giovedì 21 aprile 2016

Marmellata di Arance Tarocco di NaturalMente Contadini

Il momento migliore per preparare la marmellata di arance è al termine della stagione, quando raggiungono il massimo della loro dolcezza e maturazione, ovvero tra marzo ed aprile. Circa due settimane fa ho ricevuto le ultime casse di arance dai ragazzi di NaturalMente Contadini con le quali sto preparando un pò di marmellate per le colazioni o per farcire i miei dolci. Potete trovare qui la mia ricetta.Se però non avete fatto in tempo ad ordinare le ultime arance disponibili, non preoccupatevi, perchè ci hanno pensato direttamente loro, i ragazzi di NaturalMente Contadini a confezionarne. Hanno raccolto gli ultimi esemplari dal loro aranceto e ne hanno prodotte in formati di differenti dimensioni, acquistabili in confezioni da 6 o da 10. La particolarità della marmellata da loro prodotta, a differenza dalla mia, è stata realizzata con l'arancia nella sua interezza, parte bianca compresa, questo le conferisce un lieve retrogusto amarognolo.Ho gradito molto il gusto della marmellata soprattutto dopo la conservazione in frigorifero e sono certa che accostata a dei dolci al cioccolato sarà fantastica! Proverò a realizzare dei dolcetti o dei cioccolatini, sperando di non terminarla a cucchiaiate, perchè fredda da frigorifero è davvero deliziosa! 
INGREDIENTI:  Zucchero di canna, Arance, succo di limone. Senza conservanti nè coloranti.

Per informazioni sull'acquisto ed i prezzi, contattare direttamente Carmelo via mail: naturalmentecontadini@gmail.com 

mercoledì 30 marzo 2016

Progetto Germogli - Armonizziamo il nostro corpo curandolo e nutrendolo


Questa sera vi presento il progetto germogli , ideato dalla fusione di tre menti creative:


Il progetto germogli è volto ad educarci e curarci ogni giorno autonomamente con metodi naturali e casalinghi, in modo da poter prevenire eventuali malanni o indebolimenti fisici che ci costringerebbero ad intervenire con rimedi velocemente efficaci ma poco salutari. Ognuna di noi ha il proprio bagaglio di esperienza lavorativa e professionale che fuso insieme, può collegare vari aspetti della vita di tutti i giorni contribuendo con efficacia a far germogliare  i frutti di coloro che insieme a noi desidereranno seminare la giusta prevenzione.


Manuela, la nostra erborista ci spiega infatti che
..fare uso delle erbe officinali e' una prevenzione, significa avere cura del proprio corpo per evitare che si creino danni irreparabili dove bisogna intervenire con i prodotti di sintesi. Non tenendo conto delle difese immunitarie, il corpo si indebolisce e al primo raffreddamento ci sentiamo spossati perche' ci accorgiamo troppo tardi di non avere preso vitamina C oppure Echinacea. L'intestino e' pigro e non pensiamo che potremmo aiutarlo bevendo piu' acqua o facendo piu' uso di fibre (siano esse sotto forma di ortaggi o frutta ) così  prendiamo un lassativo di sintesi che altro non e' che un farmaco che l'intestino avverte come "intruso" ed espelle. Il corpo va educato giorno dopo giorno a funzionare bene. Io penso al nostro corpo come ad un'autovettura: non basta dare carburante bisogna tenerlo bene, e tenerlo bene significa amarlo e farlo funzionare correttamente..
Francesca, Operatrice Shatsu aggiunge che
..prendersi cura di se stessi con consapevolezza vuol dire prima di tutto, anche imparare a conoscersi. Siamo abituati ad affidare a qualcuno la nostra cura: un medico, uno specialista, che ci "propone" una soluzione possibile, sulla base di cio' che noi in breve tempo gli abbiamo raccontato. Ma cosa gli raccontiamo di noi stessi? Raccontiamo i sintomi, dei quali non conosciamo le cause, sperando che il medico azzecchi la cura. Ma prendersi Cura di noi stessi tutti i giorni è possibile? SI, è possibile se ci conosciamo e soprattutto se vogliamo conoscerci.  Se conosciamo come funzioniamo e sappiamo che anche semplici gesti quotidiani , che noi sottovalutiamo come il cucinar bene, come l'ascoltarsi nei momenti in cui non siamo in forma, e come collaborare con la natura, abbiamo in mano il potere della consapevolezza, della conoscenza e dell'auto guarigione, emozionale e fisica. La parola Auto guarigione spaventa, proprio perchè non abbiamo fiducia in noi. La fiducia la troviamo se percorriamo un percorso mano nella mano con il nostro sentire. In questo incontro e  nei prossimi, proporremo come portare benessere nella vita quotidiana, con gesti semplici ma potenti e attenzioni verso di noi..
Il sapere di Manuela e Francesca, sarà accompagnato ad una guida teorica e degustativa su come aver cura di se stessi tramite una cucina sana e genuina, fatta di sapori semplici ed antichi, con prodotti italiani e non trattati chimicamente. I piatti saranno sempre collegati alla pianta del mese, della quale ci parlerà la nostra erborista Manuela.

