domenica 11 dicembre 2011

Zuppa di miso bianconera - cavolo nero e grano saraceno


Ecco qui una ricetta per i miei lettori juventini...
Cercavo un nome per questa zuppa.. e nominarla banalmente zuppa di miso al cavolo nero e grano saraceno era troppo banale ed io banale non sono!!!! Ed è qui che entra in campo il mio suggeritore, ovviamente juventino, il quale mi fa notare il nero del cavolo ed il bianco del grano saraceno!

Oggi vi presento dunque la mia zuppetta bianconera.

Ingredienti:
Cipolla, carota, alga wakame, cavolo nero, grano saraceno, miso.

Procedimento:
In una pentola mettere acqua e le verdure tagliate sottili.
Unire un pezzetto di alga wakame e una manciata di grano saraceno.
Coprire e portare a bollore a fiamma non troppo alta.
Far cuocere complessivamente circa 20 minuti, spegnere e lasciar riposare qualche minuto.
Nel frattempo versare un paio di cucchiai di brodo per sciogliervi il miso (circa un cucchiaino a persona). Unire la miscela ottenuta alla zuppa e consumare, possibilmente dentro ciotole di legno o terracotta. A piacere, si può frullare la zuppetta per renderla cremosa, soprattutto se abbiamo dei commensali “allergici” alle verdure.

giovedì 24 novembre 2011

Torta carote e mandorle VEGAN


Buongiorno a tutti!
Oggi vi propongo una torta imparata al corso di pasticceria vegana della scorsa settimana, da me rivisitata con l'aggiunta di alcuni ingredienti: le mandorle e le carote.
L'ho innaugurata portandola al mio primo invito a cena dalla famiglia del mio fidanzato, dunque.... la torta porta il nome del tema della serata e gli ingredienti principali , dunque "piacere di conoscervi" (Nice to meet you, in inglese che fa più figo) e carote e mandorle.

Nasce dunque, nella mia nuova di cucina in quel di Cureggio... la
Carrots and almonds nice to meet you
140gr di farina semintegrale
80gr di zucchero integrale grezzo di canna
una bustina di lievito per dolci o pasta madre
150gr di latte di soia
80gr di burro di soia
2 carote grattuggiate
100gr di mandorle tritate
un pizzco di sale integrale

Procedimento:

Lavorare con il minipimer il burro di soia con lo zucchero il sale ed il latte. Unire successivamente anche la farina, mescolandola sempre con minipimer. Lavorare bene fino ad ottenere una crema morbidissima ed unire al composto ottenuto le carote grattuggiate e le mandorle tritate. Per ultimo unire il lievito e mescolare bene con una spatola. Versare il composto ottenuto in una teglia precedentemente imburrata (io ho usato un diametro 18cm) e infornare in forno ben caldo fino a cottura, facendo la prova stuzzicadente.

Far raffreddare direttamente in teglia e poi trasferire nel piatto da portata, io l'ho confezionata da fredda con un foglio di carta crespa ed un nastro.

lunedì 21 novembre 2011

La Regina senza glutine - besciamella macrobiotica per celiaci

Chi mi segue saprà, che la Regina del mio blog è la mia Besciamella Macrobiotica adatta anche agli intolleranti al latte in quanto realizzata con sola acqua, olio, alloro e farina.

Ieri ho avuto a pranzo Daniela, intollerante al glutine e così per fare la vellutata di zucca ho sperimentato la besciamella senza glutine, con ottimi risultati!
Il procedimento è lo stesso, ingredienti e dosaggio anche, unica OVVIA accortezza utilizzare farina senza glutine, io ho adoperato quella di riso.
Quindi: in una pentola a pressione mettere due abbondanti giri d'olio di girasole ed abbondante sale integrale. Far sciogliere il sale con fuoco al minimo, dopodichè unire due cucchiai molto abbondanti di farina di riso. Mescolare energicamente con un frustino e gradualmente unire mezzo litro d'acqua, sempre continuando a mescolare con il frustino, evitando di creare grumi. A questo punto possiamo unire due foglie di alloro, chiudere la pentola, mettere sul fornello a fiamma viva, chiudendo la pentola a pressione. Dal momento del sibilo, 30 minuti di cottura a fiamma bassissima, ancor meglio se avete anche uno spargifiamma.

Trascorsa la mezz'ora non fate sfiatare la pentola, ma lasciate riposare un'altra mezz'oretta.
Quando aprirete, non vi resterà altro da fare che togliere le due foglie di alloro, ridare una rimestata con il solito frustino e conservare la vostra besciamella senza glutine in comodi vasi di vetro.

Potete conservarla anche fuori dal frigo per alcuni giorni.

Osservazioni: preferisco questa alla classica, molto più densa e gustosa.
Da oggi il blog ha due regine!

domenica 20 novembre 2011

Carote in Essenza Divina - insalata di carote e mele


Un modo insolito per mangiare mele e carote.
Insieme!
Si tratta di un'insalatina invernale, dove la carota incontra la mela gialla, ben matura.
Nasce quindi un'insalata di carote e mele gialle condita con olio extravergine di oliva e agro di riso.
Un'originale essenza per stupire i vostri ospiti!

venerdì 18 novembre 2011

Specialità macrobiotiche alla caffetteria Milton - secondo appuntamento

Ciao a tutti!
Eccomi al secondo appuntamento nella cucina della Caffetteria Milton!

Sabato 25 Novembre alle ore 20,30 cucinerò le mie sfiziose specialità macrobiotiche
alla Caffetteria Milton, a Torino, VIA MARSIGLI 5

Estendo a tutti voi l'invito e la richiesta di inoltrare questa mail ai vostri contatti
in modo da diffondere questa cucina alternativa sana, sfiziosa e particolare
nella quale io credo molto e che ha cambiato la mia vita, oltre al mio aspetto!

Di seguito il menu e tutte le informazioni al riguardo.

questa è la mia pagina facebook che rimanda al mio blog:
https://www.facebook.com/messages/#!/pages/stefycunsyinyourkitchen/224287877638353

mentre l'evento su facebook è in questapagina (per chi è iscritto può prenotare anche direttamente lì indicando quante persone parteciperanno)
https://www.facebook.com/messages/#!/event.php?eid=288731704494256

Dopo l'esordio di stefycunsy nella cucina di "Milton" eccoci pronti con il secondo appuntamento!

Zuppa di miso e miglio passata
Frittelle lievitate* alla crema di broccoli
Gamberi freschi fritti in pastella su letto di insalata del contadino
Fagottini di impasto lievitato* alla catalogna
Crostini con crema di tofu aromatizzata
Riso Integrale su vellutata di zucca
Seitan alle mandorle
Cavolfiore gratinato in forno con besciamella macrobiotica **

Dessert di cachi e cioccolato bianco fuso con scaglie di fondente
TORTA A SORPRESA!!!!

Bevande:
Vino senza solfiti aggiunti
Acqua
Tè bancha (Tè da pasto macrobiotico senza teina)

Prezzo per persona € 22,00

Caffè ed amari non compresi nel prezzo

* lievitato con pasta madre
** besciamella senza burro nè latte

POSTI DISPONIBILI 25
PER PRENOTAZIONI CHIAMARE STEFANIA 3207159087

venerdì 28 ottobre 2011

Sushi Cunsy - sushi con marinatura macrobiotica


Sono stata un paio di volte al ristorante giapponese per assaggiare il sushi, eppure non mi ha entusiasmato. Forse perchè il mio primo approccio con il wasabi fu molto drastico.

Ero a casa di Jerry, lui aveva il wasabi in polvere, io sapevo che era molto piccante ma ero curiosa di sntirne il profumo, “infilai” il mio nasino dentro il vasetto di vetro e....... fu odio a prima annusata! Jerry non fece in tempo ad urlare un divertitissimo: No!!!!!!! Con risata a crepapelle al seguito ed io a starnutire con due narici enormi ed arrossate!

Ad ogni modo il profumo del wasabi non mi piacque affatto e quando andai per la prima volta al Ristorante giapponese non ebbi il coraggio di usarlo per condirci il pesce e quindi nonostante vari tentativi...ho concluso che in effetti, a me, il sushi non fa impazzire.

Ma è così bello, fa un effetto talmente scenico, elegante.. insomma.. ho voluto provare a farlo, facendo mia la ricetta, con due diverse salsine da abbinarci e marinando il pesce, contrariamente alla ricetta originale.

Beh passiamo alla ricetta, alla quale ho dato il nome di: SUSHI CUNSY

Ingredienti per circa 20 “piccoli sushi cunsy” :

100gr di riso bianco
1 trancio di tonno fresco
1 trancio di salmone
4 gamberetti
delle foglie di insalata
2 fogli di alghe nori

per la marinatura e le salsine:

un pezzetto di zenzero fresco
2 cucchiai di shoyu
2 cucchiai di acidulato di umeboshi
1 cucchiaio di olio extravergine di oliva

Attrezzi:

stuoino di bambù

Preparazione:

La prima cosa da fare è cuocere il riso, io l'ho cotto in pentola a pressione in 2 parti d'acqua.
Ho lasciato riposare a pentola chiusa almeno una mezz'oretta, poi l'ho fatto raffreddare.
Nel frattempo ho tagliato 2 strisce lunghe di tonno e di salmone e sbucciato i gamberi.
Li ho messi a marinare in una ciotola di vetro con olio extravergine di oliva, acidulato di umeboshi e shoyu indicativamente in parti uguali.

