martedì 28 agosto 2018

Minestrone di mia nonna - Cronaca di un pranzo estivo in famiglia


Minestrone estivo di mia nonna - rivisitato con orzo decorticato
Ricordo i pranzi estivi in una piccola cucina. A tavola eravamo in sette, riuniti in un piccolo tavolo rettangolare. La cucina si trovava in una casa nei pressi del Bosco di Manziana, nel Lazio.
Mia nonna ci chiamava perchè il pranzo era pronto e ci faceva prendere un colpo quando vedevamo i sette piatti di minestrone bollente e fumante, in piena estate, tutti stretti stretti in una cucina ancora piena di vapori e pentole che sobbollivano.
In calabrese noi dicevamo : "pentole che gugghiono e sgugghiono"..

Sì perchè mia nonna sosteneva che il minestrone andava fatto in estate, stagione in cui le verdure migliori ed adatte erano nell'orto in quel periodo! Ed aveva pienamente ragione.

Il minestrone non è un piatto invernale, ma estivo.

Lei le mattine d'estate era in piedi alle 6,30 ed il suo modo di preparare il minestrone era davvero incredibile. Già di prima mattina metteva a bollire in un grande pentolone d'acqua le verdure più lunghe da cuocere, infatti ci buttava giù dal letto per farsi aiutare a pulire i fagiolini.

Scorciolijati, scorciolijati - diceva, ovvero Sbucciate, sbucciate..
Neanche il tempo di fare colazione con uovo sbattuto e nesculì ed in giardino c'era già una terrina con i fagiolini da pulire pronta per me e mio fratello.

Tenerume di zucchine 
E così metteva dentro il suo grande pentolone prima le foglie delle piante delle zucchine, dette tenerume, poi i fagiolini, le taccole ed alcune patate tagliate a dadini, altre semplicemente in quattro spicchi. Poi la cipolla e le carote, i fagioli borlotti e le zucchine, qualche pomodoro fresco, infine i fiori di zucca. La pentola bolliva ore, ore ed ore..... i profumi delle verdure si assemblavano tra loro, i vetri della cucina si appannavano. Le verdure venivano inserite gradualmente, a distanza di una o due ore tra un'aggiunta e l'altra.
Il minestrone di mia nonna cuoceva all'infinito!


Poi con calma passava alla seconda fase di preparazione, perchè il segreto del minestrone di mia nonna era il pesto. E così verso le 11 andava nell'orto a raccogliere il basilico fresco, lo adagiava in un colapasta, lo lavava in acqua corrente e lo lasciava scolare. Nel frattempo preparava tutti gli ingredienti: olio extravergine, aglio, formaggio ed i pinoli, spesso recuperati nelle stradine dei boschi e schiacciati con una pietra in giardino per aprirne le pigne piene di resina appiccicosa (mbingiusa).


io ed il robot di mia nonna, nel 2013
Metteva tutto nel robot da cucina e quando il pesto era pronto, lo metteva in un piatto fondo, univa alcune mestolate di brodo estratto dalla pentola, recuperava gli spicchi di patate e le schiacciava con l'aiuto di una forchetta ed il calore del brodo bollente.

Ancora formaggio, grattato da mio nonno, e mescolava tutto.
La densa crema sarebbe poi finita nel pentolone, a fine cottura, per ultimo.

Se in freezer aveva ancora dei piselli e delle fave conservate, inseriva anche una manciata di quelle.

Fave e piselli - poseja 
Anche la pulizia del formaggio richiedeva tempo: era il lavoro perfetto per mio nonno, una volta faceva il cameriere, uomo molto preciso e paziente. Lui raccoglieva le croste conservate in frigorifero dentro carta del pane e ne grattava tutta la buccia, la 'scorza'. Grattava bene la parte da buttar via, poi cercava di grattugiare più che poteva la forma, il cui ricavato finiva nel pesto, mentre la parte dura veniva tuffata dentro il minestrone ed il più fortunato se la ritrovava nel piatto.

