee contiene beta-carotene, entrambi antiossidanti conosciuti.
Il Ghee contiene circa l’8% di acidi grassi saturi, percentuale che lo rende facilmente digeribile.
Nessun altro grasso commestibile o olio contiene vitamina A, eccetto l’olio ricavato dal pesce. La vitamina A mantiene integro il tessuto epiteliale dell’intero corpo, inoltre mantiene il rivestimento esterno del bulbo oculare umido e previene la cecità.

Il punto di fusione del Ghee è di 35 gradi che è inferiore alla normale temperatura corporea umana. Il suo coefficiente di digeribilità, o livello di assorbimento è del 96%, che è il più elevato fra tutti gli oli e i grassi testati. Per questa ragione la maggior parte dei preparati Ayurvedici sono fatti con il Ghee. Digestione, assorbimento e mantenimento del sistema organico sono l’obiettivo cruciale per ottenere il massimo beneficio da qualsiasi formulazione. Questo viene facilitato dal Ghee. Gli ingredienti attivi mescolati con il Ghee, sono più facilmente digeribili ed assorbibili. L’azione lipofila del Ghee ne facilita il trasporto e la consegna ad un organo, dentro la cellula, perché anche la membrana della cellula contiene lipidi. Questa natura lipofila del Ghee facilita l’entrata della formulazione nella cellula e la sua consegna al mitocondrio, microsomi e membrana nucleare. Nel processo di valutazione delle attività del composto naturale, basata su l’utilizzo di mezzi i ricerca sofisticati, si è visto che quando le erbe sono mescolate con il Ghee, la loro attività ed utilità è potenziata per molto tempo.
Anche per quanto riguarda il colesterolo contenuto nel Ghee (8 mg per cucchiaino) non si deve temere nulla. Il consumo di Ghee a scopi e dosaggi terapeutici non influisce sui valori di colesterolo del sangue, come suggeriscono alcuni studi scientifici e la pratica clinica. In alcuni studi su animali, addirittura ha mostrato di ridurre le LDL (il colesterolo considerato “cattivo”). Questo effetto pare dovuto ad un aumento del flusso biliare che si verifica dopo il consumo di Ghee. Se poi è prescritto sulla base di una valutazione costituzionale (Vata, Pitta e Kapha), allora il problema davvero non sussiste. Va ricordato che il colesterolo è di fondamentale importanza per la nostra salute, dà forma e rigidità alle cellule e le rende più resistenti alle aggressioni microbiche. Fa parte della struttura dei recettori di membrana che servono per gli scambi d’informazioni e di sostanze tra le cellule e l’ambiente esterno – in particolare, è necessario per il funzionamento dei recettori della serotonina (sostanza legata alla sensazione di benessere) che si trovano nel cervello. Bassi livelli di colesterolemia sono stati associati a comportamenti violenti, aggressivi e a stati depressivi. Il colesterolo, inoltre, assolve ad indispensabili funzioni di riparazione tissutale. Senza un suo adeguato rifornimento, il corpo non può rimpiazzare le cellule danneggiate o invecchiate, rinnovare i capelli, le unghie, riparare ferite e i danni a livello muscolo-scheletrico. Il colesterolo ha anche dimostrato proprietà antiossidanti. L’ipercolesterolemia spesso indica che il corpo ha bisogno di maggiore colesterolo per proteggersi e riparare i danni operati dai radicali liberi più che essere una causa delle lesioni delle arterie, come la “Teoria Lipidica” vorrebbe farci credere.
L’attuale mania di mangiare “scremato”, “senza colesterolo”, “magro” è un’assurdità tutta moderna, che non fa né bene, né aiuta a prolungare la vita.

Come in tutte le cose, senza esagerare, il ghe è un toccasana per il nostro corpo, esternamente ed internamente.
Non abusiamone, ma un uso giornaliero ed equilibrato può giovare alla nostra salute, come visto.
Ora che vi ho parlato del ghee posso finalmente proporvi delle sfiziosissime ricette in cui adopero il ghee sostituendolo al burro o allo strutto ad esempio!