Ora occupiamoci dell'alga, va avvicinata al fuoco piano piano fino a farla diventare verde in ogni sua parte. A questo punto possiamo disporla sullo stuoino di bambù (che per questa ricetta è assolutamente indispensabile..non credevo!) e versiamo sopra il riso lasciando alcuni centimetri di alga libera per poter fare la chiusura del rotolo. (magari prossima volta inserisco una foto con il procedimento passo passo) Inumidendosi le mani, comprimere per bene il riso in ogni angolo dell'alga. Versare il oco succo della marinatura sopra al riso e disporvi su la foglia di insalata e le strisce di pesce (per ogni preparazione un solo tipo di pesce). A questo punto arriva il momento critico. Aiutandoci con lo stuoino di bambù dobbiamo cominciare ad arrotolare l'alga comprimendo benissimo il giro. Il giro deve essere unico, non dobbiamo ottenere un effetto girella. Può essere utile usare solo metà foglio di alga per ottenere dei “sushi cunsy” di dimensione appropriata.
Una volta girato bene il rotolo, comprimiamolo molto bene schiacciando e lasciamolo raffreddare in frigorifero.

Al momento di servire, ci possiamo accingere alla preparazione del piatto.
Affettiamo i “sushi cunsy” con un coltello seghettato (tipo quello per tagliare il pane) e li disponiamo in un vassoio. Dopodichè in due ciotoline diverse prepareremo le salse da accompagnamento e serviremo.

Salsa allo zenzero: grattare un pezzettino piccolo di zenzero fresco, versarlo su una garza e spremerne il succo ottenuto, unire un po' d'acqua e del tamari. Le proporzioni: poco zenzero!! Aggiustate con l'acqua in base al vostro grado di sopportazione al gusto fortemente piccante.

Salsa “sushi cunsy” : In uguali parti amalgamare dell'olio extravergine di oliva, acidulato di umeboshi e shoyu.

mercoledì 26 ottobre 2011

Specialità macrobiotiche alla caffetteria Milton

La cucina di stefycunsy si trasferisce alla CAFFETTERIA MILTON!
Ebbene sì, sono stata ingaggiata per una.. "cena alternativa" in un Bar della mia città.
Spero in questo modo di poter diffondere la macobiotica secondo il mio stile.. un pò vario e stuzzicante..

Siete tutti invitati alla cena macrobiotica, CON SERVIZIO AL TAVOLO.
VENERDI' 11 NOVEMBRE ORE 20,30
VIA LUIGI MARSIGLI 5 - TORINO
E' GRADITA LA PRENOTAZONE
CHIAMARE STEFANIA AL 3207159087

Ecco il menù:

Zuppa di miso cremosa al grano saraceno
Tartine alla crema di ceci
Arancini di miglio fritti in pastella
Sushi di riso con tranci di tonno e gamberi
Pasta di kamut al forno con ragù di seitan e besciamella macrobiotica **
Polpette di seitan
Vellutata di zucca con crostini al pane di avena*
Insalata fresca del contadino con frutta di stagione
Crema pasticcera alla mandorla ***
Tartufini teatrali al cioccolato

Bevande: Vino senza solfiti, tè bancha e acqua
A richiesta amari e caffè

Prezzo per persona € 22,00
GRADITA PRENOTAZIONE - per conferme telefonare a Stefania 3207159087 oppure scriverlo qui.

*pane con sola crusca di avena, non farine e pasta madre
**la besciamella è per intolleranti al latte
***senza latte, burro, nè uova

mercoledì 19 ottobre 2011

UNA CENA MACROBIOTICA AL BAR MILTON - TORINO

La cucina di stefycunsy si trasferisce per una sera alla CAFFETTERIA MILTON!
Ebbene sì, sono stata ingaggiata per una.. "cena alternativa" in un Bar della mia città.
Spero in questo modo di poter diffondere la macobiotica secondo il mio stile.. un pò vario e stuzzicante..

Siete tutti invitati alla cena macrobiotica, CON SERVIZIO AL TAVOLO.
VENERDI' 21 OTTOBRE ORE 20,30
VIA LUIGI MARSIGLI 5 - TORINO
E' GRADITA LA PRENOTAZONE
CHIAMARE STEFANIA AL 3207159087

Ecco il menù:

Zuppa di miso con soba, cozze e gamberi freschi
Tartine alla crema di ceci
Arancini di miglio fritti in pastella
Vellutata di zucca con crostini al pane di avena*
Pasta al forno al ragù di seitan e besciamella macrobiotica **
Polpette di seitan
Insalata fresca del contadino
Crema pasticcera alla mandorla ***
Tartufini teatrali al cioccolato

Bevande: Vino senza solfiti, tè bancha e acqua
A richiesta amari e caffè

Prezzo per persona € 22,00
GRADITA PRENOTAZIONE - per conferme telefonare a Stefania 3207159087 oppure scriverlo qui.

*pane con sola crusca di avena, non farine e pasta madre
**la besciamella è per intolleranti al latte
***senza latte, burro, nè uova
se non potete partecipare, vi chiedo di estendere l'invito ai vostri contatti.
GRAZIE

martedì 18 ottobre 2011

Vellutata di zucca al nitukè

Ci sono due modi per fare le vellutate di verdure nella cucina di stefycunsy.. e gli ingredienti sono sempre pochi, naturali dall'effetto dolce e delicato.

Avevo proposto qualche mese fa una vellutata al cavolo romano il cui procedimento era semplicemente cuocere il cavolo, passarlo al passaverdure ed amalgamare il tutto con la besciamella macrobiotica
Questo metodo può essere usato se andate di fretta.. ma sicuramente dovrete usare delle verdure molto fresche, di stagione.. insomma di quelle verdure che sono dolci e saporite anche così, senza aggiungere nient'altro..

qui invece avevo proposto la crema di zucchine con lo stesso procedimento che vi propongo oggi per la zucca. crema di zucchine al nitukè 

Dunque, per la vellutata di zucca al nitukè cominciamo con il preparare il nostro bel nitukè di zucca, quindi in una buona pentola con coperchio che chiuda bene.. mettiamo due giri di olio (quello che preferite tra extravergine, sesamo o girasole) a seguire della cipolla (io uso quella bianca) tagliata fnemente al coltello, abbondante sale integrale e dopodichè la zucca anch'essa tagliata molto finemente. Di nuovo un pochino di sale. Mettiamo sul fuoco a fiamma lentissima, coprendo. Lasciamo cuocere per il tempo necessario affinchè si appassisca il tutto, deve diventare quasi una crema. Se necessario, unite gradualmente pochissima acqua, ma si può evitare in quanto il sale dovrebbe tirar fuori l'acqua delle due verdure. Per questo che adoro chiamare il nitukè... il soffritto che non è un soffritto!

Quando tutto sarà cotto, non ci rimane altro da fare che unire uno o due cucchiaini di tamari, (facoltativo) passarlo al passaverdure o frullare.
Consiglio il passaverdure, poiché il frullatore incorpora aria e tende così a gonfiare (anche dentro il ostro stomaco!)
Se lo desiderate, per un effetto ancora più cremoso, potete unire uno o due cucchiai di besciamella macrobiotica, anche se non lo ritengo necessario..

Io ho servito questa deliziosa vellutata con delle fette di pane tostato ai semi di lino, ma possiamo usare questa ricetta anche per condire la pasta, fare ad esempio una bella lasagna o come salsina di accompagnamento per i vostri secondi piatti.

Servire a piacere, sia calda che fredda.

lunedì 19 settembre 2011

Zuppa di miso con pesce e soba


Ieri sera ho fatto un piccolo esperimento ed ho usato la mia nuova cavia non solo per l'assaggio ma anche per la critica. Devo dire che è andata molto bene.. sia l'assaggio che la critica!

Veniamo alla ricetta:

Ingredienti:

Gamberi freschi
Cozze
Soba (spaghettini di grano saraceno)
Mezza cipollina bianca
1 cm di Alga wakame
una verdura a piacere (consiglio la carota, io essendone sprovvista ho messo la parte dura di un broccolo)
miso di riso

Procedimento:

In un pentolino far aprire le cozze con poca acqua, Sgusciare le cozze mettendole da parte, filtrare il brodo ottenuto e versarlo nel pentolino per cuocere la zuppa, agiungendo ulteriore acqua, le verdure tagliate molto finemente e l'alga.
Quando le verdure saranno ben cotte possiamo unire i gamberi sgusciati e la soba ed infine le cozze.
A cottura ultimata unire il miso precedentemente sciolto in un bicchiere con poco brodino.
A piacere, potete guarnire la vostra zuppetta con del prezzemolino fresco tagliato fine.