A zio Dori il minestrone della nonna piaceva senza pasta, quindi doveva ricordare di conservarne una porzione abbondante prima di versare la pasta nel pentolone.
Noi altri lo mangiavamo con la pasta corta, i ditali, zio Tonino diceva ogni volta che nel piatto "ngera chiù pasta ca minestruni" mentre mio padre diceva puntualmente che a lui il minestrone, piaceva freddo.

Ma nonostante il caldo, nonostante i piattoni abbondanti, nonostante le continue osservazioni di ognuno di noi, quando affondavamo i cucchiai improvvisamente in cucina calava il silenzio, o perlomeno si fa per dire, visto che qualcuno emetteva suoni fastidiosi con il cucchiaio, ma per fortuna a questi pose fine l'arrivo della mia zia scozzese, -Wendy detta Sven o Guenti- anni dopo.

Ce lo gustavamo tutto, fino alla fine, qualcuno faceva anche il bis.
Ed il pranzo si concludeva con la frase di mia nonna:
"E non nde voliuvu" trad. "E non ne volevate...."

Il minestrone di sola verdura, come piaceva a mio zio
Il minestrone di mia nonna era spettacolare, lo faccio tutte le estati seguendo tutti i suoi identici passaggi. Lo lascio un pò brodoso, metto poca pasta, è ottimo anche con il riso o l'orzo. L'ho fatto assaggiare a molte persone che lo hanno apprezzato. Ho l'abitudine di farne sempre un pò di più per metterlo in sottovuoto in vasi di vetro sterilizzati e poterlo conservare per l'inverno, ma alla fine, lo mangiamo sempre tutto!

E' un enorme peccato non avere una foto della nostra tavola con sette piatti di minestrone. Ma in compenso ho allegato la foto del robot di mia nonna, che attualmente si trova nella casa al mare. Un po di riposo anche per lui, dopo anni di piena, pesante attività! Ritrovarlo è stata una forte emozione.
Ho allegato alcune foto recenti del mio minestrone, che, incredibile ma vero, ha lo stesso profumo e gli stessi sapori di quello di mia nonna.

Dedico questo racconto alla mia famiglia, ai miei ricordi di bambina, alla cucina di Via delle Fontanelle, a mia nonna che non c'è più, che se leggesse questo racconto comincerebbe a ridere tenendosi la pancia e facendo muovere la dentiera, trattenendola con la bocca, pulendosi con il grembiule imbrattato di cibo.
Stefania Cunsolo - Foodblogger 

Zuppa Estiva di Cicerchia - con zucchine saltate alla crema di basilico e zest di limone

Zuppa Estiva di cicerchia con zucchine saltate alla crema di basilico e zest di limone
Ci sono alcune ricette obbligatoriamente estive o invernali, in quanto seguono la stagionalità degli ingredienti. Per questa ragione non sempre possiamo mangiare qualunque cosa ci piaccia in qualunque periodo dell'anno.

Ma che fare se siamo golosi e abbiamo una ricetta particolarmente favorita?

E' il caso della mia Zuppa di Cicerchia al profumo di limone
Nella stagione invernale amo servirla con cicoria, cavolo nero oppure cime di rapa e zest di limone. E' una Zuppa che scalda nelle fredde giornate invernali, accompagnata da crostini di pane raffermo tostato ed olio extravergine di oliva a crudo.
Ho pensato quindi di elaborare una versione estiva variandone gli ingredienti.

E' nata così la mia Zuppa Estiva di Cicerchia - con zucchine saltate alla crema di basilico e zest di limone e devo ammettere che è ancora più ghiotta di quella invernale!
Sono due zuppe deliziose, fresche e particolari, due piatti molto ricercati che entusiasmeranno sicuramente i vostri commensali.

Veniamo alla ricetta!

Ingredienti:
  • cicerchia, zucchine, cipolle, un bel mazzo grande di basilico, un limone non trattato, una patata, olio extravergine di oliva, sale integrale
Procedimento:
Basilico del mio orto
  • Sciacqua accuratamente la cicerchia e cuoci in una pentola di terracotta per circa 20 minuti, coprendo con circa due dita di acqua salata
  • Cuoci una patata di media dimensione in acqua bollente salata
  • Pulisci le zucchine e tagliale a fiammifero, falle saltare in padella con un po di cipolla tritata, sale, pepe, olio evo
  • Lava il basilico, frullalo con olio evo, sale integrale e la patata oppure usa il pesto
  • Quando la cicerchia sarà cotta, scola l'acqua in eccesso ed unisci le zucchine e la crema di basilico
  • Lava il limone e gratta la buccia per profumare la tua zuppa estiva, mescola bene, fai raffreddare e servi decorando con un ciuffo di foglie di basilico.
Fammi sapere se i tuoi ospiti hanno gradito la Zuppa Estiva di cicerchia e se lo desideri inviami la foto del tuo piatto!