In occasione del primo evento di germogli trascorreremo il pomeriggio insieme come segue:

  • Inizio ore 15,30 
  • Tisana di benvenuto e presentazioni
  • Il progetto germogli 
  • Buffet a cura di stefycunsyinyourkitchen 
  • Raccolta adesioni 
L'evento del 16 Aprile ha lo scopo di presentare gratuitamente il progetto in vista delle prossime date.
Chi lo desidera può contribuire con un'offerta per le spese sostenute per la preparazione del buffet. 

INFO E PRENOTAZIONI: stefycunsy@live.it - 3207159087 



giovedì 24 marzo 2016

Ceci Nostrani - Cottura e sterilizzazione


A volte sono le cose semplici a catturare la nostra attenzione.
In cucina sono i profumi genuini senza troppi fronzoli, dove sentiamo i sapori veri dati dal prodotto principale, non dal condimento. E' il caso dei ceci che vedete in foto, preparati pochi giorni fa. Dopo la cottura, ne ho assaggiato il brodo: acqua, ceci, foglie di alloro fresche e sale. Nient'altro. Eppure lo avrei bevuto tutto, se non fosse stato necessario per la conservazione in vasi sterilizzati.

Qual è il segreto di tanta bontà, se non nella qualità di tale legume?
I ceci  nostrani che vedete in foto, sono stati coltivati dall'Azienda Terraculta, che ho visitato personalmente qualche anno fa. Ci troviamo a Benevento, Pietrelcina per la precisione, dove Mario e Rita coltivano legumi antichi, da semi auto riprodotti da decenni, come questi ceci, da ben 50 anni. E si sente. Si sente la genuinità del legume, il suo sapore, quello vero, non modificato da pesticidi chimici. Sono talmente buoni che appena li ho cotti, avrei voluto mangiarli tutti così, a cucchiaiate, senza condimento, senza bisogno di una ricetta da Chef Stellato, ma in purezza.. e queste sensazioni possono trasmettercele solamente i prodotti veramente coltivati in maniera naturale.

Ho pensato di cuocere tutto il pacchetto e di sterilizzarne una parte, in modo da averli già pronti in dispensa all'occorrenza.

Consigli per la cottura:
Si dice che i legumi vanno tenuti a bagno per una notte intera. Successivamente si può procedere con la cottura. Vero o Falso?
Diciamo che non c'è una verità assoluta, i tempi di ammollo dipendono da molti fattori, quali la freschezza del legume e la qualità, visto che non tutti i legumi sono uguali. Se dovessimo mettere a bagno dei legumi molto vecchi infatti, una notte di ammollo potrebbe non essere sufficiente, con il rischio che restino crudi ed indigesti.
Come regolarsi allora? Sarà sufficiente metterli a bagno e procedere con la cottura solo quando saranno raddoppiati di volume.
Cuocerli con un paio di foglie di alloro e/o alga kombu ed acqua fredda, coprendoli di almeno 3 dita, aggiungendo il sale solamente a fine cottura. Se cotti in pentola di terracotta, dal momento in cui questa va in ebollizione, saranno sufficienti 30 minuti.

