domenica 7 giugno 2020

Pomodoro Confit - come scoprire l'amore


Il pomodoro confit è come quando incontri l'amore e ti domandi dove fosse stato nascosto fino a quel giorno o perchè non lo hai incontrato prima.
Il grande vero amore, dicono, nasce con il tempo, senza fretta.
Il pomodoro Confit anche.
Delizioso, delicato, prezioso, soave e sublime ovunque tu voglia metterlo.
Su una bruschetta, dentro ad un panino, come elemento caratterizzante su di una spaghettata o su pizze e focacce. Si presta anche semplicemente per decorare e guarnire piatti.

Questo è il pomodoro che cambierà la tua vita,  il modo di interpretarla, viverla e gustarla. 

Soprattutto perchè la sua particolarità sta nella cottura lenta: si cuoce a lungo ed a bassa temperatura, fino a cottura perfetta. E quando assaggi, ti innamori.

Ingredienti: 
Pomodori pachino, ciliegini o a grappolo
Sale, Zucchero, Olio evo, Origano

Procedimento:

  • Accendere il forno a 120°
  • Tagliare i pomodori a fette di 2cm o a metà, in base al tipo di pomodoro scelto
  • Disporli su una teglia, adagiandoli su carta forno
  • Condirli con una spolverata di sale, zucchero, olio evo ed origano.
  • A piacere aglio grattugiato 
  • Infornare per circa 1 ora o poco più, quando il pomodoro risulterà umido ma non bagnato, asciutto ma non secco.
E adesso, innamoratevi!

Stefania Cunsolo - Cuoca e FoodBlogger 

mercoledì 3 giugno 2020

Tiramisù con Crema Inglese alla Birra - Il mio Birramisù



Le versioni delle ricette classiche che rispettano la tradizione sono quelle che prediligo maggiormente. E sono dell'idea che ciò che è perfetto non andrebbe modificato nè alterato con nuove versioni.

I grandi classici non andrebbero storpiati, non sono una grande amante del tiramisù alle fragole ad esempio, ma se inventiamo qualcosa di veramente originale e delizioso, alzo le mani e assaggio, prima di giudicare.

A questo proposito oggi vi presento la mia versione di tiramisù, con la premessa che dovremo iniziare la preparazione almeno 24 ore prima, poichè per una perfetta riuscita la crema dovrà raffreddare e compattarsi alla perfezione con largo anticipo.


Crema Inglese alla Birra:
Avete mai assaggiato la Crema Inglese? Se andate in paradiso assaggiando una Crema Pasticcera appena fatta, provate anche la Crema Inglese, ve ne innamorerete. Ho deciso di utilizzare questa crema per la realizzazione di questo dessert, perchè la trovo deliziosa e perchè la cottura delle uova mi garantirà quella sicurezza alimentare che non avrei utilizzando l'uovo crudo. In questa specifica versione ho caratterizzato con la Birra ed ho così ottenuto una deliziosa crema Inglese alla Birra per il mio Tiramisù.

PORZIONE PER 6 PERSONE 

Ingredienti per la Crema Inglese alla Birra:
350gr di Birra Fruttata di buona qualità
150gr di panna fresca
100gr di Tuorli
100gr di Zucchero Semolato
5gr di Maizena
un pizzico di sale 
3 fogli di colla di pesce 
250gr di mascarpone da unire a completo raffreddamento

Procedimento:
Mettere in acqua fredda i fogli di colla di pesce 
Scaldare birra e panna 
A parte montare le uova con lo zucchero e la maizena 
Unire il tutto e mettere sul fuoco mescolando con un cucchiaio di legno. La crema sarà pronta quando sul cucchiaio si formerà una patina e la crema cadrà lentamente, a 82°
Unire la colla di pesce strizzata, mescolare bene e conservare in un recipiente, coperto con pellicola a contatto
Quando la crema si sarà raffreddata mettere in frigo almeno 20ore fino ad ottenere questa consistenza

A questo punto possiamo unire il mascarpone frustando bene fino ad ottenere una crema omogenea 

I savoiardi:

Per la realizzazione di questo dessert ho preparato i savoiardi il giorno prima, che profumo inebriante nella mia cucina! Sono molto semplici da fare, vi consiglio di provarli, anche se per una perfetta riuscita sarebbe bene avere il loro stampo. Oppure, potreste cuocerli a mo di torta in una placca larga e bassa e tagliarli a quadri dopo la cottura per comporre il dolce.  