Stefania Cunsolo - Foodblogger






lunedì 27 agosto 2018

Cruditè marinate : un'esplosione di croccantezza e colori

Ricetta estiva cruda, adatta a tutti! Per chi segue una dieta genuina e nutriente, dimagrante, glutenfree, o vegana.

Le ricette estive più richieste sono solitamente quelle veloci da realizzare e senza cottura.
Ho pensato quindi di condividere con voi un'insalatina sfiziosa, colorata e divertente, diversa dal solito, che ho ideato cucinando per una cliente.
Per prepararla ho utilizzato ciò che avevo in casa, ovvero zucchine, carote e limone, ma vi indicherò alcune varianti. Vi consiglio di utilizzare tutto ciò che vi piace, senza seguire regole precise.
Lo scopo della mia ricetta è quello di darvi idee e piccoli spunti, per poi vedervi dar sfogo alla vostra creatività, fantasia e gusto personale. Quindi attendo le fotografie delle vostre insalate, da allegare a questo post per ispirare la fantasia dei lettori che mi leggono!

Ecco come ho fatto:

Ho lavato zucchine e carote e le ho tagliate a fettine sottilissime per il verso lungo, aiutandomi con una mandolina o un pelapatate. Le ho messe in una terrina e lasciate marinare un'oretta in frigorifero con sale, olio, limone, basilico, menta fresca, semi di sesamo nero.
Più il taglio sarà sottile, più gradevole sarà il risultato.
Trascorso il tempo, gli ortaggi saranno morbidi ma croccanti, adatti anche a simpatiche decorazioni.

Marinature consigliate:
    stefycunsyinyourkitchen
  • sale integrale, olio extravergine, limone, erbe aromatiche a piacere
  • acidulato di umeboshi, olio extravergine, erbe aromatiche a piacere
  • salsa tamari, olio extravergine, erbe aromatiche a piacere
  • agro di riso, olio extravergine, erbe aromatiche a piacere
Ortaggi e frutti consigliati, rispettandone il ciclo delle stagioni:
  • zucchine chiare, carote, ravanelli, cetrioli, barbabietola rossa, finocchio, radici tipo ravanello daikon, topinambur, batata, zucca, asparagi, carciofi, cipolla rossa, funghi porcini o champignon, mele, pere, pesche, arance etc.
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Stefania Cunsolo - FoodBlogger

domenica 8 luglio 2018

VegetaBalls : Okara di Quinoa ed Amaranto arricchita e dolcificata Naturalmente


VegetaBalls : Dalla okara di Quinoa ed Amaranto, ad una Naturale squisita dolcezza!
Okara di Quinoa, Amaranto e Mandorle.
Te ne parlerò nel mio prossimo articolo sull'Autoproduzione delle bevande vegetali estive!
Oggi ti spiegherò come sfruttare gli scarti dell'estrattore per realizzare queste piccole Balls!
Nello specifico stiamo parlando dell'Okara.
Precisiamo:  
L'Okara è la definizione data al residuo della preparazione della bevanda a base di soia, ma oramai viene utilizzato questo nome anche per definire gli scarti delle bevande realizzate con altri prodotti, non esclusivamente con la soia.  

La cucina che ti propongo tra le pagine di questo blog, si rivolge quotidianamente all'arte del saper auto produrre in casa e poter sfruttare ogni parte del cibo che acquistiamo, producendo meno scarti possibili. Sappiamo che tutto ciò che è scarto organico può arricchire la forza dei terreni coltivabili, ma se possiamo utilizzarli nelle nostre tavole, ancora meglio!