E la vostra zuppettina di miso con pesce e soba è pronta in circa 15 minuti!

Note dalla critica: il brodo ricavato dalla cottura delle cozze è risultato molto corposo, si consiglia di non metterne troppo in quanto molto saporito.

domenica 11 settembre 2011

Crema Pasticcera alla mandorla "Ach" - vegan


Ed eccomi qua a nominare una nuova ricetta in onore di qualcuno.... questa cosa mi sta "intrippando" !!!
E' un piccolo modo per ricordare qualcuno o come in questo caso.. dire semplicemente GRAZIE.
Ho avuto questa ricetta da un amico, soprannominato "Ach" ed ho provato a farla.

Sono molto soddisfatta del risultato, per questo ho deciso di pubblicarla subito, l'ho appena fatta.

E' una crema pasticcera vegan in quanto ottenuta con soli prodotti vegetali, come si può notare dagli ingredienti. Niente latte vaccino, nè uova nè tantomeno zucchero. Ma forse è meglio parlare di cosa c'è dentro... Ecco ingredienti e procedimento:

Ingredienti:

- mezzo lt latte di avena (o quello che preferite)
- un baccello di vaniglia
- un pizzico di sale
- due cucchiai di malto di riso
- due cuccchiai di kuzu (amido, addensante)
- due cucchiai di crema di mandorle
- la buccia grattata di un limone non trattato
- a piacere della granella di mandorle tostate

Procedimento:

Portare ad ebollizione in latte con la vaniglia ed il pizzico di sale. Quando inizierà a bollire abbassare la fiamma ed unire il malto, la crema di mandorle ed il kuzu, quest'ultimo va fatto sciogliere in poca acqua fredda. Con un frustino amalgamare bene tutti gli ingredienti, alzare la fiamma, riportare ad ebollizione, dopodichè spegnere la fiamma, unire la buccia del limone e lasciar intiepidire.

A questo punto potete servirla dentro a delle coppette guarnendo con della granella di mandorle, accompagnarla con dei biscottini oppure utilizzarla per i vostri dolci, come la classica crema pasticcera.

Calda è ottima, ma l'ho usata per fare una sorta di tiramusù vegan e devo dire che fredda ha il suo perchè.....il limone risaltava molto..era bella densa, compatta...insomma, da fare!! Fatemi sapere!

giovedì 8 settembre 2011

Knell di venere in crema di zucchine e gamberi


Sabato scorso ho preparato questo primo piatto, fresco ed estivo!

Ingredienti:
300gr riso venere
700gr acqua
zucchine
cipolle
tamari
2 cucchiai di besciamella macrobiotica
gamberi freschi

Procedimento:
Ho cotto il riso venere in pentola a pressione, ho fatto 300gr di riso e 700gr di acqua, con un granello di sale integrale. Dal momento del sibilo ho fatto cuocere 40 minuti ed ho lasciato riposare la pentola chiusa, senza farla sfiatare, per un'oretta.
Nel frattempo ho preparato la crema di zucchine.
Ho preparato il nitukè mettendo due cipolle bianche affettate, sale integrale e le zucchine tagliate a rondelle.
Ho coperto e lasciato cuocere a fiamma molto lenta senza aggiungere nient'altro.
Le zucchine tirano fuori la loro acqua, quando sono cotte possiamo aggiungere un paio di cucchiaini di tamari e frullare tutto, unendo un paio di cucchiai di besciamella macrobiotica.
Ed ecco che la crema di zucchine è pronta!
Ora posso sbucciare i gamberi freschi, ancora crudi e li faccio cuocere un istante in ambo le parti in una piastra.

Ora che è tutto pronto, prendo il piatto da portata e con l'aiuto di 2 cucchiai da minestra faccio delle knell con il riso ormai freddato, senza condirlo in alcun modo!
Le sistemo a cerchio nel vassoio, al centro la crema di zucchine e decoriamo con i gamberi.

Come dicevo prima, il riso non ha alcun bisogno di essere condito, è profumatissimo e saporitissimo da solo e si condisce bene con la crema di zucchine accompagnata insieme. I gamberi completano il piatto, sia per gusto che per impatto scenico.

qualche curiosità sul riso venere in questa pagina: Riso Venere


mercoledì 7 settembre 2011

Insalata estiva di carote e melone



Lo so che l'estate sta finendo e con essa anche i meloni, ma finchè siete in tempoe finchè ci sono i meloni dolcissimi... provate questa fresca e dolce insalata....
Gratuggiate le carote ed unite dei pezzettini di melone che insaporiranno con il loro succo.
Condite semplicemente con dell'agro di riso o aceto di mele.

Semplice, fresca ed originale insalatina per stupire i vostri ospiti ed il loro palato!

LE DOMANDE DEI LETTORI DEL BLOG

Ciao a tutti.
Verificando le statistiche del blog, spesso vedo tra le parole chiave delle vostre ricerche, delle domande che potrebbero essere oggetto di interessanti conversazioni, anche se magari io non ho ancora toccato determinati argomenti.

Vorrei aprire una sezione in cui potete farmi le vostre domande, ma devo controllare come si fa!!!

Ad ogni modo, se volete chiedere qualcosa potete farlo in questa pagina, nell'attesa che io apra una sezione dedicata appositamente.

E per altre informazioni, la mia mail è stefycunsy@live.it ed il mio contatto facebook è Stefania Cunsolo e la mia pagina facebook dedicata al blog è la seguente, cliccate su MI PIACE!

https://www.facebook.com/pages/stefycunsyinyourkitchen/224287877638353

Le domande, preferirei le faceste qui, in modo che anche gli altri possano intervenire e leggere le risposte.

Vi aspetto!

lunedì 5 settembre 2011

Un salame dolce macrobiotico al cioccolato....della casa ...

Ho più volte scritto tra queste pagine che quando sono di cattivo umore preferisco non mettermi ai fornelli, perchè in cucina bisogna metterci amore ed è per questo che i piatti della mamma e della nonna sono sempre più buoni dei nostri, anche se seguiamo la loro identica ricetta....

Le mamme e le nonne sono serene e cucinano con calma, amore e tanta passione (almeno una volta era così......)

E questa sera ero un pò irritata per un problema di.... "casa" ....
Ero nervosa, non avevo riposato bene ed ero alquanto incazzata con chi mi ha messo in una certa situazione..... Avrei voluto alzare il telefono e dirgliene quattro, sfogare tutta la mia rabbia, ma poi ho pensato che non ne valeva la pena, che a volte se le cose accadono... è perchè devono accadere, devono insegnarci qualcosa.. ed io voglio imparare qualcosa da ciò che mi sta accadendo in questo periodo...

Questa sera non volevo buttarmi giù, volevo distrarmi e non pensare al problema della... "casa" ... così mi sono messa nella mia adorata cucina ed ho fatto un esperimento macrobiotico.
Avevo ancora il cous cous cotto della "Albert mousse" (ne avevo fatto un pò troppo e così lo avevo conservato in frigorifero) e ho iniziato a pasticciare. Ho fuso del cioccolato fondente e l'ho unito ancora caldo frullandolo insieme al composto di cous cous. Ha assunto una consistenza molto compatta che mi ricordava il classico salame di cioccolata.... quello che si fa con il burro e le uova!!! Invece qui io avevo del cous cous con malto e cioccolato e vi garantisco che la consistenza ed il sapore erano molto molto somiglianti....
Così ho unito al composto della granella di nocciole e dei biscotti precedentemente tritati.
Ed ho ottenuto il mio salame dolce macrobiotico.
Da non credere...

Evidentemente a volte...ance da incazzati si può creare.... e devo dire che l'incazzatura è passata quando ho visto il risultato...

Quando farò questo salamino macrobiotico... penserò a quel giorno (oggi) in cui ho avuto questa brutta notizia.... devo lasciare la mia elegante, bella casa.... questa casa che pone fine ad un ciclo... ma ne ricomincerò uno nuovo.... sicuramente entusiasmante come tutti i cicli della mia vita, difficile, trafficata, ma sempre piena di sorprese!!!

Ecco qui di seguito il procedimento nel dettaglio:

Ingredienti:
100gr di cous cous
300gr di acqua
75gr di malto di riso
300gr di cioccolato fondente fuso
granella di nocciole
biscottini tritati

Procedimento:
Scaldare l'acqua sul fuoco ed unire il malto, girando con un frustino fino a scioglierlo completamente.
A questo punto versare il cous cous, girare e chiudere la pentola a pressione.
Quando la pentola inizierà a fischiare, abbassiamo la fiamma e facciamo cuocere per 10 minuti.
(si può usare anche una pentola normale)
A questo punto, facciamo raffreddare per bene il composto ottenuto (io ce lo avevo già pronto e conservato in frigorifero) l'ho poi messo dentro un frullatore ed unito il cioccolato fuso ancora caldo, della granella di nocciole e dei biscottini precedentemente tritati,frullando tutto.