Ingredienti per i savoiardi : 

(consiglio di dimezzare le dosi)
330gr di uova
40gr di tuorli
zest di limone (buccia)
250gr di zucchero semolato
250gr di farina
2gr di lievito per dolci
75gr di fecola 

Procedimento: 
Montare le uova con gli aromi e lo zucchero 
Unire le farine con il lievito continuando a montare
Accendere il forno a 180°
Imburrare ed infarinare una teglia
Trasferire il composto in un Sac a Poche e sborsare dando una forma cilindrica piccola
Spolverare con farina in superficie 
Infornare


A questo punto non ci resta altro da fare che comporre il nostro tiramisù.
I savoiardi possono essere inzuppati in caffè zuccherato e birra calda 
Consiglio di trasferire la crema in un sac a poche per distribuirla meglio 
Far riposare in frigorifero alcune ore e spolverare con cacao amaro solamente al momento di servire.

Io l'ho trovato davvero sublime, soprattutto il giorno successivo, a 48 ore dalla preparazione!

Stefania Cunsolo - Cuoca e FoodBlogger

lunedì 25 maggio 2020

Sarde Marinate

Un antipasto fresco e leggero di grande effetto: le sarde marinate.
Economiche, buonissime, facili e veloci da preparare.


Cosa ci serve:

Sarde fresche : occorrerà pulirle, togliendo la testa ed aprirle sfilando la spina

Per la marinatura:

Sale, olio Evo, Pepe in grani, zest di limone ed il suo succo, erbe aromatiche fresche a piacere (prezzemolo, menta, basilico)




Procedimento:

  • Dopo aver provveduto alla pulizia delle sarde, le disponiamo in una pirofila oleata con tutti gli ingredienti della marinatura. Lasciamo riposare una mezzoretta.
  • Accendiamo il forno a 200° e le inforniamo 5 minuti appena. La marinatura avrà già in parte cotto le sarde ma se non disponiamo di un abbattitore consiglio appunto di procedere ad una veloce infornata 
  • Servire da sole in un piatto da antipasto oppure su crostini di pane e una fogliolina di insalata o se siete particolarmente creativi, su una mini tartina di pasta brisèe
Sono veramente deliziose ed anche il succo di marinatura ricavato.

Stefania Cunsolo - Cuoca e FoodBlogger 

Involtini marinati di Pollo e Zucchine ai due pepi

Gli involtini di oggi sono dei piccoli finger food ma di grande effetto.

Possono essere serviti in un cabaret da aperitivo nella stagione primaverile ed estiva.

Sono semplici e veloci da preparare, realizzati con ingredienti freschi.

Elementi caratterizzanti:

- Zucchine e Petto di pollo

Per la marinatura:  

- Sale, Olio Evo, Pepe in grani rosso e verde, Zest (buccia di limone grattata) ed il suo succo, Erbe Aromatiche Fresche tritate al coltello (consigliate menta, salvia, basilico)

Procedimento:

  • Affettare sottilmente le zucchine e condirle con tutti gli ingredienti della marinatura, lasciar riposare 
  • Battere sottilmente le fettine di pollo e tagliarle a striscioline, condirle con gli ingredienti della marinatura, lasciar riposare 
  • Scaldare una griglia e grigliare le zucchine 
  • Accendere il forno a 200° 
  • Preparare una pirofila da forno con poco olio evo
  • Adagiare su ogni zucchina una strisciolina di pollo ed arrotolare su se stessa, creando un involtino, disponendo tutti gli involtini sulla pirofila
  • Infornare 5minuti, il tempo necessario per la cottura del pollo
Accorgimenti:
  • Per le marinature far riposare almeno 30 minuti, ammorbidiranno gli elementi caratterizzanti creando una lieve cottura 
  • Se il taglio degli elementi caratterizzanti sarà sottile la resa e la cottura saranno rapide e migliori
  • Possiamo realizzare la stessa ricetta utilizzando il pesce in sostituzione al pollo, in questo caso consiglio la sogliola oppure il salmone affumicato. Quest'ultimo senza procedere con cottura in forno e marinandolo lievemente poichè è già saporito.
Stefania Cunsolo - Cuoca e FoodBlogger 

sabato 16 maggio 2020

Peperoni: proprietà, ricette e consigli

Il peperone è da considerarsi adatto a chi segue una dieta ipocalorica ed antidiabetica, in quanto è composto per il 92% da acqua,  4% da zuccheri, 2% da fibre e 1% proteine.

Queste percentuali ci fanno facilmente intuire che sia un ortaggio dalle proprietà diuretiche.

Ottimo anche per gli sportivi, poichè irrobustisce i muscoli.
Aumenta  inoltre la resistenza alle infezioni, possedendo una percentuale di vitamina C maggiore 4 volte tanto rispetto agli agrumi, migliora la memoria e mantiene la pelle giovane.

Sarà per questo che in Spagna lo usano in tutte le basi dei soffritti!? Poco, ma ogni giorno!
Si consiglia infatti di non esagerare con il consumo poichè facendo parte della famiglia delle solanacee, potrebbe con il tempo creare problemi digestivi.

Il consiglio generale è quello di consumare le solanacee con parsimonia ed esclusivamente nel periodo estivo, ovvero rispettandone la stagionalità.
La maturazione naturale al caldo sole estivo infatti, permette a tali ortaggi (peperoni, melanzane, pomodori) di produrre meno solanina.

Un altro consiglio, legato al metodo di cottura, è di eliminarne la buccia, in quanto la cellulosa in essa contenuta provoca molto frequentemente fastidiosi problemi digestivi.
A tal proposito quindi, se ne consiglia la cottura alla griglia o al forno, in modo da poterli pelare con estrema facilità.

Quali sono le ricette più famose realizzate con l'uso dei peperoni?

Il gazpacho in spagna -zuppa fredda- la caponata in sicilia, bagna cauda in piemonte, peperonata e pipi e patate al Sud Italia, crudi in pinzimonio, ripieni, alla griglia o perfino essicati al sole e frullati ottenendo così la comune spezia, la paprika. In questo caso si usano i peperoni rossi piccanti.

Io li adoro grigliati e pelati, per poi conditi con sale, olio evo, aglio e prezzemolo fresco.
Cucinati in questo modo sono ottimi freddi su crostini di pane come aperitivo, magari con aggiunta di acciughe, oppure già pronti per farcire una pizza, per inventare un primo piatto o come contorno per un secondo a base di carne.

La stagione dei peperoni sta per cominciare.



venerdì 17 aprile 2020

Vademecum Conservazione Alimentare ed Igiene in cucina - HACCP

disegno di Sandro Pizziolo 
Anche la mascotte del mio blog si è adeguata alle nuove norme alimentari da seguire in cucina utilizzando la mascherina! Dobbiamo solo migliorare la raccolta dei capelli!

Il momento attuale è molto complicato per tutti e abbiamo dovuto modificare le nostre abitudini anche nelle nostre cucine, sia professionali che casalinghe.

