lunedì 28 febbraio 2011

Latte vaccino : cosa dobbiamo sapere

Buongiorno a tutti.
Oggi vi propongo un interessante video, estrapolato da ELISIR - RAI 3
Vi chiedo di seguirlo con attenzione e di condividerlo con i vostri amici o sulle vostre bacheche di facebook :-)

Buona visione




mercoledì 23 febbraio 2011

Gelato vegan.macrobiotico al melone

Rieccomi qua, qualcuno acclamava una nuova ricetta visto la mia lunga assenza e così vi propongo una ricetta fresca fresca...
Nella mia città oggi c'è aria di primavera, qualcuno già ha voglia di gelato e allora mi son detta:
Forse è giunta l'ora di presentarvi il mio gelato macrobiotico....

L'ho fatto per la prima volta in occasione di una cenetta con un carissimo vecchio amico.
Era un esperimento.
Il mio amico Daniele, fiducioso, ha assistito alla preparazione del gelato.
Eh sì, perchè a prepararlo ci vuole davvero un attimo, quindi ho iniziato la preparazione proprio al momento di.."mangiarlo"

Intanto ve lo presento, eccolo qui.

Ingredienti:

un frutto ovviamente di stagione
malto di riso

strumenti necessari:
congelatore
robot da cucina

Procedimento:
Alcune ore prima di accingervi a preparare il vostro gelato, (diciamo anche una decina) pulite la frutta e congelatela dopo averla fatta a cubetti. Inoltre, nel contenitore del ghiaccio a cubetti, congelate anche il malto di riso.
Trascorse circa 10 ore (non vi consiglio di lasciare la frutta oltre le 10 ore) mettete tutto dentro il robot da cucina, e frullate fino ad ottenere il vostro spumosissimo gelato!!!!! Potrebbe essere necessario aggiungere del malto a temperatura ambiente, regolatevi ad occhio, non sono necessarie dosi.
L'ho fatto con il melone, un gran successo.
Sconsiglio le pesche che rimangono acquose, mentre con la banana è stato anche buono.
Se tenterete con altri frutti, fatemi sapere!

Vi assicuro che questo gelato macrobiotico, assolutamente naturale e semplice da realizzare non ha nulla da invidiare a quello con latte e uova.. oltretutto, il gelato macro..è adatto anche agli intolleranti al latte....

NOTA IMPORTANTE: non utilizzando una gelatiera, è ovvio che il gelato si smonterà in poco tempo, quindi fatelo sul momento e mangiatelo subito!

Pubblicherò nel corso dell'estate, ulteriori varianti fi gelato macro.
Devo sperimentarle.
Gelati ai cereali, alle verdure, frutta secca, legumi e gelati misti.
Ovviamente le ricette saranno diverse.

sabato 12 febbraio 2011

1^ macro apericena da stefycunsy


Sono stanca, ma felice.
Oggi ho trascorso la giornata ai fornelli, ecco perchè sono felice.
Non solo.
Ho organizzato il mio primo macro.apericena a casa, per diffondere la macrobiotica, per far incontrare nuova gente, per divertirmi, per … arrotondare lo stipendio....
E così mi sono data da fare, spesa nel nuovo negozietto vicino casa, vedura fresca al mercato dai contadini e poi finalmente tranquilla, io e i miei fornelli.

Ero un po' ansiosa, ma la mia agitazione non avrebbe prodotto buoni risultati, quindi ho cercato di rilassarmi, di fare le cose con calma, di mantenere pulito il luogo in cui “lavoravo” in modo da non...confondermi.. Ricordo la cucina di mia nonna: un vero delirio..non so come facesse a preparare da mangiare in tanto disordine. Ho preso la buona abitudine di lavare subito ciò che adopero e metterlo a posto, così facendo riesco ad organizzarmi bene e .. non confondermi..

Certo che dopo qualche ora che cucinavo..ho iniziato ad andare in tilt, ovvio..
L'ansia era tanta, soprattutto perchè continuavano a chiamare: “senti, ma se porto un'amica?”
“senti, c'è ancora posto per due persone?” e così siamo arrivati a ben 24 presenti o giù di lì, ad un certo punto ho perso il conto...

Ma parliamo di lui, il menu.. o.. lista, come si dice in macrobiotica.

Zuppa di miso con soba e porcini
Vino rosso speziato all'arancia e frutta secca
Salatini alle olive (unici intrusi, non macro)
Crostini di segale con salsa mishin, tofu, crema di ceci, thaine arame
Polpette di seitan su letto d'insalata fresca
Crocchette di miglio in crema di zucca
Paccheri al raù di seitan e besciamella
Riso tamio in foglie di verza con besciamella macrobiotica
Treccia alle albicocche e mandorle
Crema dolce Velia

Chi erano i presenti? Amici, amici di amici, gente che di macrobiotca non sapeva assolutamente nulla ma era stato incuriosito, o gente che la conosce e la apprezza. Negozianti di alimentazione naturale, appassionati di cucina in genere. Insomma, c'era proprio di tutto...