Mi sono bagnata le mani con poca acqua, tanto per non impiastricciarmi tutta e ho iniziato a modelare il mio salamino. Ho lasciato riposare in frigorifero circa 20 minuti. Dopodichè l'ho tagliato a fette.

Provatelo e fatemi sapere!
Alla prossima ricetta...

domenica 4 settembre 2011

Crema di cous cous alla nocciola : "Albert Mousse"


Chi mi segue sa, che amo dare ad alcune ricette il nome di qualcuno che me le ricorda e così oggi, dopo i marroni alla Syl, la crema di piselli alla Giovanna ed altre ancora... è la volta della   "Albert mousse"
Mi trovavo in montagna, a Naz, e dopo cena Alberto è andato al punto ristoro alla ricerca di un dolce ed è tornato al tavolo con un semifreddo alla nocciola, rigorosamente macrobiotico. In realtà a guardarlo non mi ispirava eccessivamente, ma dopo l'insistenza di Alberto, ho ceduto e l'ho assaggiato, rimanendo stupita dalla sua dolcezza. A quel punto scoprire la ricetta di quel dolcetto era di vitale importanza per me, così Alberto chiese alla cuoca che girava casualmente tra i nostri tavoli, la ricetta. Ed oggi sono qui a proporvelo, questa mousse alla nocciola porta il nome di Alberto, una persona che, anche se non lo sa e non lo saprà mai, ha dato una svolta determinante alla mia vita. Ed il minimo che possa fare è dedicare una pagina del mio blog a lui.

Ma veniamo alla ricetta!

Ingredienti:
100gr di cous cous
300gr di acqua
75gr di malto di riso
125gr di crema di nocciole

Procedimento:
Scaldare l'acqua sul fuoco ed unire il malto, girando con un frustino fino a scioglierlo completamente.
A questo punto versare il cous cous, girare e chiudere la pentola a pressione.
Quando la pentola inizierà a fischiare, abbassiamo la fiamma e facciamo cuocere per 10 minuti.
(si può usare anche una pentola normale)
A questo punto, versiamo il composto ottenuto dentro un frullatore ed unendo la crema di nocciole frulliamo tutto. Lasciamo raffreddare leggermente ed a questo punto possiamo disporre la mousse ottenuta dentro delle ciotoline di vetro alternando a piacere, dei biscottini sbriciolati e della granella di nocciola. Far riposare in frigo affinchè il composto si rapprenda, consiglierei almeno un'ora.

IMPORTANTE: se vogliamo ottenere dei buoni risultati in cucina, è indispensabile usare prodotti di prima qualità, in questo caso non ho badato a spese ed ho acquistato una sublime crema di nocciole al Punto Macrobiotico. Ma se volete, potete tranquillamente farla in casa, se avete a disposizione delle ottime nocciole, qui c'è la ricetta della mia crema alle nocciole: crema alle nocciole.

Mentre voi provate questa ricetta, io vado a sperimentare una variante, fonderò del cioccolato e lo sostituirò alla crema di nocciole... vi farò sapere!!

ecco il risultato dell'esperimento: salame dolce macrbiotico


venerdì 2 settembre 2011

stefycunsy riapre la sua cucina...

Ciao a tutti!
Non mi sono dimenticata del mio blog, nè tantomeno dei miei lettori...
Ho avuto un'estate molto difficile, intensa e trafficata, piena di traslochi...
Ancora le mie ansie non sono terminate, ma sono molto ottimista e fiduciosa che le cose si sistemino..

Ho avuto bisogno di una settimana di "ritiro spirituale" e così mi sono rifugiata in una vacanza studio macrobiotica lontana da cellulari, computer e problemi.

Dopo le difficoltà iniziali, visto che avevo la testa altrove... mi sono ambientata grazie a degli incontri fantastici, due meravigliose compagne di stanza che sono divenute subito amiche con la "A" maiuscola ed altri incontri interessanti e.... determinanti...per certi versi...

Ho assaporato colazioni, pranzi, merende e cene rigorosamente macro-sfiziose, nelle montagne di Naz, in trentino. Trekking montanaro, Corsi di respirazione, automassaggio, cucina macro e conferenze sulla teoria macrobiotica...

Ho diverse ricettine nuove da bloggare, ora che pian piano riapro la mia cucina ve le presenterò!
Intanto, visto che non resisto, vi propongo un piccolo assaggio per i vostri pranzetti estivi.

Insalata verde, condita con aceto di mele o ancor meglio agro di riso e a scelta uno di questi frutti: melone, pesca, anguria, mela.

Carote grattuggiate e melone.

La frutta ed i suoi succhi condiscono le nostre insalate e sono sfiziose, fresche e diverse dal solito!
E così basta anche con le capresi....

Vi piace?
In settimana vi presenterò queste interessanti fresche insalate, in modo più dettagliato!
Ed ora una presentazione un pò insolita di stefycunsy.... questa sono io quando ho bisogno di solitudine, relax e riavvicinarmi alla natura e al senso di libertà che esso mi dona...... Adoro sdraiarmi sull'erba.......

A presto!
Stefy

giovedì 28 luglio 2011

Frutta e verdura di stagione : la sento dal profumo....

Mangiare frutta e verdura di stagione, oggi, è diventato molto difficile.
Nei supermercati, infatti, troviamo qualunque frutto e qualunque verdura in ogni periodo dell'anno e per questo motivo non riusciamo a capire cosa sia di stagione o meno.
I prodotti arrivano da tutta l'Italia e dall'estero.. vengono raccolti ancora acerbi per continuare la maturazione durante i lunghi viaggi ed arrivare nelle nostre tavole maturi al punto giusto per essere venduti e consumati.
Oppure vengono fatti maturare dentro serre molto riscaldate, per accellerare i tempi..
Squallido.
Per non parlare dell'industria del surgelato.
Sì, lo so, è comodo avere i pisellini primavera surgelati e sempre a disposizione in freezer, da gennaio a dicembre.. ma vogliamo mettere il profumo e soprattutto il sapore dei piselli appena sgranati!?
Troviamo inoltre comodissime buste di plastica con melanzane e zucchine già grigliate, funghi surgelati, patate già condite con dio solo sa con cosa..
Sto scrivendo questo post per raccontarvi quanto mi piace mangiare verdure e frutti freschi, appena colti, maturi... e di conseguenza dolcissimi.. alimenti dei quali riesco a sentirne il sapore genuino, non coperto da additivi e conservanti..
Ho trovato contadini onesti che non usano porcherie per produrre frutta e verdura e alla domanda:
"Cosa ne sai tu se li usano o meno.. "
Rispondo:
"Lo sento"
....Sento le albicocche che sanno di albicocche, non sono gommose e dure, nè aspre. Sono morbide, pastose e dolci. Non le lavo neppure, le pulisco con le mani e mangio!
Lo sento dal profumo. 
Le fragole sono piccole e rosse. Rosse dentro, rosse fuori, rosse nella loro dolcezza e profumate! Non è necessario avere delle fragole grosse come nespole se all'interno sono bianche. E se voglio mangiarle, non ho alcun bisogno di dolcificarle con dello zucchero. Sono dolci naturalmente. Senza doverle "aggiustare"...
Lo vedo. Vedo il succo della cipolla, quando la affetto. E' croccante, dura, fresca, succosa. Incredibile rimanere affascinati dal taglio di una "banalissima" cipolla. Eppure è così!! Ammiro la bellezza delle carote con il ciuffo... che tanti non hanno neppure mai visto! Il ciuffo della carota denota proprio la freschezza della raccolta. Se non hanno il ciuffo, vuol dire che si è appassito, che la carota è vecchia. E lo sento dal sapore. Sento la carota che sa di carota. Anch'essa croccante, fresca, dolce, una carota che ha sapore! Potrei andare avanti descrivendo tante altre prelibatezze o raccontandovi di una meravigliosa scrpacciata di fichi supermaturi di qualche anno fa....

Lo scopo del mio post è trasmettervi quesa mia grande passione, la passione di cercare frutti e verdure di stagione, coltivati con amore e cura. Il desiderio di mangiare solo cibi genuini...

Ho cambiato città, sto cercando i miei "nuovi negozianti di fiducia" ma di contadini al mercato... nessuna traccia. Ho così trovato un'azienda agricola che mi permette di fare la spesa direttamente nel suo campo, io chiedo e il contadino raccoglie sul momento. Ma ci rendiamo conto?! Per una donna di città, per una donna in carriera, stressata dall'ufficio che per scaricarsi deve andare a correre o in palestra... sarebbe cosa 'altro mondo... ma poi la sera cosa è costretta a mnagiare? I sofficini findus ed il risotto già condito, pronto in 10 minuti?
No, grazie.

Ricerchiamo la salute con cibi sani, naturali, di stagione, prelibati, fatti con le nostre mani.
Salute e gioia per il palato... Assicurato!