Una breve premessa:
Le norme igienico alimentari in cucina sono sempre state molto rigide, esiste infatti un Attestato denominato HACCP che tutti gli addetti ai lavori devono possedere. L'Attestato viene assegnato a tutti coloro che assistono a questa breve formazione ed ha lo scopo di Istruire Professionalmente Cuochi e collaboratori per insegnare loro le norme fondamentali  ed evitare di commettere errori in fase di preparazione, conservazione degli alimenti e molto altro.
Il Corso che qualifica gli addetti ai lavori è molto ampio ed interessante e va obbligatoriamente rinnovato ogni tre anni: data l'importanza delle informazioni è bene non dimenticare e anzi, rammentare periodicamente a se stessi come è bene comportarsi in cucina.
Credo che partecipare a questo corso possa essere utile a tutti, bambini compresi e non solamente dagli addetti ai lavori in campo alimentare, poichè i contenuti chiariscono molti dubbi ricorrenti e pareri contrastanti sull'argomento. Tutto ciò che leggerete in questo articolo, è frutto degli ultimi tre corsi HACCP che ho sostenuto.
 
In un momento di particolare interesse all'attenzione igienico sanitaria in generale, sarà senz'altro utile a tutti conoscere o approfondire alcune norme in campo alimentare per ricordare o correggere le nostre abitudini in cucina. 
MANI ed IGIENE PERSONALE: In fase di emergenza COVID19 sentiamo parlare tantissimo dell'importanza di lavare bene e frequentemente le mani, ma vorrei aggiungere che oltre al lavaggio è importantissimo asciugarle bene e non applicare creme su di esse se ci stiamo accingendo a preparare un pasto, in quanto la polvere o altre impurità potrebbero facilmente attaccarsi e contaminare i cibi. Quindi asciugarle molto bene e sterilizzarle con un detergente a base di alcol facendo assorbire perfettamente. I guanti sono sconsigliati, se non in caso di tagli o abrasioni, in quanto è molto più igienico avere delle mani lavate e sanificate frequentemente piuttosto che indossare dei guanti che ci "autorizzano" inconsciamente a toccare tutto ovunque. Possiamo utilizzare i guanti in casi eccezionali, se maneggiamo prodotti particolaremente sporchi ad esempio. Le unghie dovrebbero essere molto corte per evitare che residui di cibo si depositino all'interno. Sconsigliato anche l'uso di smalti o gel, in quanto tossici. E' molto importante prestare attenzione a come ci comportiamo in cucina, soprattutto se siamo soliti assaggiare le pietanze in fase di preparazione. Consiglio di utilizzare sempre un cucchiaio pulito e lavarlo ogni volta. Molto sbagliato sarebbe avvicinare alla bocca un pezzetto di cibo toccandolo con dita e lingua e continuare ad utilizzare le mani per cucinare!
Starnutire e tossire sempre sul gomito per evitare contaminazioni alimentari. Ovviamente cucinare con una brutta influenza e tosse non sarebbe indicato, anzi, altamente sconsigliato.
Anche la pulizia degli indumenti che indossiamo è fondamentale. quindi capelli sempre ben raccolti, coperti preferibilmente da un cappello ed abiti puliti.

IGIENE DELL'ATTREZZATURA: Se avete la fortuna di possedere una lavastoviglie, saprete benissimo che ha il potere di sterilizzare tutto ad alte temperature, quindi può essere utile lavare in lavastoviglie le spugne quotidianamente. Se non ne siamo provvisti, possiamo metterle a bagno in una soluzione di acqua bollente e candeggina in parti uguali per poi risciacquarle molto bene.
Sostituire le spugne prima che inizino a sgretolarsi. Gli strofinacci andrebbero sostituiti spesso, in alcuni casi anche ogni giorno.
Non mescolare prodotti chimici tra loro, in quanto la loro composizione potrebbe non essere compatibile con altre, rischiando di rovinare superfici o divenire abrasivi.