Era piacevole spiegare i piatti, ma era ancor più divertente vedere qualcuno spiegare ai nuovi arrivati i piatti, quando fino ad un istante prima non sapeva assolutamente nulla.
Devo dire che mi sono sembrati tutti piuttosto entusiasti e mi ha fatto molto piacere la schiettezza di alcuni nel criticare anche qualche gusto, a loro sconosciuto o addirittura sentirli dire: appena ho assaggiato la zuppa non mi piaceva, poi, bevenendola, l'ho apprezzata di più.

Divertente anche l'assaggio della mousse dolce Velia, dove distribuivo cucchiaini invitando gli assaggiatori ad indovinare gli ingredienti.... pensavano fosse cioccolata, invece erano azuki! Il gusto di questa crema è molto particolare, c'è chi l'ha apprezzata e chi no, ma è stato divertente.

Beh che dire.. io ho faticato un bel po' oggi con le pentole a pressione, il tagliere..oddio, non so quanta cipolla, rapa e carota ho affettatato oggi!
Forse a leggere il menu non ci si rende conto, ma è stato un lavoraccio, eppure, a parte un po' d'ansia, è andata bene.
E' andata bene quando è arrivata Mirella, per prima.
L'ho messa subito ad affettare il pane per i crostini, poi Nadia e Valentina a farcirli.
Poi la fortuna di ricevere il pane a domicilio.. e le scodelline per la zuppa da un'ospite a me sconosciuta, con la quale ho potuto scambiare due parole e raccontare di come mi sono avvicinata alla macrobiotica.. e a quest'idea di fare il macro.buffet, poi due parole sul blog.....
Dopo aver lavato e condito l'insalata, tutto era fatto e potevo godermi la serata, ma ero ancora ansiosa, infatti ho mangiato solo quando sono andati via tutti.

Spero che questo sia solo il primo di una serie di appuntamenti per diffondere la macrobiotica, allargare le amicizie, diverirsi e.. rendersi conto, a fine pasto, che tutto sommato, questa macrobiotica non è solo cibo per malati, come alcuni a volte asseriscono.

Questa sera mi è stato detto che questa cucina è gustosa e... colorata, ben presentabile..
Beh, sì, è vero, la freschezza dell'insalata del contadino e della zucca, si notavano dai colori spiccati e dal gusto, ovviamente...

Sicuramente da rifare....
Spero presto...

Anche se forse non tutti leggeranno, grazie a tutti i 24 presenti... è stato bello..

e questa sera stefycunsy non era .. in YOUR kitchen, ma.. in HER Kitchen!!!

mercoledì 9 febbraio 2011

Gnocchetti in crema di girasole


Adoro fare la pasta in casa ma a volte si crede, erroneamente, che ci voglia molto tempo e così le donne che maneggiano la pasta stanno andando in via d'estinzione, purtroppo.

Ma se ci pensate, non ci vuole niente!
Come diceva mia nonna: "chi 'ngi voli?" eheheh

Per realizzare questi gnocchetti, per due persone, ho impiegato si e no 10 minuti.

Nadia mi è testimone e può confermarlo, era con me.


Ecco gli ingredienti necessari per l'impasto:

Ho messo in una ciotola di vetro 100 gr di semola integrale di grano duro, che è quella indicata per fare le paste senza uovo, ed ho unito acqua a temperatura ambiente fino a raggiungere una giusta consistenza, ben soda ma al contempo stesso morbida.

Subito dopo ho ricavato delle "striscioline" lunghe, le ho tagliate come si vede in foto, con l'aiuto della mitica spatolina in ferro che mi ha regalato la mia nonna... dopodichè le ho spolverate con la farina di riso, che è invece una farina stupendamente adatta a non far attaccare la pasta, (provare per credere) .

A questo punto entra in azione quel simpatico aggeggio di legno di cui non conosco il nome, che vedete in foto. Spolvero anche lui on della farina di riso e faccio scivolare energicamente e velocemente i piccoli pezzetti di pasta, ricavandone questi meravigliosi gnocchetti.

Li ripongo in un vassoio e li lascio riposare fino al momento di cuocerli.
Belli eh!?

Ora prepariamo il condimento.
No, non il ragù di carne, no, neppure un intruglio con la panna, nulla di tutto ciò.
Non voglio rovinare questi delicati gnocchetti con sughi elaborati e da buona macrobiotica, prendo dello scalogno, dell'olio extravergine di oliva e dei semi di girasole!