Eccovi una bella tabella con frutta e verdura di stagione, da prendere comunque con le pinze, poiché dipende dalle temperature, dalle zone, i pomodori calabresi e siciliani saranno pronti già a maggio mentre nel nord italia ci vorrà qualche mese in più, tanto per fare un esempio...

TABELLA FRUTTA E VERDURA DI STAGIONE

venerdì 15 luglio 2011

Seitan in crema di mandorle



Non mangio spesso proteine vegetali quali tofu, seitan e tempeh, (preparati vegetali a base di soia e/o glutine, molto proteici, utilizzati nella cucina vegetariana e vegana in sostituzione alla carne) preferisco consumare i legumi, ma ogni tanto mi viene voglia, visto che, se cucinati nel modo giusto, sono molto gustosi..
Ieri sera ho fatto il seitan in occasione dell' "ultima cena" nella mia casetta torinese e l'ho preparato in un modo molto semplice. Per quanto riguarda la scelta del seitan, non mi piace quello dentro i barattoli di vetro, con l'acqua, lo trovo gommoso.... acquisto di solito, quello della soyalab, è molto morbido e gustoso, o ancora meglio al Punto Macrobiotico.

Ingredienti:

seitan
cipolle
carote
mandorle o semi di girasole

Procedimento:

Ho preparato un semplicissimo nitukè, facendo appassire molto lentamente, in una pentola chiusa, cipolla e carota tagliate molto finemente, con olio di semi di girasole e sale integrale. A metà cottura ho unito il seitan tagliato a pezzettoni irregolari e lasciato cuocere, sempre molto lentamente, con il coperchio.
A cottura ultimata, quando cipolla e carota sono sfatte e hanno creato un meraviglioso sughino, semplice e naturale, ho aggiunto delle mandorle con buccia, tritate. In sostituzione alle mandorle si possono anche mettere i semi di girasole.

Semplice, veloce e sfizioso!

mercoledì 6 luglio 2011

FARINA - impariamo a conoscerla

Oggi parleremo di un prodotto presente in qualunque casa italiana..o almeno così dovrebbe essere, ma visti i tempi che corrono, non mi stupirei del contrario..
Parliamo della farina!
Dopo un pò di analisi tecniche, alla fine, ho scritto un breve riassunto per i pigri, in rosa. :-))

Purtroppo nella maggioranza delle case italiane troviamo solo la farina “0” o “00” e da quando è nata la “Prova del Cuoco” abbiamo introdotto nelle nostre dispense anche la farina Manitoba, o più comunemente chiamata farina americana, dal gran potere lievitante, perché ricca di glutine e quindi consigliata per panificare.
- E tutte le altre farine?!? ….. Come sarebbe a dire quali?!?!
La farina di farro, di segale, di riso, di grano saraceno, di miglio, di mais, di avena, di orzo…….
Purtroppo nei nostri supermercati, anche quelli più forniti, sono praticamente inesistenti, o quasi.. e nella cultura Italiana si mangiano pane e pasta prodotti quasi esclusivamente con farina “00” e perfino in quei ristoranti tanto rinomati, che cucinano esclusivamente pasta o riso oppure nei panifici, ti guardano sbigottiti se chiedi loro lo stesso prodotto, ma con farine integrali… (c’è da dire comunque che le cose stanno lentamente cambiando in tal senso)
Ma andiamo per ordine, cerchiamo di conoscere meglio la farina.
La farina si ottiene dalla macinazione di cereali e legumi.
Nel nostro paese il frumento viene utilizzato a scopo alimentare per la panificazione e per tutti i prodotti derivati e di pasticceria (in questi casi si usa il grano tenero ) e per l’industria pastaria (per il quale viene utilizzato il grano duro); sia per l’uno che per l’altro uso ci si serve solamente della parte interna del chicco, chiamata cariosside, mentre la parte esterna, più scura, ricca di cellulosa e di lignina, viene eliminata.
La cariosside è un frutto secco formato da un unico seme ricoperto da più involucri che hanno la funzione di proteggere l'embrione, destinato ad originare la futura piantina. Partendo dall’ esterno si possono individuare più parti: gli strati protettivi, uno strato chiamato aleuronico, che è ricco di proteine e vitamin
e, più all’ interno, l’endosperma amidaceo che, come dice il nome, ha un elevato contenuto in amido. Il nostro organismo, a differenza di quello degli animali erbivori, non è in grado di digerire sostanze di natura cellulosica, quali appunto le pareti periferiche della cariosside. L'insieme di queste sostanze viene chiamato fibra e, pur non avendo valore nutritivo, svolge funzioni importanti nell'organismo.


Perchè allora la farina, la pasta, il pane e tutti i prodotti che troviamo al supermercato, non sono integrali?

Perché la crusca ad esempio, ha una limitata conservabilità e la sua presenza, renderebbe la farina e i prodotti derivati facilmente deperibili!!! Ma l'eliminazione della crusca provoca un impoverimento in cellulosa e sali minerali, la farina di frumento è quindi costituita da glucidi, principalmente amido e da proteine, tra queste la più importante è il glutine.
L’insieme dei trattamenti subiti durante la lavorazione per arrivare alle farine è chiamato macinazione e consiste in più passaggi, rotture successive e relative setacciature per eliminare le parti da scartare. Le macine, oggi, sono state sostituite da laminatoi a cilindri.
La prima operazione eseguita sulla materia prima consiste nell’eliminazione di tutti i materiali estranei come sassi, pagliuzze e altri semi: si fa cioè una
pulitura o un lavaggio del grano. Bagnando i chicchi si facilitano anche le operazioni successive. La macinazione vera e propria ha inizio con la rottura dei chicchi attraverso una serie di cilindri rigati; generalmente vengono compiuti sei passaggi e ad ogni passaggio si allontanano le parti da scartare con una sorta di stacciatura che seleziona il materiale appunto in base alle dimensioni ( per tale scopo si utilizzano piani oscillanti chiamati plansichter). Per ottenere farine più fini dopo la rottura si passa alla rimacina: tale operazione consiste nel passaggio attraverso cilindri lisci. Per cui alla fine si ottengono più prodotti.
Con il vecchio processo di macinazione si otteneva un solo tipo di farina, con una resa dell'80/85 per cento; con la moderna tecnologia si hanno invece a disposizione diversi tipi di farina: da quella di "lusso" usata in pasticceria, a quella "scadente" impiegata per l'alimentazione del bestiame.
Quanto meno le farine sono raffinate, tanto maggiore è il loro valore nutritivo, in quanto contengono quantità superiori di proteine (circa l'11 per cento), calcio, fosforo, ferro, vitamina B1 e B2.

Dalla macinazione del grano tenero si ottengono tre tipi di farina, secondo la percentuale di crusca presente:

> FARINA "00" E' una farina raffinata, assolutamente priva di crusca, dunque bianchissima, viene chiamata anche fior di farina;
> FARINA "0" Meno bianca della "00" in quanto possiede una piccola percentuale di crusca;
> FARINA "1" Ancora meno bianca delle precedenti in quanto possiede una percentuale maggiore di crusca.



La legislazione italiana consente di produrre anche farina di tipo "2", che ha una diffusione limitatissima, e, dalla macinazione integrale del chicco di grano, la farina integrale, che contiene la massima quantità di crusca e risulta piu' ricca di fibre, di vitamine e di minerali rispetto alle farine bianche.
La farina di tipo “0” è quella che viene normalmente utilizzata per la panificazione mentre quella di tipo “00” (ma deve essere di grano duro) è invece usata per la produzione delle paste alimentari. La farina “1” la meno pregiata è caratterizzata da più elevato contenuto di ceneri (sali minerali) e cellulosa. Il contenuto massimo di umidità è fissato per legge al fine di evitare uno dei possibili sistemi di sofisticazione consistente nell'aumentare il peso con l'aggiunta di acqua.
Il grano è l'unico cereale veramente adatto ad essere trasformato in pane. Il glutine si può estrarre facilmente dalla farina di grano e può essere utilizzato il diversi modi: si può aggiungere ad altre farine poco adatte alla panificazione, così come lo si può impiegare per scopi non alimentari (per esempio, nell'industria della carta e dei tessuti per migliorare la qualità di tali prodotti).

A norma di legge, l’uso della farina di grano tenero tipo "0" è consentito per la produzione di paste fresche.Dalla macinazione del grano duro si ottengono invece la semola e il semolato, con composizione nutrizionale simile alla farina bianca di grano tenero, e utilizzati anche per fare il semolino e per la produzione di pasta. La legislazione italiana consente di produrre la pasta industrialmente solo con la semola di grano duro.
I principali sottoprodotti che si ottengono dalla macinazione del grano sono la crusca ed il germe. Entrambi vengono utilizzati come integratori alimentari, mentre il germe viene adoperato anche per la produzione dell'olio di germe di grano.
E' importante controllare lo stato di conservazione della farina, valutandone il colore, che deve essere bianco naturale, il profumo caratteristico e l'assenza di grumi. La mancanza di una di queste tre caratteristiche, indica che, probabilmente, la farina è alterata o per eccessiva umidità, o per una temperatura di conservazione troppo elevata o per l'azione di muffe, acari e tarli.