UOVA: Il guscio è soggetto a contaminazione batterica, per questo motivo si consiglia di lavare le mani con acqua e sapone ogni volta che le maneggiamo. Vanno inoltre conservate in una dispensa a basse temperature o nell'apposito contenitore coperto, dentro il frigorifero. Non lavarne il guscio a meno che non si debba consumarle subito. In tal caso, è ottima norma lavarle in acqua e aceto ed asciugarle bene appena prima di doverle utilizzare. Esiste in commercio ovoprodotto pastorizzato, sia uovo intero che albume e tuorli separati. Li troviamo al banco frigo e sono un'ottima alternativa, soprattutto per chi realizza molti dolci e sfrutta maggiormente i tuorli e spesso si trova a dover cestinare gli albumi in eccesso.

CONSERVAZIONE DEGLI ALIMENTI e SCONGELAZIONE: Quando acquistiamo dei prodotti dobbiamo rispettarne la catena del freddo non assoggettandoli a sbalzi di temperatura che potrebbero comprometterne la qualità. Ad esempio, se al supermercato afferriamo una busta di prodotti surgelati e notiamo che vi è presente della lieve brina sulla busta o perfino sul classico cubetto di spinaci surgelati, potrebbe significare che il prodotto ha subito uno sbalzo di temperatura nel trasporto della merce.
Dovremmo fare attenzione anche noi in fase successiva all'acquisto ad evitare tutte quelle azioni che potrebbero far subire uno shock termico ai prodotti acquistati e sicuramente riponendoli in freezer immediatamente appena rientrati in casa. Stesso discorso per prodotti quali carne, pesce o latticini vari.
Tutto ciò che riponiamo dentro il frigorifero va conservato dentro contenitori provvisti di coperchio o coperti accuratamente con pellicola trasparente, sempre.
Il frigorifero va regolarmente pulito con acqua e aceto, avendo cura di consumare sempre per primi i prodotti più vecchi, per evitare formazione di muffe che ci obbligherebbero a doverli cestinare.
Se questo dovesse accadere, gettare via sarà la cosa più sensata da fare se non desideriamo ammalarci. Ricordiamo che il botulino oltre a danneggiare la nostra vista e bloccare gli arti, può portare alla morte, a differenza della salmonella che invece porta disturbi digestivi, nausea, dissenteria. Quindi se avete di questi sintomi, provate a domandarvi cosa avete mangiato e come tali cibi erano stati conservati.

Quando decidiamo di scongelare qualcosa, il prodotto deve passare direttamente dal freezer al frigorifero e scongelarsi autonomamente. Errato passare il cibo da freezer a temperatura ambiente. Errato passare da freezer ad immersione in acqua calda o fredda. Piuttosto scongeliamo con più anticipo o usiamo il microonde con la sua apposita funzione.
Il prodotto scongelato, andrà quindi subito cucinato e consumato entro 48 ore. Dopodichè non sarà possibile ricongelarlo. Dunque o si mangia o si cestina. Non esistono altri metodi. Per questa stessa ragione infatti, consiglio di congelare sempre in piccole porzioni, in modo da poter scongelare esclusivamente ciò che siamo certi di consumare.
Se prepariamo una salsa calda tipo besciamella o un sugo, converrebbe farlo in prossimità dell'uso, prima che si raffreddi oppure aver cura che non si raffreddi, tenendola in caldo.
Se non la consumeremo tutta, la faremo raffreddare completamente a temperatura ambiente e solo dopo la riporremo in frigorifero, avendo cura di farla nuovamente bollire prima di riutilizzarla.
Nei ristoranti ovviamente useremo l'abbattitore.