Come sterilizzare i vasetti vuoti:
I vasetti vanno sterilizzati senza coperchio, quest'ultimo deve essere nuovo o in buono stato. Possiamo farli bollire circa 30 minuti in acqua bollente oppure metterli per lo stesso tempo in forno a 160°

Come si procede alla sterilizzazione:
Quando i vasi saranno tiepidi ed i ceci cotti e bollenti, possiamo riempirli avendo cura che il liquido di cottura non raggiunga i bordi. Se riempiti eccessivamente potrebbero aprirsi nella fase di raffreddamento e tutto il lavoro sarà stato inutile. Riempiamo e chiudiamo bene con i tappi, capovolgiamo e lasciamo raffreddare a testa in giù. Quando saranno completamente raffreddati, facciamo una lieve pressione con un dito al centro del tappo. Se fa click la sterilizzazione non è andata a buon fine. Conservare in frigorifero e consumare in tre giorni o congelare. Se non fa click la sterilizzazione è andata a buon fine e possiamo avvolgerli in un canovaccio di stoffa e riporli in una pentola piena d'acqua. Facciamo cuore 30 minuti e lasciamo raffreddare senza aprire la pentola. Verifichiamo che tutti i vasi siano perfettamente chiusi, asciughiamo e conserviamo in dispensa. Se ne consiglia il consumo entro poco tempo, non oltre sei mesi. 

N.b. Questo metodo è valido anche per la conservazione dei succhi di frutta, marmellate, passate di pomodoro etc.

Stefania Cunsolo - Food Blogger 

Info e ordini per acquisto legumi biodiversi, senza concimi chimici: terraculta@live.it


martedì 22 marzo 2016

Torta di mele senza glutine - con farina di riso venere

Circa 10 giorni fa ho messo alla prova gli utenti della mia pagina chiedendo loro di indovinare l'ingrediente segreto che ha dato all'impasto di questa torta il colore nero, anticipando che non si trattava di cioccolata.

Sono state date decine e decine di risposte, alla fine, dopo qualche suggerimento, è arrivata la risposta esatta: la farina di riso venere di Cascina Artusi.

Quando per la prima volta ho guardato sul sito di Artusi i prodotti disponibili, è stata proprio questa farina a catturare la mia attenzione, poichè non l'avevo mai vista prima.

Quando finalmente l'ho avuta tra le mani sono rimasta colpita dal suo profumo, veramente incredibile. Con questo prodotto, macinato a pietra direttamente dal mulino di Cascina Artusi, si possono realizzare specialità sia dolci che salate, senza glutine. Ve l'avevo già mostrata in occasione delle castagnole carnevalesche, il cui impasto, fritto, era risultato davvero eccezionale come sapore, resa e consistenza, al punto da preferirlo a quello chiaro con farina di riso bianco. Oppure sottoforma di pasticcino con crema pasticcera vegan e lamponi ed inoltre, seguendo le indicazioni del pastrichef Massimo Bonanomi, ho provato anche dei piccoli panini da aperitivo.

Le preparazioni alle quali si presta sono molteplici, occorre solo provare e scegliere le vostre preferite!
Una cliente di Cascina Artusi la usa per le sue crepes da colazione, sulle quali spalma la sua marmellata!


I particolari della torta:
La torta è vegana e senza glutine.
Per renderla soffice senza ricorrere all'uso delle uova montateho sfruttato le caratteristiche della farina di grano saraceno - anch'essa priva di glutine e macinata a pietra dalla medesima azienda - con l'accorgimento di setacciarla in modo da renderla meno fibrosa. Ho scelto inoltre di usare un grasso vegetale auto prodotto in casa: una sorta di burro realizzato passando al minipimer il latte vegetale con l'olio di girasole spremuto a freddo, esattamente come si fa per la maionese. Ne si ottiene una consistenza soffice, pronta da amalgamare al resto degli ingredienti.
La teglia che ho utilizzato per questa torta è di diametro 18cm.