In una padella faccio saltare poco olio, lo scalogno tagliato finemente e il sale integrale.
Dopo pochi minuti, senza far soffriggere, aggiungo i semi di girasole precedentemente tritati ed abbondante timo, che tanto mi piace... faccio amalgamare bene e ci salto su gli gnocchetti con poca acqua di cottura.

Non ho aggiunto ulteriore sale, ma se proprio volete, potete unire un goccino di tamari (salasa di soya) ed il piatto è pronto, semplice, leggero e profumato!

Ho impiegato più a descrivere il piatto che a farlo!
Povatelo, la crema di semi di girasole è davvero sfiziosa, non è assolutamente necessario unire panna latte burro come in tante ricette tradizionali!!!



Ma a cosa servono i semi di girasole?
Nei semi di girasole troviamo tante proteine, carboidrati,sali minerali e vitamine.
Nei semi di girasole troviamo la rarissima VITAMINA B12, assente negli altri alimenti di origine vegetale, e un contenuto record di VITAMINA B1, il più elevato in assoluto tra tutti gli alimenti.
Buoni anche i valori di VITAMINA A, D, E e PP .

Possiedono inoltre delle proteine più facilmente utilizzabili di quelle della soia e un’elevata concentrazione di acido linoleico, uno dei precursori degli acidi grassi essenziali.
Si possono utilizzare per arricchire pane e prodotti da forno, mescolandoli all’impasto delle farine oppure in aggiunta a insalate o altre verdure.
Volendo, prima di aggiungerli ai piatti si possono tostare leggermente in una padella antiaderente con un pizzico di sale, ma si possono consumare anche al naturale, insieme alla miscela di cereali della prima colazione.
Un paio di cucchiai al giorno, è un quantitativo da non superare.

martedì 8 febbraio 2011

Svezzamento vegano - video

Condivido con voi questo interessante video, utile non solo per chi ha figli, ma per tutti quanti.

lunedì 7 febbraio 2011

Polpette di seitan


Quante volte avrete visto e mangiato le polpettine di seitan nei ristoranti vegetariani o vegani?
Ma chissà come si fanno, mi ero sempre domandata.
A tutto avrei pensato, tranne che tra gli ingredienti ci fosse il riso!
Ma veniamo alla ricetta:

Ingredienti:

300gr di seitan
150gr di riso semintegrale
250gr di acqua
1 cipolla, 1 carota, 1 rapa (o sedano)
condimenti: shoyu e olio extravergine di oliva
A piacere: salvia, semi di sesamo, curry

Procedimento:

In una pentola mettere due giri d'olio, una bella cipolla, una carota e una rapa tagliata a pezzi, 150gr di riso semintegrale, 300gr di seitan, salvia. Lasciar insaporire pochi istanti a fuoco vivo, dopodichè unire 250gr di acqua. A questo punto potete chiudere la pentola a pressione, (volendo potete cuocere anche in pentola normale) spostandola in un fornello piccolo con fiamma al minimo e dal momento in cui andrà  in pressione calcolate 20 minuti.

Trascorso questo tempo, fate sfiatare la pentola (ancora meglio se lasciate riposare un quarto d'ora chiusa) e versate tutto dentro un passaverdure o se preferite un robot da cucina, unendo 2 cucchiaini di shoyu (o tamari, salsa di soya) e un pochino di curry (facoltativo,io non ne ho messo)
Passate tutto e lasciate intiepidire.

A questo punto, potete iniziare a fare le polpette, tenendo a portata di mano una ciotolina con dell'acqua che userete per bagnarvi le mani tra una polpetta e l'altra, evitando così che il composto si appiccichi alle mani.

Con questa dose otterrete circa una ventina di polpette.
A piacere, potete passarle in un piattino con dei semini di sesamo.

Infornare a 180° per circa 15 minuti o più, valutate voi in base al vostro forno.
Servire le polpette come più vi piace, a ma piacciono su un letto di insalatina fresca, condita con shoyu e poco olio.

giovedì 3 febbraio 2011

Involtini di riso su foglia di verza - dorati con besciamella macro

Se state cercando una ricetta sana e volete stupire i vostri ospiti con un piatto insolito e gustoso, questa ricetta fa al caso vostro! Forse, anzi, sicuramente, le foto non rendono giustizia, ma io non sono una fotografa! Vi presento la ricetta di oggi, certa che vi fiderete della mia parola e di chi ha assaggiato questi involtini.