MARCIA IN AVANTI: La linea di produzione non deve mai incrociare la linea dello sporco. Occuparsi della pulizia di tutte le verdure sporche e solo successivamente lavarle, tagliarle e cucinarle in un ambiente e con utensili puliti (taglieri, ciotole, coltelli). Se avremo tanto spazio a disposizione potremmo organizzarci con una zona di pulizia verdure sporche ed una zona di taglio e preparazione dei prodotti puliti. Attenzione a non commettere l'errore di sbucciare delle patate o delle cipolle - per fare due esempi banali-  appoggiando le bucce con residui di terra su un tagliere e poi tagliarle sullo stesso senza averlo prima lavato bene o ancora peggio appoggiarci sopra altre verdure già pulite.
Usare preferibilmente taglieri di plastica e se possibile, usarne uno esclusivamente per le carni, uno per i pesci, uno per le verdure e via discorrendo.

Concludo ricordando l'importanza di lavorare in una cucina sempre pulita ed ordinata, non solo per lavorare meglio a livello organizzativo, ma anche igienico.

Buona cucina a tutti!

Stefania Cunsolo - Cuoca e FoodBlogger 

martedì 9 ottobre 2018

Conferenza Macrobiotica con Degustazione


Macrobiotica : una Cucina da scoprire

Uno stile di vita, più che uno stile alimentare, uno dei migliori tra i quali ci si possa approcciare!
Sarà proprio questo il Tema della Conferenza, che si terrà a Barengo, in provincia di Novara, domenica 28 Ottobre alle ore 17, a cura di stefycunsyinyourkitchen-foodblogger gastronomica.

Il progetto del Circolo Culturale del Voltone - aquario 2012 aps., ideatore dell'evento, ben si sposa con la mission di stefycunsyinyourkitchen, essendo quest'ultima impegnata da 8 anni nella divulgazione di uno stile di cucina genuina realizzata con i prodotti del nostro territorio, promuovendo il Made in Italy.
“aquario 2012” è l’interfaccia per una società eco-sostenibile che promuove e divulga cultura e conoscenza nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente favorendo il dialogo tra le persone e i popoli. Utilizzando, in stretta sinergia tra di loro, diversi mezzi di comunicazione promuove nuovi stili di vita per un’economia consapevole in armonia con il profitto, l’ambiente e il sociale. “aquario 2012” intende favorire la diffusione dell’eco-sostenibilità, della cultura, dell’arte e dell’ambiente attraverso la comunicazione utilizzando: la televisione, il web, la web radio e promuovendo eventi e manifestazioni legate all’ambiente, alla natura, alla cultura e al sociale.
L'evento ha lo scopo di informare, condividere esperienze di vita e trasmettere la passione per una cucina sana ed alternativa all'insegna del benessere.

CONFERENZA CON DEGUSTAZIONE 
INGRESSO GRATUITO
OFFERTA LIBERA 

Gradita la prenotazione per esigenze organizzative
 ilvoltone@aquario2012.eu
stefycunsy@live.it 

martedì 28 agosto 2018

Minestrone di mia nonna - Cronaca di un pranzo estivo in famiglia


Minestrone estivo di mia nonna - rivisitato con orzo decorticato
Ricordo i pranzi estivi in una piccola cucina. A tavola eravamo in sette, riuniti in un piccolo tavolo rettangolare. La cucina si trovava in una casa nei pressi del Bosco di Manziana, nel Lazio.
Mia nonna ci chiamava perchè il pranzo era pronto e ci faceva prendere un colpo quando vedevamo i sette piatti di minestrone bollente e fumante, in piena estate, tutti stretti stretti in una cucina ancora piena di vapori e pentole che sobbollivano.
In calabrese noi dicevamo : "pentole che gugghiono e sgugghiono"..

Sì perchè mia nonna sosteneva che il minestrone andava fatto in estate, stagione in cui le verdure migliori ed adatte erano nell'orto in quel periodo! Ed aveva pienamente ragione.

Il minestrone non è un piatto invernale, ma estivo.