Ingredienti per la preparazione del burro vegetale:

Ingredienti per la torta:

Procedimento:

  • Per prima cosa prepariamo il burro vegetale passando al minipimer gli ingredienti utilizzando un vaso di vetro stretto e lungo (fondamentale), tenendo l'elettrodomestico immobile per i primi 15 secondi. Facciamo riposare in frigorifero.
  • Amalgamiamo in una ciotola il resto degli ingredienti, ad esclusione delle mele, mescolando con una frusta per evitare la formazione di grumi.
  • Inseriamo anche 90gr del burro vegetale ottenuto, mescolando bene
  • Accendiamo il forno
  • Passiamo poco olio di girasole nella teglia avendo cura di passare tutti i bordi
  • Tagliamo le mele, più ne mettiamo più la torta sarà buona
  • Inseriamo le mele all'impasto e versiamo nella tortiera senza necessità di infarinare
  • Cottura a 150° per circa 40 minuti*
  • Lasciar raffreddare e servire
Prima della cottura, con zucchero grezzo cosparso di sopra

La cottura:
Ho indicato tempi e temperatura utilizzati nel mio forno, tenendo conto che la cottura lenta ma prolungata garantisce una buona cottura della torta.

A piacere, si può servire fredda da frigorifero
Per realizzare questa ricetta ho utilizzato i prodotti di Cascina Artusi e tuttoilbiologico

Per ordinare i prodotti di Cascina Artusi potete inviare una mail a: ordiniartusi@gmail.com 
Per ordinare i prodotti di tuttoilbiologico potete scrivere a me una mail in modo da ricevere il codice sconto per i vostri acquisti online: stefycunsy@live.it 

giovedì 17 marzo 2016

Crema all'amaretto con scorza di arancia caramellata e cannella


Era da tempo che pensavo a questi accostamenti, a questa ricetta. tuttoilbiologico mi aveva inviato dei deliziosi amaretti ed ho pensato di adoperarli per realizzare qualche ricetta, anche se.. uno tira l'altro ed a colazione con il latte e caffè sono un ottimo modo per iniziare la giornata!

Questi amaretti infatti sono morbidi, delicati e l'etichetta mi ha colpito subito:

Ben il 47% come primo ingrediente di miscela di mandorle dolci ed amare biologiche, zucchero di canna, albume, aroma naturale e carbonato di ammonio. Quest'ultimo altro non è che la più conosciuta ammoniaca per dolci. Niente farine, niente ingredienti sgradevoli.
Potete acquistarli online presso lo store tuttoilbiologico e se desiderate uno sconto dedicato ai lettori di stefycunsyinyourkitchen, potete richiedermelo inviandomi una mail: stefycunsy@live.it

Gli amaretti non sono gli unici ingredienti speciali di questo dessert, come vedete dalla foto ci sono anche le scorze di arancia caramellata. Per realizzare queste deliziose scorzette occorre acquistare delle arance non trattate e per questo non posso non consigliarvi quelle dei ragazzi di NaturalMente Contadini & Terre di Palike, dei quali vi ho parlato in diversi articoli negli ultimi mesi.
Sono arance coltivate senza uso di sostanze tossiche, l'agrumeto si trova ai piedi dell'Etna, il loro sapore è indescrivibile, mai assaporata tanta dolcezza.
Quando avrete assaggiato le arance di Carmelo ed i suoi collaboratori, non potrete più farne a meno.
Allego a fondo articolo i dati per contattarli ed ordinare le loro arance, ancora disponibili e ancora dolci e succose fino ai primi di Aprile!

Ma ora che abbiamo i due ingredienti speciali, siamo pronti per realizzare una ricetta speciale.