Vediamo dunque come sono nate queste VegetalBalls e come possiamo realizzarle facilmente in casa con poche, semplici mosse.
Le ho volute chiamare VegetalBalls proprio perchè tra gli ingredienti troviamo tutti prodotti vegetali, inoltre ricordano le ormai famose "ChocoBalls*" che ho ideato recentemente prendendo spunto da una ricetta tradizionale della cucina calabrese di mia nonna, rivisitandola con la collaborazione di Silvia Bianco qualche tempo fa.  L'aspetto è simile, ma gli ingredienti sono completamente diversi!

Durante la conferenza del 5 Giugno presso BioBottega a Torino, ospite di Silvia Bianco, Terapista Alimentare, ho spiegato ai presenti come realizzare in casa le bevande vegetali - più comunemente conosciute come "latte vegetale" - anche se di "latte" non si tratta. Ho spiegato che l'okara poteva essere utilizzato per fare il pane o dei dolcetti.
Oggi vi spiego come ho fatto i dolcetti che vedete in foto!

Dopo aver preparato le tre bevande vegetali, ho conservato in frigorifero per circa 24 ore l'okara di quinoa, mandorle e amaranto. Trascorso questo tempo, ho unito ad essa altri ingredienti fino ad ottenere non solo la giusta consistenza, ma anche un sapore che appagasse il palato dei più esigenti e golosi, ma in maniera naturale, come piace a noi!

Come ho spiegato in conferenza, sono diversi i prodotti che possiamo utilizzare per dolcificare senza utilizzare lo zucchero: ho parlato del malto di orzo, della frutta essiccata come albicocche, prugne o uva passa.

Ma vediamo cosa ho messo dentro le mie VegetalBalls:

Ingredienti:
  • okara di quinoa, amaranto e mandorle (che abbia riposato in frigo almeno 24 ore)
  • malto di orzo
  • scaglie di cioccolato modicano (senza zucchero)
  • uva passa
  • olio di cocco (serve per solidificare quindi non utilizzare olii differenti)
  • granella di pistacchio
  • semi di sesamo nero
  • cannella
  • polvere di arancia essiccata
Procedimento:
  • Assemblare tra loro tutti gli ingredienti: non ti scrivo le dosi precise, non occorrono. Assaggia il composto e se lo desideri più dolce aggiungi dell'uvetta. Malto ne occorre poco, cioccolato, se sei goloso.... abbonda! Sarà piacevole masticarne i pezzetti duri durante la tua degustazione. Ovviamente anche gli ingredienti possono variare a seconda dei tuoi gusti personali. Consiglio le noci, i mirtilli o frutti rossi misti essiccati, le nocciole tostate, le prugne se non gradite l'uva passa...insomma quello che vi piace di più! 
  • Mescola bene e realizza delle polpettine da passare nella tua granella preferite, io ho usato la polvere di arancia essiccata, la cannella e i pistacchi.
Sono certa che queste VegetalBalls ti conquisteranno e sono sicuramente un modo sano per togliere la voglia di dolce. Inoltre è un dessert leggero, semplice, fresco.
Una VegetaBalls tira l'altra! Visto il contenuto energetico della frutta secca e dei carboidrati seppur leggeri ed adatti all'estate, Ti consiglio di assaporarle a metà mattinata come spuntino.

Qui sotto, Il video della mia breve conferenza, dal canale youtube:




*la ricetta delle ChocoBalls è stata inserita all'interno dell'Abbonamento Alimentare ideato da Silvia Bianco volto a risolvere problemi di salute.
Per informazioni sull'abbonamento potete scrivere a : silvia@cucinaincambiamento.com

Stefania Cunsolo - FoodBlogger



giovedì 7 giugno 2018

Farro primaverile con pesto croccante e besciamella di piselli


Da alcune settimane sto seguendo la cura depurativa e sgonfiante con il decotto di clorofilla del quale ti ho parlato in un precedente articolo, scritto in collaborazione con Silvia Bianco, Terapista Alimentare di cucinaincambiamento.com,

Al mattino bevo il brodo, ma come recuperare i ciuffi di carota in eccesso?