Lei le mattine d'estate era in piedi alle 6,30 ed il suo modo di preparare il minestrone era davvero incredibile. Già di prima mattina metteva a bollire in un grande pentolone d'acqua le verdure più lunghe da cuocere, infatti ci buttava giù dal letto per farsi aiutare a pulire i fagiolini.

Scorciolijati, scorciolijati - diceva, ovvero Sbucciate, sbucciate..
Neanche il tempo di fare colazione con uovo sbattuto e nesculì ed in giardino c'era già una terrina con i fagiolini da pulire pronta per me e mio fratello.

Tenerume di zucchine 
E così metteva dentro il suo grande pentolone prima le foglie delle piante delle zucchine, dette tenerume, poi i fagiolini, le taccole ed alcune patate tagliate a dadini, altre semplicemente in quattro spicchi. Poi la cipolla e le carote, i fagioli borlotti e le zucchine, qualche pomodoro fresco, infine i fiori di zucca. La pentola bolliva ore, ore ed ore..... i profumi delle verdure si assemblavano tra loro, i vetri della cucina si appannavano. Le verdure venivano inserite gradualmente, a distanza di una o due ore tra un'aggiunta e l'altra.
Il minestrone di mia nonna cuoceva all'infinito!


Poi con calma passava alla seconda fase di preparazione, perchè il segreto del minestrone di mia nonna era il pesto. E così verso le 11 andava nell'orto a raccogliere il basilico fresco, lo adagiava in un colapasta, lo lavava in acqua corrente e lo lasciava scolare. Nel frattempo preparava tutti gli ingredienti: olio extravergine, aglio, formaggio ed i pinoli, spesso recuperati nelle stradine dei boschi e schiacciati con una pietra in giardino per aprirne le pigne piene di resina appiccicosa (mbingiusa).


io ed il robot di mia nonna, nel 2013
Metteva tutto nel robot da cucina e quando il pesto era pronto, lo metteva in un piatto fondo, univa alcune mestolate di brodo estratto dalla pentola, recuperava gli spicchi di patate e le schiacciava con l'aiuto di una forchetta ed il calore del brodo bollente.

Ancora formaggio, grattato da mio nonno, e mescolava tutto.
La densa crema sarebbe poi finita nel pentolone, a fine cottura, per ultimo.

Se in freezer aveva ancora dei piselli e delle fave conservate, inseriva anche una manciata di quelle.

Fave e piselli - poseja 
Anche la pulizia del formaggio richiedeva tempo: era il lavoro perfetto per mio nonno, una volta faceva il cameriere, uomo molto preciso e paziente. Lui raccoglieva le croste conservate in frigorifero dentro carta del pane e ne grattava tutta la buccia, la 'scorza'. Grattava bene la parte da buttar via, poi cercava di grattugiare più che poteva la forma, il cui ricavato finiva nel pesto, mentre la parte dura veniva tuffata dentro il minestrone ed il più fortunato se la ritrovava nel piatto.

A zio Dori il minestrone della nonna piaceva senza pasta, quindi doveva ricordare di conservarne una porzione abbondante prima di versare la pasta nel pentolone.
Noi altri lo mangiavamo con la pasta corta, i ditali, zio Tonino diceva ogni volta che nel piatto "ngera chiù pasta ca minestruni" mentre mio padre diceva puntualmente che a lui il minestrone, piaceva freddo.

Ma nonostante il caldo, nonostante i piattoni abbondanti, nonostante le continue osservazioni di ognuno di noi, quando affondavamo i cucchiai improvvisamente in cucina calava il silenzio, o perlomeno si fa per dire, visto che qualcuno emetteva suoni fastidiosi con il cucchiaio, ma per fortuna a questi pose fine l'arrivo della mia zia scozzese, -Wendy detta Sven o Guenti- anni dopo.

Ce lo gustavamo tutto, fino alla fine, qualcuno faceva anche il bis.
Ed il pranzo si concludeva con la frase di mia nonna:
"E non nde voliuvu" trad. "E non ne volevate...."