Ingredienti per due coppette di medie dimensioni:

Per le scorze caramellate

  • bucce di arancia 
  • La raccolta delle arance di NaturalMente contadini 
  • zucchero integrale grezzo di canna q.b.
Per la crema "simil" pasticcera :
  • 300gr di latte di soia 
  • la scorza di un'arancia tagliata sottile
  • una stecca di cannella
  • un cucchiaio di zucchero integrale grezzo di canna
  • uno o due amaretti 
  • un cucchiaino di gomma di guar (addensante)
Amaretti di tuttoilbiologico.it 
Procedimento: 
  • Con un pelapatate ricavare la buccia delle arance, sottilmente, senza la parte bianca.
  • Metterla a bagno in acqua per qualche ora
  • Tagliarla a fettine sottili e farle appassire in una padella con lo zucchero fino a quando non saranno caramellate. A piacere si può unire della cannella in polvere. Tenere da parte.
  • Far riposare la buccia di un'arancia tagliata sottile come spiegato prima, dentro il pentolino con il latte, l'amaretto sbriciolato e la stecca di cannella, per alcune ore, se possibile.
  • Portare ad ebollizione, eliminare la buccia d'arancia e la stecca di cannella ed unire la gomma di guar
  • Mescolare con un frustino per evitare la formazione di grumi ed attendere che addensi lievemente
  • Trasferire il tutto nelle coppette e decorare con le scorze di arancia caramellata ed un amaretto da pucciarvi sopra.
  • Ottima sia calda, che fredda da frigorifero
  • Raffreddando, riposando, si addenserà ulteriormente.
Buon dessert da Stefania Cunsolo - Food Blogger 


Per acquistare o per richiedere informazioni sull'acquisto delle arance di  NaturalMente Contadini: potete scrivere una mail a : naturalmentecontadini@gmail.com 

giovedì 10 marzo 2016

Delizie di Langa - Laboratorio artigianale prodotti tipici piemontesi

In questi ultimi anni il problema dell'intolleranza al glutine ha cambiato la vita a molte persone e se un tempo i celiaci erano uno su un milione ed andavano a fare la spesa in farmacia o nei negozi specializzati, oggi non è più così, i celiaci sono aumentati tantissimo e mentre facciamo la spesa, troviamo la dicitura "senza glutine" praticamente ovunque.

Gli scaffali sono pieni di prodotti con certificazione gluten free ed anche nelle corsie di prodotti tradizionali troviamo etichette che informano il consumatore se il prodotto contiene glutine o meno o se nello stabilimento in cui è stato lavorato, c'è rischio di contaminazione.

E' un problema molto diffuso che colpisce non solo i celiaci, ma anche i semplici intolleranti, ovvero coloro che se consumano prodotti contenenti glutine hanno dei leggeri fastidi anche se meno gravi.

Per questo oggi ci sono moltissime aziende italiane specializzate in produzione e lavorazione di prodotti certificati senza glutine: tra le pagine del mio blog e della mia pagina facebook ho parlato numerose volte di Cascina Artusi, che coltiva mais e riso secondo i metodi di agricoltura integrata e ne macina a pietra le farine per polenta e per preparazioni dolci e salate.

Oggi invece vorrei parlarvi di un'altra azienda che mi sta particolarmente a cuore, perchè si tratta di un giovanissimo Laboratorio Artigianale situato in provincia di Alessandria, a Bistagno, produttore di pasta fresca e prodotti tipici piemontesi!

Cosa mi ha colpito di questa azienda:

Come sapete stefycunsyinyourkitchen ha un debole per le Aziende che, come Delizie di Langa, lavorano senza l'uso di coloranti chimici nè conservanti. E questo non sempre è scontato per un'azienda che produce il senza glutine. Senza glutine non sempre, anzi... quasi mai, è sinonimo di cucina genuina e naturale.
Di Delizie di Langa ho potuto apprezzare che i prodotti sono confezionati sottovuoto, utilizzando materie prime a km0 e questo è molto importante ed è uno dei temi principali trattati da questo blog: la cucina intesa come alimenti genuini, locali, italiani e di stagione.

Nocciola del Piemonte 

Nel sito potrete trovare, tra le specialità dolci, le torte alla nocciola del Piemonte ed il castagnaccio, prodotti realmente tipici delle nostre zone, che non fanno altro che valorizzare il nostro territorio, proprio come le Langhe, dove nasce tale azienda.