Ho realizzato un pesto, o se preferisci, una crema, frullando i ciuffi precedentemente cotti con un cucchiaino di olio extravergine, del sale integrale ed una manciata di frutta secca a piacere. Questo pesto, insieme alla mia besciamella di piselli alla menta senza glutine, sono stati il condimento del mio farro primaverile!

Il piatto può essere servito a piacere sia caldo che freddo. La presenza della menta in foglie utilizzata nella besciamella dona un tocco di freschezza molto gradevole al piatto, la croccantezza della frutta secca lo rende sfizioso ed il pesto con i ciuffi di carota completa il piatto!
besciamella di piselli alla menta - senza glutine nè lattosio
La besciamella può essere usata come condimento dei chicchi di farro o semplicemente versata sopra a mò di crema. Vi piacerà sicuramente! Si tratta di una besciamella senza lattosio, nè glutine, adatta anche a chi segue una dieta vegana.
La ricetta completa:
Ingredienti per due persone :
Per la cottura del farro:

  • 160gr di farro
  • 320gr di acqua (si può adoperare il brodo di clorofilla)
  • un pizzico di sale integrale
Per il pesto di ciuffi di carota:

  • una manciata di ciuffi di carota già cotti
  • una manciata di frutta secca tostata a piacere - pistacchi, nocciole, noci, mandorle - 
  • un cucchiaino di olio extravergine di oliva
  • sale integrale
Per la besciamella di piselli:

  • 2 cucchiai di farina di riso
  • 2 cucchiai di farina di piselli
  • sale integrale
  • olio extravergine di oliva
  • una foglia di menta
  • mezzo litro di acqua

Procedimento:

  • Far bollire dell'acqua, pulire i ciuffi delle carote, tagliarli grossolanamente e far cuocere circa 15 minuti
  • Scolare i ciuffi, tritarli con il resto degli ingredienti per la preparazione del pesto
  • Prepariamo la besciamella mettendo in un pentolino, nel seguente ordine: olio, sale, farine, acqua versata gradualmente, mescolando con un frustino, un paio di foglie di menta fresca (non esagerare con la menta) facciamo cuocere, mescolando di tanto in tanto con il frustino, per circa 15 minuti.
  • In una pentola, mettiamo 320gr di brodo di clorofilla con 160gr di farro e del sale, copriamo, portiamo ad ebollizione, abbassiamo la fiamma e lasciamo cuocere per assorbimento.
  • Sgraniamo il farro, uniamo il pesto 
  • Componiamo il piatto con la besciamella fresca e serviamo!
Puoi trovare altre idee per consumare il ciuffo delle carote seguendo questo link: Ciuffo di carota: Ricette e Consigli

Consigli per gli acquisti: Il Farro che ho adoperato per questa ricetta è coltivato naturalmente in Abruzzo, a Capestrano dall'Azienda Terre del Tirino : www.terredeltirino.it

Spero che la ricetta ti sia piaciuta, in tal caso, condividila con i tuoi amici!
Il prossimo articolo: Autoproduzione di bevande vegetali con dolcificanti naturali : "latte" di mandorla, avena, quinoa, amaranto. 
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Stefania Cunsolo - FoodBlogger 


lunedì 21 maggio 2018

La guida naturale per sgonfiarsi in tre giorni - il Video

Presentazione E-Book 'SGONFIATI'
A cura di Silvia Bianco
Terapista Alimentare di Cucina in cambiamento
IN QUESTO VIDEO:
I consigli in pillole di stefycunsyinyourkitchen per una cucina etica sfruttando tutte le parti delle verdure, senza scarti.
I consigli di Silvia per una sana guida alimentare volta allo sgonfiamento.