Il minestrone di sola verdura, come piaceva a mio zio
Il minestrone di mia nonna era spettacolare, lo faccio tutte le estati seguendo tutti i suoi identici passaggi. Lo lascio un pò brodoso, metto poca pasta, è ottimo anche con il riso o l'orzo. L'ho fatto assaggiare a molte persone che lo hanno apprezzato. Ho l'abitudine di farne sempre un pò di più per metterlo in sottovuoto in vasi di vetro sterilizzati e poterlo conservare per l'inverno, ma alla fine, lo mangiamo sempre tutto!

E' un enorme peccato non avere una foto della nostra tavola con sette piatti di minestrone. Ma in compenso ho allegato la foto del robot di mia nonna, che attualmente si trova nella casa al mare. Un po di riposo anche per lui, dopo anni di piena, pesante attività! Ritrovarlo è stata una forte emozione.
Ho allegato alcune foto recenti del mio minestrone, che, incredibile ma vero, ha lo stesso profumo e gli stessi sapori di quello di mia nonna.

Dedico questo racconto alla mia famiglia, ai miei ricordi di bambina, alla cucina di Via delle Fontanelle, a mia nonna che non c'è più, che se leggesse questo racconto comincerebbe a ridere tenendosi la pancia e facendo muovere la dentiera, trattenendola con la bocca, pulendosi con il grembiule imbrattato di cibo.
Stefania Cunsolo - Foodblogger 

Zuppa Estiva di Cicerchia - con zucchine saltate alla crema di basilico e zest di limone

Zuppa Estiva di cicerchia con zucchine saltate alla crema di basilico e zest di limone
Ci sono alcune ricette obbligatoriamente estive o invernali, in quanto seguono la stagionalità degli ingredienti. Per questa ragione non sempre possiamo mangiare qualunque cosa ci piaccia in qualunque periodo dell'anno.

Ma che fare se siamo golosi e abbiamo una ricetta particolarmente favorita?

E' il caso della mia Zuppa di Cicerchia al profumo di limone
Nella stagione invernale amo servirla con cicoria, cavolo nero oppure cime di rapa e zest di limone. E' una Zuppa che scalda nelle fredde giornate invernali, accompagnata da crostini di pane raffermo tostato ed olio extravergine di oliva a crudo.
Ho pensato quindi di elaborare una versione estiva variandone gli ingredienti.

E' nata così la mia Zuppa Estiva di Cicerchia - con zucchine saltate alla crema di basilico e zest di limone e devo ammettere che è ancora più ghiotta di quella invernale!
Sono due zuppe deliziose, fresche e particolari, due piatti molto ricercati che entusiasmeranno sicuramente i vostri commensali.

Veniamo alla ricetta!

Ingredienti:
  • cicerchia, zucchine, cipolle, un bel mazzo grande di basilico, un limone non trattato, una patata, olio extravergine di oliva, sale integrale
Procedimento:
Basilico del mio orto
  • Sciacqua accuratamente la cicerchia e cuoci in una pentola di terracotta per circa 20 minuti, coprendo con circa due dita di acqua salata
  • Cuoci una patata di media dimensione in acqua bollente salata
  • Pulisci le zucchine e tagliale a fiammifero, falle saltare in padella con un po di cipolla tritata, sale, pepe, olio evo
  • Lava il basilico, frullalo con olio evo, sale integrale e la patata oppure usa il pesto
  • Quando la cicerchia sarà cotta, scola l'acqua in eccesso ed unisci le zucchine e la crema di basilico
  • Lava il limone e gratta la buccia per profumare la tua zuppa estiva, mescola bene, fai raffreddare e servi decorando con un ciuffo di foglie di basilico.
Fammi sapere se i tuoi ospiti hanno gradito la Zuppa Estiva di cicerchia e se lo desideri inviami la foto del tuo piatto!

Stefania Cunsolo - Foodblogger