 Allora, cosa ci occorre:

- del riso cotto, io ho utilizzato la ricetta del riso tamio (ve la consiglio o non raggiungerete lo stesso risultato)
- la besciamella macrobiotica, quella adatta anche per gli intolleranti al latte, fatta con sola acqua ma squisita.. (provare per credere)
- delle foglie di cavolo verza.

Procedimento:

Le prime cose da fare sono preparare il riso tamio e la besciamella macrobiotica
A questo punto possiamo occuparci del cavolo verza.
Io ho cotto le foglie del cavolo lasciandole intere, ho tolto la parte dura, che può essere utilizzata per fare delle zuppe o anche mangiata cruda. La mia era talmente fresca e tenera che l'ho mangiata subito ;-)
Ho messo le foglie sopra il cestello, inserito dentro la pentola a pressione con un goccino d'acqua ed ho fatto cuocere 4 minuti esatti NON DI PIU'!!!
Ho subito estratto le foglie di verza e risultavano ben cotte e morbide ma non si rompevano, cottura perfetta per la nostra preparazione. Non avendole fatte BOLLIRE IN ACQUA non ne hanno assorbita e quindi risultavano essere molto asciutte. Se pensate di bollirle in acqua, mettete davvero pochissima acqua e fatele scolare bene dopo la cottura.


Fatto questo, potete accingervi a farcire le foglie con il riso tamio e chiuderle su se stesse. In una teglia, mettete dei cucchiai di besciamella macrobiotica e dopodichè potete appoggiarvi sopra i vostri involtini e ricoprirli (non affogarli, mi raccomando) con altra besciamella macro.


Ora non resterà altro da fare che infornarle per pochi minuti, il tempo strettamente necessario affinchè dorino appena.
Servire tiepidi.
Li ho apprezzati molto, davvero ottimi, anche da freddi.

mercoledì 2 febbraio 2011

Riso Tamio - con cipolla, carota, rapa bianca

Ho incontrato diverse persone che si sono recate da un naturopata giapponese, Tamio.
Tamio è molto rinomato nella mia città, in quanto ha aiutato molte persone ed i loro problemi di salute.
Quale sia il suo.. segreto.. io non lo so.. non ho avuto il piacere di conoscerlo, ma chi lo ha incontrato ha detto che le sue prime indicazioni, sono volte all'alimentazione.

Ha consigliato praticamente a tutti di seguire un'alimentazione prevalentemente basata da riso integrale, proprio come insegna la macrobiotica..
Ecco la sua ricetta:
Riso integrale con rapa cipolla e carota.

L'ho chiamato RISO TAMIO per ovvi motivi.
L'abbinamento rapa/cipolla, a mio avviso, è meraviglioso, facendole cuocere lentamente insieme si ottiene questa specie di cremina a dir poco squisita, se poi vogliamo aggiungere la carota ancora meglio.
Ho infatti "sposato" questi due primi ingredienti, la rapa e la cipolla, come abituale nitukè invernale.. alternando a rotazione la terza verdura.. ma cipolla e rapa...SEMPRE.

Grande Tamio!!
Vi garantisco che chi lo ha assaggiato è rimasto stupito dalla dolcezza di questi accostamenti.
Ecco la ricetta:

Ingredienti:
1 rapa
1 cipolla
1 carota
riso e sale integrale, salsa tamari (di soia)

Procedimento:
La prima cosa da fare è ovviamente cuocere il riso integrale in pentola a pressione, mi trovo bene con la proporzione 1parte di riso e 2,5 di acqua, aggiungendo un granello di sale integrale. Dal momento in cui la pentola va in pressione, calcolo 45 minuti di cottura a fiamma molto lenta. Trascorsi i 45 minuti, lascio riposare la pentola, senza aprirla, per almeno 30 minuti.
Durante questa lunga attesa, preparo il mio nitukè.
Pulisco le mie verdure con l'aiuto della tawashi, spazzola giapponese.
Usando questa spazzola ed ovviamente acquistando le verdure da contadini o in posti di cui ci fidiamo che non abbiano usato sostanze chimiche..possiamo evitare di SBUCCIARE le verdure.
Basterà pulirle con questa fantastica spazzolina!
Guardate la rapa e la carota prima e dopo!



In una pentola metto due giri di olio, in questo caso ho usato l'olio di semi di girasole, poi la cipolla tagliata molto fine, il sale integrale, la rapa e la carota, anch'esse tagliate finemente.
Copro e lascio cuocere senza mai aprire il coperchio, se non in casi ESTREMI, per aggiungere un goccino d'acqua. Ovviamente la fiamma sarà bassissima.
Quando il nostro nitukè sarà ben cotto, possiamo unire un cucchiaino di salsa tamari (di soia) ed il riso integrale. Mescoliamo bene ed il RISO TAMIO è pronto.

Squisito, non c'è che dire.....