...inoltre...
Presentazione Progetto "Cambiamento in your Kitchen"
a cura di Silvia e Stefania
Consegna a domicilio (inyourkitchen) dei piatti del Menu Naturale Organizzato ideato da Silvia in chiave macrobiotica e cucinati da Stefania con prodotti genuini senza pesticidi chimici.
Per saperne di più:
stefycunsy@live.it - stefycunsyinyourkitchen.com
silvia@cucinaincambiamento.com - cucinaincambiamento.com


Colgo l'occasione per invitarvi a Torino presso Bio Bottega di C.so Adriatico 26 alla prossima conferenza dove vi racconteremo altre nuove curiosità per una cucina genuina e salutare:
Si parlerà di :
segreti, trucchi ed alimenti per sgonfiarsi
dolcificanti naturali creati in casa
come autoprodurre bevande vegetali con #cereali integrali!
Progetto #cambiamentoinyourkitchen & menù naturale organizzato
☑️Info e prenotazioni :
stefycunsy@live.it - silvia@cucinaincambiamento.com
L'ingresso è gratuito, la prenotazione necessaria!
Vi consiglio di affrettarvi perchè lo spazio è ristretto ed i posti sono limitati!
Tutti i presenti saranno omaggiati della copia dell'E-Book di Silvia!
Vi aspettiamo!
Silvia e Stefania - Terapista Alimentare & FoodBlogger 

venerdì 18 maggio 2018

Ciuffo di Carota: Ricette e Consigli utili per sfruttarlo in cucina



Carote con ciuffo: fresche, appena raccolte, ricche di proprietà!
Delle carote non si butta via niente, ma come possiamo sfruttarne ogni minima parte in cucina?

Il modo più pratico e comune per utilizzare il ciuffo di carota è inserendolo tra gli ingredienti per realizzare la classica frittata, ma oggi vi racconterò altri metodi utili e salutari per consumarlo.

Di solito il ciuffo delle carote è abbondante, spesso si corre il rischio di non utilizzarlo tutto, lasciandolo involontariamente appassire in frigorifero per poi gettarlo nel bidone dell'umido.

Ecco i miei consigli per utilizzarlo in varie preparazioni, sia cotto che crudo:
estratto di polpa di carota

  • Sbollentare in acqua non salata il ciuffo di carota tritato grossolanamente
  • Filtrare e mettere da parte il ciuffo 
  • Berne il succo oppure utilizzarlo per cuocere il riso, per cuocere la pasta, per fare la zuppa di miso o il minestrone o minestre varie in generale, per cuocere altre verdure oppure farlo raffreddare e bagnare le piante.
  • Con il ciuffo cotto possiamo ricavare delle frittate, farinate, fare il pesto, condire la pasta, condire il riso, le verdure, aggiungerlo agli ingredienti per le vostre polpette, quiche, torte salate, salatini etc..
  • Il ciuffo crudo invece, può essere estratto nella sua interezza - quindi stelo compreso - utilizzando un estrattore o una centrifuga e possiamo ricavarne il succo, magari associato alla stessa carota o altri frutti ed ortaggi, per allungarlo e renderlo gradevole al palato.
  • La polpa dell'estratto non va buttata, ma può essere riutilizzata per farne polpette o altre preparazioni, come detto sopra.
Ma adesso Silvia Bianco, Terapeuta alimentare ed Operatore olistico ad indirizzo nutrizionale, ci spiegherà come sgonfiare la pancia e come ridurre la cellulite realizzando il Decotto di Clorofilla realizzato appunto con le foglie fresche delle carote! Silvia ci scrive:

Secondo la medicina tradizionale cinese, le foglie del ciuffo di carota sono Yin, quindi espansive e rilassanti. Contengono le medesime vitamine delle carote e vanno utilizzate immediatamente in modo da poterne estrarre al massimo i benefici. 
 Il decotto di clorofilla è un rimedio specifico della terapia alimentare utilizzato per sgonfiare e depurare il fegato sciogliendone gli accumuli. Se ad esso aggiungiamo anche del succo di limone, questo agisce sulla cistifellea contribuendo allo scioglimento dei grassi profondi tra i quali anche quelli localizzati nelle gambe, ovvero la cellulite. Aiuta inoltre lo scioglimento delle tossine corporee, per questo si consiglia di berlo preferibilmente al mattino appena svegli, prima di fare colazione. 
Si può bere anche prima di cena, o lontano dai pasti, a digiuno o durante il pomeriggio, ad esempio in ufficio. Si consuma a piacere, caldo o a temperatura ambiente.
La 'cura' con il decotto va seguita almeno per 1 mese e va associata ad un'alimentazione a base di cereali integrali, verdure e legumi, avendo cura di masticare sempre molto bene. 
                    Rimettendo ordine all'alimentazione la pancia si sgonfierà 
Decotto di Clorofilla 
Tale rimedio è mirato per sgonfiare, soprattutto nella parte bassa della pancia, gonfiore spesso localizzato in tale punto a causa di un sovraccarico e grossa tensione all'interno del fegato.  
Il decotto si può preparare con tutte le foglie verdi, non solo con il ciuffo di carota, ad eccezione di spinaci, salvia, prezzemolo, biete, poichè essendo queste molto yinn, toglierebbero troppo calcio alle ossa, soprattutto in un'alimentazione vegana o vegetariana. 