La farina di segale é poco adatta alla panificazione a causa dello scarsissimo contenuto di glutine. Se miscelata con la farina di grano dà pane di ottima qualità.
La farina di miglio viene abitualmente utilizzata nella preparazione di biscotti, torte e pane, in parziale sostituzione della farina di grano.
La farina di mais viene utilizzata per produrre la polenta ed anche per la panificazione (essendo povera di glutine deve essere miscelata con farina di grano).
La farina di avena viene utilizzata per preparare minestre, dolci e biscotti.
La farina di riso è ideale per non far attaccare la pasta fresca appena fatta, è quella che usano nei pastifici, per dividere le sfoglie di lasagne, per intenderci. Se amate fare la pasta in casa, non dovrebbe mancare nelle vostre dispense!!


Le frodi più frequenti sono l'aggiunta di farine di scarsa qualità, oppure addirittura di fecole, talco e perfino di creta, di gesso e di sabbia!!



PER CONCLUDERE: Più la farina è raffinata, lavorata, (farina "00") meno sarà nutriente, abbiamo detto che le parti nutritive sono proprio quelle che vengono "scartate" con il processo di raffinazione, le stesse parti che ci permettono di digerire bene quelle rimanenti dopo la raffinazione..!
(ecco perchè in macrobiotica si incoraggia di cibarsi dell'intero chicco di cereali)
Questo provoca infatti un grande appesantimento (considerate come vi sentite dopo aver mangiato della pasta o del pane o pizza o una besciamella fatta con farina 00 mal cotta) e un apparente senso di sazietà, che in meno di un'ora si trasforma in "nuova fame" proprio perchè vi siete riempiti ma non nutriti!!!
Spesso i dietologi riducono o a volte annullano il consumo delle farine dalle diete dimagranti (pane e pasta) ma io personalmente sono dell'idea che mangiare un piatto di pasta fatta con la farina giusta (semola integrale di grano duro, farro, segale, grano saraceno etc.. ) oltre ad essere molto più buona e varia, è sicuramente molto nutriente e digeribile. Non gonfia, ma sazia e non ingrassa!!!
Quindi se siete a dieta, mangiate tranquillamente pasta con la farina giusta e senza pesarla, mangiandone finchè sarete sazi e non proverete più quel senso di fame nè tantomeno quello di pesantezza che vi costringe a sbottonare il pantalone a tavola!!!!

Io personalmente adopero abitualmente la farina di tipo 1 (per fare dolci, biscotti; per il pane vario con farro, kamut,segale etc)
La farina di tipo 1 è una farina bianca ma poco raffinata, quindi nutriente. Trovarla in commercio è un'impresa incredibile (chissà perchè?!?) io la trovo al
PUNTO MACROBIOTICO, circolo presente in tutta Italia.

giovedì 30 giugno 2011

Tartine Thaine - tartine per antipasto con germogli freschi


Quando ho trovato questa ricetta, ero convinta di sperimentare una nuova dolce frolla macrobiotica, poi, assaggiandone il risultato, ho cambiato idea.
Il risultato ottenuto da questi biscotti, non mi dispiaceva, ma neppure mi entusiasmava, così ho tentato di "aggiustarli" unendo agli ingredienti della granella di nocciole e scaglie di fondente.
Il risultato ottenuto è stato soddisfacente, ma non contenta, ho provato una strada diversa.
Ho aperto il frigo ed ho provato a farcirli con una crema di olive nere, quindi salata e finalmente ho trovato la mia nuova, entusiasmante ricetta!
Un biscotto dolce, da farcire con creme spalmabili salate!
Fantastico!

Ma andiamo con ordine.
Ecco la ricetta della frolla thaine.

Ingredienti:

3 cucchiai di malto di riso (in alternativa miele)
un uovo intero
100 gr di thaine (crema di sesamo)
100 gr di mandorle tritate
100 gr di crusca d'avena
100 gr farina T1

Procedimento:

Come regola principale, versiamo in una terrina di vetro (odio la plastica!!!) gli ingredienti più liquidi o nel nostro caso, i più densi. Quindi misceliamo malto, uovo e thaine fino ad ottenere una cremina stuzzicante (che a mio avviso, con aggiunta di un pizzico di limone o zenzero è fantastica, altro che mou.....)
A questo punto.. uniamo gradualmente gli altri ingredienti e se lo reputiamo oppurtuno, uniamo un goccino di latte vegetale (io prediligo quello di avena) L'impasto che dovremo ottenere deve essere solido e dovremmo essere in grado di stenderlo facilmente su una spianatoia con il mattarello.

A questo punto, lasciate riposare il composto ottenuto in frigorifero per circa un'oretta, affinchè si rapprenda per bene. Trascorso questo tempo, possiamo stendere l'impasto e ricavarne dei biscottini.

Io uso una pietra refrattaria per la cottura in forno, la scaldo benissimo e subito dopo adagio i biscottini sulla pietra, oppure vi consiglio di sistemarli in una teglia unta con pochissimo olio di girasole (ovviamente di buona qualità) senza adoperare la carta forno, che trattiene l'umidità ed è oltretutto tossica..

Dopo la cottura, lasciateli raffreddare in una grata e poi potete conservarli comodamente dentro un bel recipiente di vetro a chiusura ermetica.
I vostri biscottini si conserveranno perfettamente.

Come scrivevo prima, potete unire all'impasto del cioccolato in scaglie e/o della granella di nocciole.
Oppure, vi consiglio di provarli con delle creme spalmabili salate.
Qui nella foto li vedete con crema di olive, crema di piselli, vellutata di cannellini e hummus (crema di ceci)
Li ho guarniti, con un'idea geniale della mia blogger-friend Chiara, con dei meravigliosi germogli misti.

Effetto scenico assicurato!

martedì 28 giugno 2011

Rifiuti : compriamo troppe cose....


 Ciao a tutti..
Mi sono imbattuta in questo interessantissimo video. Vorrei che con calma, vi prendeste il tempo di guardarlo, ascoltandolo attentamente. Forse all'inizio sarà un pò difficile seguirlo, ma continuate ad ascoltare... e soprattutto, diffondetelo ingiro.. Mi piacerebbe anche leggere qui i vostri commenti sul caso..



Vellutata di piselli freschi

Ho più volte sottolineato l'importanza di mangiare solo cibi freschi e di stagione, che è la cosa più naturale che possiamo fare!
Per questa ragione, questo mese vi propongo una seconda ricetta il cui ingrediente principale sono i piselli freschi, appena sgranati!
Ho preparato un nitukè facendo appassire molto lentamente una cipolla bianca tagliata finemente con poco olio di girasole e sale integrale.

Il tutto utilizzando una pentola con coperchio ben ermetico. Ho unito i piselli freschi e lasciato cuocere molto lentamente. A cottura ultimata, ho messo da parte alcuni pisellini da usare come guarnizione e ho frullato il resto. Ho unito un piccolo cucchiaino di salsa di soia (tamari) e a piacere, uno o due cucchiai di besciamella macrobiotica!
Questa crema può essere usata come antipasto, servita con dei crostini di pane, può essere il condimento di una pasta o il contorno di un secondo piatto o addirittura il ripieno di ravioli o vol au vent.
Insomma, fatene quel che volete... è deliziosa e finalmente anche i bambini mangeranno i piselli! Vi piace?



venerdì 24 giugno 2011

Tartufini teatrali al cioccolato


A teatro si sa.... si improvvisa.
Fino all'ultimo, si è sempre in tempo per cambiare il copione e quando si va in scena.. il successo è assicurato!

L'altra sera, avevo pensato di portare una torta da mangiare al termine del corso teatrale, ma all'ultimo, mi sono accorta di aver finito lo zucchero integrale di canna.
Ho dovuto improvvisare.
Cambiare copione
Andare in scena e sperare in un successo.

Ok, niente plum cake banana e noci, questa sera... tartufini al cioccolato!

Ingredienti:
200 gr di cioccolato fondente
70 gr di thaine (crema di sesamo)
2 tuorli a temperatura ambiente

Per la decorazione, a piacere: farina di cocco, granella di nocciole, cacao amaro in polvere, mandorle tritate.

Procedimento:
Fondere il cioccolato a fiamma bassissima, trasferire in una terrina di vetro ed unire il resto degli ingredienti.
Amalgamare velocemente il tutto (il composto si rapprenderà in un batter d'occhio) e lasciar riposare in frigorifero per circa mezz'oretta.
Trascorso il tempo, ricavare delle palline e a piacere, tuffarne alcune nella farina di cocco, altre nella granella di nocciola e in quella di mandorle. Riporli dentro dei piccoli pirottini di carta e lasciar riposare in frigorifero fino al momento di servire.

Ho portato i tartufini teatrali (li ho battezzati così) in scena, ed il pubblico... ha apprezzato!

venerdì 17 giugno 2011

Plum cake banane e noci




Nell'era delle merendine, confezionate in pratiche bustine di plastica e piene di conservanti, coloranti e zucchero raffinato........ sono qui a ricordarvi che preparare un sano dolcetto per la colazione dei vostri bambini è più semplice e veloce di quanto non possiate immaginare...