Scusate se mi sono dilungata eccessivamente, ma la parte finale, quella più tecnica l'ho dovuta essenzialmente "scopiazzare" da un sito, per rendervi maggiori ed esaustive informazioni.

lunedì 14 marzo 2011

IMPASTO LIEVITATO SALATO

Questa è la ricetta base che potrete utilizzare per fare tante cose..
Può essere l'impasto per la pizza, per una focaccia, delle pizzette, una torta salata, delle ciambelline aromatizzate con erbette, dei croissant da farcire, potete friggerlo o cuocerlo al forno, si possono fare un'infinità di cose.
Qui vi presento la ricetta base, poi vi proporrò alcune mie ricette, anche se voi stessi potrete dare sfogo alla vostra fantasia e al vostro gusto personale.
La cosa importante, come sempre, è utilizzare ingredienti di buona qualità.

La prima cosa da fare è rinfrescare la pasta madre, ( qui c'è l'articolo sulla pasta madre ) consiglio di farlo la sera in modo che riposi tutta la notte. Al mattino sarà sicuramente pronta all'uso. Per rinfrescarla, la pesiamo e mettiamo uguale peso di farina e metà di acqua tiepida. Mescoliamo bene e lasciamo riposare in una zona alta della casa o comunque in un posto lontano da correnti d'aria. Io uso sempre un contenitore di vetro per la pasta madre e la lavoro con un cucchiaio di legno, mai con l'acciaio.

L'indomani mattina possiamo preparare il nostro impasto lievitato, ecco cosa ci serve:

500 gr farina T1;
140 gr pasta madre piena di alveoli;
150gr olio di girasole;
100 gr acqua tiepida
sale integrale.

In una ciotola di vetro mettiamo prima gli ingredienti liquidi, dopo i solidi.
Mescoliamo con una frusta amalgamando per bene la pasta madre con l'acqua tiepida e l'olio e dopo aggiungiamo la farina ed infine il sale.
Il sale se a stretto contatto con il lievito, impedisce la lievitazione, quindi va aggiunto sempre dopo aver unito la farina.

Ora trasferiamo l'impasto ottenuto in una bella spianatoia e lo lavoriamo per bene per alcuni minuti.
Lo rimettiamo dentro la terrina di vetro e lo copriamo con pellicola trasparente e lasciamo riposare fino al raddoppio, in un ambiente lontano da correnti d'aria, potrebbe essere dentro il forno ad esempio.

Potremo iniziare a utilizzare il nostro impasto, quando sarà ben lievitato, raddoppiato.
Vi ricordo che la pasta madre lievita più lentamente del lievito di birra, io mi trovo bene a rinfrescare la pasta madre la sera, come detto prima, poter quindi preparare l'impasto lievitato il mattino e preparare la ricetta a metà pomeriggio/sera.

