martedì 14 dicembre 2010

Uova: se sì... come sceglierle?


Fritto, alla coque, strapazzato, sbattuto, sodo.. come vi piace l'uovo?

Da ragazzina ho avuto la fortuna di vivere in campagna, a Manziana (RM) e nella nostra casa situata dietro al Bosco, avevamo un piccolo pollaio.
Ricordo che mio nonno ogni pomeriggio faceva uscire le galline dal recinto ed erano libere di “passeggiare” per il giardino e mangiarne l'erba.
Quando facevano le uova, le sentivamo cantare e potevamo raccogliere le uova, ancora calde.. sì sì, calde, appena … sfornate...
Al mattino, per colazione, preparavo il mio ovetto fresco, separando il tuorlo dall'albume. Quest'ultimo veniva successivamente utilizzato da mia nonna per frittate o dolci, mentre il tuorlo era tutto mio, pronto per essere sbattuto, rigorosamente a mano, dentro un bicchiere di vetro, con l'aggiunta di un paio di cucchiaini di zucchero e a volte, una piccola puntina di caffè macinato.
In pochi minuti ne risultava una densa, delicata crema, da gustare direttamente affondando il cucchiaino, la quale terminava in pochi istanti, purtroppo..

Oggi invece non posso mangiare l'uovo sbattuto a colazione, perchè vivo in città e non ho a disposizione le uova fresche. Eppure ho scoperto che c'è un modo per capire se le uova che acquisto sono fresche o meno. Avete mai notato quel codice stampato sui gusci delle uova? Vi siete mai chiesti cosa significa quella lunga sigla?

E' la “carta d'identità” delle uova, attraverso la quale possiamo conoscere tutte le informazioni relative al metodo di produzione e alla loro provenienza.




All'inizio del codice, c'è un numero che indica il sistema di allevamento:

"0" per l'allevamento biologico: le galline razzolano all'aperto per alcune ore al giorno, come quelle di casa mia.....




"1" per l'allevamento all'aperto: le galline per alcune ore del giorno possono razzolare in un ambiente esterno: le loro uova sono deposte nei nidi oppure deposte sul terreno e raccolte successivamente dall'allevatore.

"2" per quello a terra: le galline si muovono liberamente, ma in un ambiente chiuso, solitamente di un capannone. Anche in questo caso le uova sono deposte nei nidi oppure vengono raccolte dagli allevatori sulla lettiera, dove sono state deposte.

"3" riguarda quello in gabbia (o batteria) : Le galline si trovano in ambienti confinati, dove depositano le uova su un nastro trasportatore che le porta direttamente al confezionamento.



Credo che nella cucina tradizionale, si consumino TROPPE uova.
Le troviamo nelle brioches o nei biscotti della colazione, torte, a pranzo in una carbonara, nella bistecca impanata, in una torta pasqualina (pasta brisè), negli impasti farciti, maionese o salsine varie, nel ripieno delle polpette, o delle verdure ripiene, nelle tagliatelle, crepes (dolci e salate) frittate e frittelle, negli sformati di verdure, gelati, crema pasticcera, nelle crocchette di patata, in snack o cibi già pronti.... a volte semplicemente per pennellare e quindi colorare e dorare gli impasti lievitati.
Io personalmente non le uso nelle mie preparazioni culinarie se non in casi ESTREMI, ma amo gustare l'uovo mangiato da solo, per sentirne il sapore, il gusto del tuorlo..
Se assaggerete le uova provenienti da allevamenti biologici, sentirete la differenza...coglierete il gusto di un uovo fresco..
Lo so che le uova biologiche costano di più, ma consumatene di meno, non risparmiate sul cibo, e ricordate che acquistando quelle più economiche non solo faremo del male a noi stessi mangiandole, ma contribuiremo a “sostenere ed incoraggiare” la produzione di uova in allevamenti in gabbia (povere galline)

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Ottimo post, davvero utile, le uova le conosco poco.
Lorenzo D.

Peanut ha detto...

Anch'io ho la fortuna di avere le galline, e anche se il consumo di uova lo limito al minimo, le mangio una volta alla settimana e neache sempre, ho la fortuna di avere le mie a disposizione a cui poter ricorrere all'evenienza..ma si', sono davvero allibita se penso che ormai le infilano da tutte le parti. a parte i casi limite (come può essere la crema pasticcera o la maionese, per dire) avvicinarsi alla cucina vegan ti fa capire quante cose si possano fare senza che le uova siano davvero necessarie. il problema è farlo passare il messaggio, attraverso quelle menti chiuse che rifiutano l'idea solo per partito preso. col tempo,col tempo...sono fiduciosa:)
grazie per il post, è sicuramente utile per chi pensa ancora che le galline vivano come la Rosita di Banderas
un abbraccio,
Buona Pasqua Stefy!

**stefycunsy** ha detto...

eh già... proprio così....

Buona Pasqua anche a te!