Come realizzare il 
DECOTTO DI CLOROFILLA : LA RICETTA 
  • far bollire 1 tazza di acqua 
  • aggiungere mezza tazza di ciuffo di carota tritato grossolanamente 
  • far bollire circa due minuti, filtrare, a piacere aggiungere qualche goccia di succo di limone e bere.


mercoledì 9 maggio 2018

Piselli Freschi : Proprietà, Curiosità e 10 Ricette Genuine per consumarli


Piselli Freschi: Dono Primaverile!
Adoro sgranarli, sentirne il profumo soave del baccello ed il sapore fragrante che va perduto nella surgelazione o nella conservazione industriale nei barattoli di latta, il cui inscatolamento ne riduce il valore nutrizionale.

In questo articolo vi spiegherò quali sono i modi migliori per conservarli e consumarli, con i motivi annessi! Vedremo anche le loro proprietà e le fotografie del mio raccolto in un campo nei pressi di boschi del Novarese di alcuni anni fa!

Il periodo di raccolta è dall'inizio della Primavera fino ad Estate inoltrata.
E' un lavoro da svolgere pazientemente che richiede tempo, molti contadini spesso lo lasciano fare agli appassionati come me, che considero un dono prezioso raccogliere dal campo ciò che la terra ci offre!

I piselli sono leggeri e digeribili, 52kcal per 100gr di prodotto, non causano infatti problemi di meteorismo, sono composti per l'80% da acqua, proteine vegetali, fibre, sali minerali, vitamine e carboidrati.

Tengono a bada colesterolo e glicemia, fanno bene al cuore e alla circolazione, aiutano il sistema immunitario, sono diuretici e contrastano la stitichezza, alleviano i disturbi in menopausa, aiutano intestino e digestione!

Dopo il raccolto, i piselli si possono consumare in modi differenti:

  •  freschi appena sgranati, cotti o crudi 
  • surgelati da crudi, riposti in sacchetti da freezer e consumati e cucinati all'occorrenza senza fase di scongelamento 
  • precotti e conservati in sottovuoto 
  • secchi - si trovano in commercio i piselli spezzati
  • trasformati in farina e pasta

I piselli vengono classificati come legumi, anche se non tutti sanno che l'utilizzo fresco può essere considerato un contorno al pari di una verdura perchè il quantitativo proteico dei piselli è maggiormente concentrato in quelli secchi, a seguito della disidratazione, dove accresce il quantitativo di fibra e proteina.

Per la conservazione in sottovuoto:
Se desiderate mettere i piselli freschi appena raccolti in sottovuoto, potete fare una lieve cottura a vapore di circa 5 minuti, riporli in vasi di vetro sterilizzati, coprire con acqua bollente salata, chiudere, capovolgere e portare a raffreddamento. Portare i vasetti ad ebollizzione per circa 15 minuti, avvolgendoli con un panno di cotone e coperti d'acqua. Far raffreddare dentro la pentola senza aprire e conservare in dispensa per alcuni mesi.

Piselli freschi in sottovuoto

Le mie ricette:

Lasagna di sedano rapa e patate con besciamella di piselli alla menta
Sformato di quinoa con crema di piselli
Miglio e piselli freschi 
Orzo in insalata estiva
Insalata russa Vegan Macrobiotica
Vellutata di piselli freschi 
Crema con bucce di piselli freschi 
Riso Integrale con piselli freschi 
Antipasto di Tartine Thaine con germogli freschi

Stefania Cunsolo - Foodblogger e Cuoca a domicilio