mercoledì 9 marzo 2011

Si stava meglio quando si stava peggio



Ogni tanto mi capita di andare a mangiare da qualcuno e trovare in tavola asparagi e piselli a novembre, arance a giugno e insalata già pulita e tagliata in "comode" buste di PLASTICA.. e via discorrendo.. Purtroppo questo accade perchè le verdure oggi vengono vendute surgelate per una semplice questione di comodità, verdure raccolte in stagione, surgelate ed inscatolate nella plastica (e lì ci sarebbe da fare tutto un discorso sui rifiuti inutili)e così conservate nei nostri freezer per mesi. Ho imparato, con il tempo, che per poter beneficiare delle proprietà delle verdure, è necessario acquistarle fresche e consumarle prima che raggrinziscano nel nostro frigorifero, ovvero quando sono ancora vive! IL CIBO E' VITA...
(ho visto gambi di sedano ammosciarsi e addirittura congelarsi nella parete del mio frigo, abbandonati a se stessi ed infine buttati nella spazzatura..ebbene sì, quando si lavora e si ha poo tempo, accade perfino questo..)
Mi rendo conto che non è semplice, andare a fare la spesa giorno per giorno e consumare verdure fresche, ma oggi la società ci ha abituati talmente "bene" che compriamo il surgelato anche quando potremmo benissimo farne a meno, anche quando siamo in ferie e invece di andare al mercato andiamo ai grandi magazzini.
PERCHE'?
E' comodo, lo so.
Ma vi garantisco che quando prendo il mio inseparabile coltellino di ceramica e affetto le verdure sul tagliere (DI LEGNO, non di plastica), sento la croccantezza della cipolla e ne vedo perfino uscire il succo, quando assaggio una carota cruda... ne sento il sapore (e mi riferisco alle carote alla bugs bunny, quelle con il ciuffo! non le trovate? Certamente, se fate la spesa al discount o al supermerato, anche il più fornito della vostra città!)  beh..... non mi pento di essere andata dal contadino a fare la spesa e mi convinco sempre di più che quelle terribili scatolette di "misto per soffritto surgelate" non entreranno MAI più nella mia cucina.

A volte basta educarsi e riflettere bene, prima di riempire il carrello di contenitori di plastica, contenenti cibo ormai morto e sicuramente trattato per essere conservato al meglio.

Provate a fare una passeggiata nei vostri mercati, cercate i contadini e acquistate da loro.
Li riconoscerete dalle mani sporche di terra e piene di tagli, li riconoscerete perchè nel loro banco ci saranno poche varietà di verdure, quelle di stagione.. e se gli chiederete qualcosa che manca vi diranno: quest'anno il vento e la pioggia hanno rovinato tutto...........e vi faranno anche tenerezza, vedrete in loro il duro lavoro, andato perso..
E' da loro che dobbiamo fornirci, e quando tornerete a casa con la busta ed il gambo di prezzemolo che esce fuori, vi sentirete improvvisamente indietro di qualche anno, ma come si dice sempre...
NON SI STAVA MEGLIO QUANDO SI STAVA PEGGIO?

Un breve discorso sui succhi di frutta.
Nei frigoriferi vedo succhi al mango, papaya,arancia di tutto di più..
Succhi in cartoni piuttosto che nel vetro, succhi con aggiunta di ZUCCHERO BIANCO, RAFFINATO, anche in quelli dove vi è scritto "senza zucchero" fateci caso, leggete le etichette.
Onestamente mi diverto un sacco a farmi prendere ingiro dal mio ragazzo quando mi osserva fare una spremuta d'arancia ( e anche qui, arance non trattate, le riconoscerete dal colore della buccia, non lucida ma dal succo dolcissimo) con lo spremiagrumi manuale ed il colino per non far cadere la polpa ed i semi.
Mi diverto a creare la mia spremuta d'arancia senza aggiungere alcun tipo di dolcificante, non ce n'è bisogno se le arance sono state acquistate nella giusta stagione, saranno dolcissime!

Stesso discorso vale per le verdure, se saranno di stagione e di buona qualità, consumate fresche, non sarà necessario tentare di insaporirle con condimenti di ogni genere e salsine varie.. saranno saporite e gustose con il poco necessario..

Inoltre, se acquistiamo verdure e frutti fuori stagione, non sappiamo come sono stati fatti maturare, costeranno di più, arriveranno da chissà dove...

Provate a tornare un pò indietro nel tempo e vedrete che la qualità della vostra vita cambierà e vi sentirete improvvisamente in pace con la natura e con voi stessi ed avrete meno contenitori di plastica da buttare!

Mi farebbe piacere sentire i vostri commenti in merito!
Stefy

Vi allego questa tabella in modo che possiate vedere quali sono le verdure e i frutti di stagione da consumare. E date un'occhiata a questo link: terraculta: coltivazione macrobiotica
Spero possa esservi utile.