Oggi vi propongo un delicato e sfizioso dolcetto : plumcake alle banane e noci!
Premetto che la copertura di cioccolato mi era stata chiesta e commissionata da un cliente, non era prevista dalla ricetta!
Preparare questo soffice plumcake è semplicissimo, in quanto sarà sufficente inserire tutti gli ingredienti nel robot da cucina ed il gioco è fatto!

Ingredienti:

2 banane mature (circa 200gr)
2 uova
100 gr olio di semi di girasole di buona qualità
100 gr zucchero integrale di canna
200 gr farina T1
pasta madre
50 gr gherigli di noce

Procedimento:

Inserire nel robot da cucina gli ingredienti sopra elencati (trane le noci) seguendo sempre la regola: prima gli ingredienti liquidi e a seguire quelli solidi. Se adoperate una farina diversa dalla mia, unitela gradualmente e valutate se ne occorre di più o di meno, la consistenza finale deve essere un impasto denso, il classico da torta.
Quando avrete ottenuto un impasto ben amalgamato e denso, unite le noci ed azionate in frullatore per pochi istanti. Le noci non dovranno frantumarsi, ma rimanere a pezzetti abbastanza sgranocchiabili, il gusto è proprio quello! Ora potete trasferire l'impasto ottenuto nel vostro stampo da plum cake o nella vostra tortiera se preferite e lasciatelo riposare fino al raddoppio. A questo punto potete infornare ad una temperatura non troppo alta, io consiglio 180° tenendolo su una griglia non troppo alta per evitare che si bruci troppo sopra.

Servire a fette!
E per i più golosi..... una colata di cioccolato fondente...

martedì 14 giugno 2011

Crema alle bucce di piselli alla Giovanna


Da bambina odiavo i piselli, li trovavo nel piatto bolliti o insieme alla pasta corta.
Erano stracotti, sfatti, mollicci e non erano poi così buoni.. a volte per smorzare il gusto dolciastro mi venivano presentati con la pancetta (ovviamente salata a fare contrasto)

Oggi li adoro.
Sarà che sono adulta oppure sarà che li cucino come dico io... anzi, li compro come dico io..
Odio i pisellini surgelati del supermercato! Quelli nel banco freezer a nostra disposizione tutto l'anno, dentro "pratiche confezioni plastificate"... Quelli già cotti dentro le lattine poi sono i peggiori, proprio non riesco a mandarli giù....

Sono dell'idea che la verdura vada consumata nella sua stagione.. dunque prediligo sempre la verdura fresca.
Ed i piselli li mangio solamente nella loro stagione: maggio e giugno.
Li compro dal mio contadino di fiducia, ne ho più di uno, nei mercati della mia zona.
Quando rientro in casa adoro sgranarli, sentirne il profumo che sa di freschezza, di genuino e mi viene in mente un mattino d'estate, mi trovavo a Canale Monterano (RM) avevo 12 anni forse.. Ero a casa di Giovanna, lei mi ha insegnato tante cose, avendomi fatto da mamma in assenza della mia, purtroppo...
Quel mattino l'aiutai a cucinare, adoravo cucinare con lei, era bravissima!
Iniziammo a sgranare i piselli freschi dell'orto di suo padre.
Ma poi vidi Giovanna lavare accuratamente sotto l'acqua corrente le bucce dei piselli per poi portarli ad ebollizione!
Mi spiegò che se avevamo la fortuna di avere dei piselli venuti su senza additivi nè sostanze chimiche.. potevamo permetterci il lusso di mangiarne anche le bucce!

Ecco la ricetta di oggi, per far mangiare i piselli anche ai bambini o a chi fa un pò di capricci con le verdure:

Sgranare i piselli freschi e metterli da parte.
Lavare accuratamente le bucce e portarle ad ebollizione, consiglierei circa 20 minuti in pentola a pressione.
Ora prendiamo il passaverdure e cominciamo a passare le bucce dei piselli, ottenendo una bella crema!
Prepariamo a questo punto un bel nitukè con olio extravergine di oliva, cipolla tagliata fine, sale integrale. Copriamo e lasciamo cuocere al minimo facendo cuocere "a vapore" se necessario uniamo un pochino d'acqua di cottura ed infine uniamo la nostra "crema di piselli alla Giovanna" condendo, se necessario, con un cucchiaino di salsa tamari (di soia)

Un'alternativa potrebbe essere unire alla crema ottenuta, qualche cucchiaio di besciamella macrobiotica!
Questa sarà il condimento della nostra pasta oppure il contorno per il nostro secondo piatto..
Ecco un modo simpatico per ingannare i vostri familiari schizzinosi e fargli mangiare della sana e buona verdura di stagione!


CURIOSITA'
  • I piselli contengono meno acqua rispetto ad altri ortaggi
  • sono ricchi di carboidrati, proteine, fibre e sali minerali. I carboidrati sono veramente oltre la media di altre verdure (2-4%); nei piselli sono presenti in media 12g ogni 100g.
  • forniscono una modesta quantità di energie 80 kcal ogni 100g
  • STAGIONE: maggio-giugno

*** dedicato alla mia carissima "mamma" e amica Giovanna Sbaraglia...con la speranza che possa leggerlo e ricordarsi di me

martedì 26 aprile 2011

Pane alla crusca di avena - dolce e salato..

Devo ringraziare per questa ricetta la "cuochetta in punta di piedi". La particolarità di questo pane è che per realizzarlo non occorre farina, ma sola crusca di avena. Ma visto che io devo sempre stravolgere le ricette altrui.. in realtà ne ho messa, nel senso che ho aggiunto agli ingredienti la pasta madre.
Credo che la pasta madre sia il metodo più naturale per far lievitare i miei impasti e così l'ho sostituita al lievito tradizionale.

Il risultato ottenuto è un pane leggero, delicato, dal sapore neutro; ecco perchè nel titolo di questa ricetta ho scritto dolce e salato: è possibile accompagnarlo sia con della marmellata per colazione che con delle salsine salate, per uno sfizioso aperitivo ad esempio.
Io  l'ho provato con la bagna cauda macrobiotica, niente male! Ma veniamo alla ricetta.

Ingredienti:
200 gr latte di avena
150gr pasta madre
300gr crusca di avena
2 uova
50gr yogurt bianco (io ho usato quello di soya)
1 pizzico di sale

Procedimento:
In una terrina versare prima gli ingredienti liquidi e successivamente, con l'aiuto di un frustino, unire quelli più solidi. Otterrete un impasto denso. Versatelo direttamente nella teglia e lasciatelo riposare in un posto al riparo da correnti d'aria, ad esempio dentro il forno. Quando l'impasto sarà raddoppiato, potrete infornarlo a 180° per circa 15-20 minuti, regolatevi voi.

Ecco come l'ho servito ieri a colazione:




mercoledì 6 aprile 2011

Martens's Miglio

No, il Martin's Miglio non è una nuova qualità di questo meraviglioso cereale..
Mi piace dare strani nomi alle mie ricette, forse per differenziarmi o forse perchè semplicemene mi diverte..
Oggi pomeriggio ho accompagnato Jerry ad acquistare le sue nuove Dott.Martens e poi mi ha suggerito di mangiare miglio questa sera.
Per questo ho voluto chiamare così la mia semplicissima ricetta e ricordare questo piacevole pomeriggio trascorso con Jerry.

Ho messo in una pentola del miglio, poi poco meno di 2 parti e mezzo d'acqua, della curcuma e dei capperi sotto sale senza sciaquarli.
Ho portato ad ebollizione e da quel momento, ho trasferito la pentola in un fornello più piccolo, coperto e fatto cuocere 20 minuti al minimo.
Trascorso questo tempo, il miglio si presentava ben sgranato (tipo cus cus) ben cotto e molto gustoso.
Se volete, potete unire del ghee per renderlo maggiormente saporito (in questo caso vi consiglierei di fare tostare il miglio con cucrcuma prima della cottura, con il ghe e un piccolo spicchietto d'aglio e successivamente unire l'acqua e procedere come descritto sopra)

Servire caldo ma ottimo anche fresco.
Più semplice di così..non si può!

sabato 2 aprile 2011

Cannelloni in sfoglia di kamut in crema di champignon

Al mercato avevo trovato dei bellissimi champignon, così ho pensato di fare questo primo per una cena con un'amica.

Per prima cosa ho preparato un bel nitukè con i funghi, nel fondo della pentola ho messo olio di girasole, scalogno, sale e champignon. Ho fatto cuocere lentamente coprendo, ho unito un goccino di acqua e quando era cotto ho unito della besciamella macrobiotica ottenendo così una bella crema.

Ho poi fatto bollire delle sfoglie per lasagna al kamut, fatte freddare in una pentola di acqua fredda e fatte asciugare sopra un canovaccio pulito.

Ho messo la crema di champignon ottenuta sulla sfoglia, arrotolato e disposto su una teglia da forno.
Ho ricoperto i cannelloni ottenuti con la restante crema ed infornato fino a dorare.
Et voilà! Cannelloni in sfoglia di kamut in crema di champignon pronti!!

mercoledì 30 marzo 2011

Vellutata di asparagi con gamberi

Finalmente è tempo di asparagi e visto che la loro stagione comprende solo 3mesi, ovvero da fine marzo a fine giugno,cerco di mangiarne il più possibile.... (li adoro!!)

Nel corso della loro stagione ve li proporrò in più varianti, quindi continuate a seguirmi!
Oggi, vi propongo dei gamberi freschi su letto di vellutata i asparagi.

Cominciamo dalla vellutata.
Per prima cosa, cominciamo a preparare la besciamella macrobiotica.
Si tratta di una besciamella senza burro né latte, per questo adatta anche a chi soffre di intolleranze o chi non mangia cibi di origine animale, infatti tra gli ingredienti troviamo semplicemente acqua, olio di girasole, sale integrale, una foglia di alloro e una buona farina.

Quando la besciamella sarà pronta, la lasciamo riposare e nel frattempo potremo occuparci dei nostri asparagi. Propongo un bel nitukè di asparagi, il nitukè è un “soffritto che non è un soffritto” (qui trovate il metodo di esecuzione) quindi seguendo rigorosamente il seguente ordine, mettiamo in una pentola : qualche giro d'olio, della cipolla tagliata sottile, sale integrale e gi asparagi tagliati a piccole rondelline. Copriamo e lasciamo cuocere a fiamma molto lenta, senza mai aprire il coperchio. Il sale sulla cipolla farà uscire l'acqua necessaria alla cottura, se ritenete di doverne aggiungere fatelo solo gradualmente. Quando tutto sarà cotto, se necessario aggiustiamo di sale con un goccino di salsa tamari (salsa di soya) e possiamo frullarlo unendo qualche cucchiaio di besciamella macrobiotica a piacere.

Ora non ci resterà che sgusciare i gamberetti, metterli su una piastra precedentemente scaldata e farli cuocere leggermente, avendo cura di girarli. Basteranno davvero pochi minuti.

Servire la vellutata calda con le code di gamberi accanto.

Questa vellutata può essere anche un condimento per la pasta o mangiata semplicemente così, magari con dei crostini di pane.

martedì 29 marzo 2011

Bagna cauda macrobiotica

La bagna cauda è una specialità piemontese, si tratta di un bagnetto ricavato da acciughe e aglio (tantissimo aglio)  nel quale intingere, a mò di pinzimonio, verdure cote e crude.

Per ovviare al "problema aglio" molti la fanno senza e ricavano la cremina agiungedo panna, latte e/o burro.



La mia versione è davvero molto semplice: ho sciolto i filetti di acciughe in padella e vi ho unito la mia besciamella macrobitoica, si tratta di una besciamella senza latte nè burro.(qui la ricetta)
Ho acceso la candelina e tenuto la ciotolina in terracotta al caldo con la mia bagna cauda macrobiotica. Ho intinto del sedano fresco e dei biscottini alle mandorle salati (qui la ricetta)
Ed ecco la mia bagna cauda!

lunedì 28 marzo 2011

Torta al cioccolato per la 3^C - vegan sacher


Nel libro di Pasquale Boscarello, esperto in pasticceria naturale e macrobiotica, ho trovato questa torta al cioccolato, una VEGAN SACHER, ovvero senza burro né uova e latte.
L'ho fatta assaggiare alla mia compagna di banco delle scuole medie alla 3^C (da qui il nome ribattezzato della torta) ed oggi eccomi qui a riproporvela.

Ingredienti:

Per la base:
250gr farina T1
250gr farina T2 (o manitoba)
125gr malto di mais
75gr sciroppo d'acero
125gr olio di semi di girasole
75gr mandorle pelate tostate e macinate
75gr uvetta (precedentemente messa a bagno in acqua e scolata)
75gr cacao amaro
375gr acqua tiepida
150gr pasta madre (o 20gr lievito di birra)
5gr sale integrale
½ cucchiaino di vaniglia
buccia di un'arancia non trattata

Per la farcitura al cioccolato:
250gr malto di mais
325gr latte di mandorla (o avena alla mandorla)
50gr amido di mais
35gr cacao amaro
1pizzico di sale integrale

Per la composizione della torta: marmellata di albicocche (consiglio di comprare quella senza zucchero raffinato, ma zuccherata con succo di mela e/o zucchero di canna) e il succo di un'arancia non trattata.

Procedimento:
Come regola principale, sia nelle ricette che dolci che salate, per amalgamare bene gli impasti consiglio sempre di partire dagli ingredienti liquidi, avendo cura di girare bene con una frusta e successivamente quelli più solidi.
Nel caso della nostra “Torta al cioccolato per la 3^C” consiglio di prendere una ciotola capiente e di versarvi nel seguente ordine l'acqua tiepida nella quale amalgamare la pasta madre, il malto, l'olio, lo sciroppo d'acero, il cacao amaro, la buccia dell'arancia grattata, la vaniglia, la farina, il sale ed infine le mandorle e l'uvetta. Alla fine dovrete ottenere un impasto morbido che cada lentamente dal cucchiaio. Ungere la teglia con dell'olio di girasole e poca farina e versarvi l'impasto ottenuto.
Lasciar riposare fino al raddoppio (se avete usato lievito di birra potranno bastare un paio d'ore, se avrete usato una pasta madre ben attiva e piena di alveoli, potranno servirne almeno 5)

Infornare la torta a 180° per circa 20 minuti e lasciarla raffreddare su una griglia.

Nel frattempo possiamo preparare la copertura al cioccolato, facendo bollire 250gr di latte con malto e sale. Dopo l'ebollizione abbassare la fiamma ed unire, continuando a mescolare con un frustino, l'amido, il cacao ed i restanti 75gr di latte. Attenzione a non far formare grumi con l'amido!! Il segreto sta nel metterlo con l'aiuto di un colino e girando velocemente con la frusta. magari lontano dal fuoco. Portare nuovamente ad ebollizione e lasciar raffreddare la crema ottenuta, senza assaggiare possibilmente!!!

Ora possiamo dividere la torta in due parti, bagnarla con il succo dell'arancia, spalmare la marmellata di albicocche,chiudere con il secondo disco di torta, bagnare nuovamente con il succo d'arancia e finalmente ricoprire la torta con la crema al cioccolato, bordi compresi.

Lasciamo rapprendere in frigorifero giusto un'oretta ma servire a temperatura ambiente.




lunedì 21 marzo 2011

Spaghetti alla chitarra fatti in casa con catalogna e fagioli rossi


Mi piace fare la pasta in casa, contrariamente a quanto si pensi non ci vuole tempo, ma solo passione.. Per realizzare 150 gr di spaghetti alla chitarra, l'altra sera, ho impiegato davvero pochi minuti. Di solito per fare tagliatelle e spaghetti si adopera la macchina per la pasta o le massaie più abili utilizzano un semplice coltello e mattarello.. io invece, uso la chitarra. :-)))


Trovai questa meravigliosa chitarra anni fa in una fiera dalle parti di Rieti ed è rimasta parcheggiata in una cantina per anni, per svariati motivi. Finalmente questa chitarra è tornata a far parte dell'arredamento di casa e l'altra sera, in occasione della cena con la mia amica Monica, ho pensato di fare degli spaghetti con catalogna e fagioli rossi.


Per fare la pasta ho utilizzato 150 gr di semola integrale di grano duro e l'acqua necessaria per ottenere un impasto consistente e abbastanza morbido.
Dopodichè ho diviso l'impasto in tre parti e tirato la sfoglia con il mattarello, abbastanza sottile. (img.1)
L'ho appoggiata sulla chitarra e con l'aiuto del mattarello ho cominciato a … farla suonare!(img.2)
Ebbene sì, facendo girare il mattarello sulla sfoglia, che appoggiava direttamente sulle corde, lentamente gli spaghetti scivolavano nella parte inferiore della chitarra (img.3 e 4) ed erano dunque pronti!


Ecco fatto, gli spaghetti alla chitarra erano pronti, in pochi minuti.



IL CONDIMENTO:

Ho preparato un nitukè alla catalogna: olio di girasole, cipolla tritata, sale integrale e catalogna tagliata a pezzetti piccoli. Fatto cuocere lentamente a fiamma bassa, coperto, fino alla cottura.

Avevo inoltre da parte i fagioli rossi precedentemente cotti e messi in sottovuoto.
Li ho scaldati unendo sale integrale e una volta portati a bollore ho spento, aggiungendo del miso di orzo, sciolto nel liquido di cottura.

Ora non resta che cuocere pochi minuti gli spaghetti e versarli nel nitukè alla catalogna, unendo qualche fagiolo rosso. Ed ecco il risultato... la mia "cavia".... ed io con la mia chitarra!