Acquistare presso aziende italiane non fa altro che portare avanti l'economia italiana, valorizzare il Made in Italy e sicuramente ci permette di conoscere meglio i prodotti delle nostre zone, del nostro paese.

Non tutti i prodotti di Delizie di Langa sono senza glutine - questi ultimi vengono lavorati in un laboratorio separato - ma il Laboratorio produce prodotti di diverso genere. Specialità dolci e salate e presto arriverà anche il pane! Al momento ho potuto assaggiare una varietà di biscotti, la crema spalmabile nocciol miele, il sugo langarolo alla piemontese e la speciale pasta senza glutine, le fettuccine al grano saraceno che ho trovato a dir poco superlative e non vedo l'ora di parlarvene in un articolo dedicato appositamente! Elaborerò qualche articolo e qualche ricetta con i prodotti ricevuti, in modo da mostrarveli da vicino, anche se potete comodamente visionarli visitando il sito. www.delizielanga.it

Ove sono utilizzate le uova, queste provengono da allevamenti non di natura intensiva.
In alcuni prodotti è presente lo zucchero, spesso utilizzato anche solo come conservante naturale, visto che come scrivevo prima, l'azienda non ne usa di chimici.

Un'altra cosa bellissima che ho letto nel depliant ricevuto, è che potrete degustare i prodotti dell'Azienda andare loro a far visita. Non c'è modo migliore di testare un prodotto prima di portarlo in tavola, che andando a toccare con mano il luogo in cui esso è nato e poter stringere le mani di chi lo prepara per noi.

Lo Staff 

Stefania Cunsolo - Foodblogger 

lunedì 7 marzo 2016

Risotto Carnaroli Gran Riserva in crema di cardi

Da quando ho scoperto il Riso Carnaroli Gran Riserva di Cascina Artusi, il risotto è diventato una delle tradizioni settimanali di famiglia, ad accompagnare quella della pasta fresca e quella della pizza!

Mi ha colpito questa varietà di riso perchè è stagionato 12 mesi in silos di legno. Questa stagionatura permette al riso di rilasciare meno amido in cottura ed è per questo che, come spiega Emiliano Artusi nel suo articolo, con il Gran Riserva non si sbaglia mai un risotto! Inoltre ha una grande resa, si basti pensare che la porzione ideale per persona è di 70gr e come potete vedere in foto, i 70gr rendono molto, ne esce un bel piattone! Quindi anche se costa un pò di più delle altre varietà di riso, ha una resa maggiore, quindi la convenienza e la qualità prevalgono notevolmente.

Ormai questa varietà di riso non manca mai nella mia dispensa ed anche in quella di grandi Chef che lo stanno adoperando nelle proprie preparazioni, come potrete riscontrare qui.

Oggi vi dimostrerò come preparare un risotto genuino, senza dado e senza la necessità di mantecare con burro e formaggi. E' mia consuetudine infatti, cucinare con prodotti di alta qualità e far sì che siano loro i protagonisti del piatto, non il condimento. Questo è possibile solo se facciamo un'accurata scelta dei prodotti che mettiamo in dispensa, come il Gran Riserva, coltivato nelle campagne piemontesi senza concimi chimici, come la scelta dell'olio Extravergine di Oliva prodotto in Puglia da Luigi Carella dai suoi ulivi secolari, senza trattamenti chimici e come i cardi, acquistati dal contadino.

Qualcosa sui cardi :


Il cardo appartiene alla famiglia del carciofo, la sua stagione è prevalentemente invernale, siamo infatti alle ultime raccolte di questo ortaggio, la cui produzione non richiede alcun intervento parassitario. Se ne consumano non le foglie ma le coste, che vanno pulite eliminandone i filamenti con un coltello, esattamente come si fa per la pulizia delle cime di rapa.

Il sapore è tra l'amarognolo ed il dolciastro, le coste sono croccanti e sono ideali da friggere in pastella, gratinare in forno o come nel nostro caso, cucinate e passate al mixer per condire primi piatti o anche come vellutate, come avevo illustrato anni fa nella mia ricetta: Tortino di patate in crema di cardi con nocciole in crosta

Ingredienti per due persone:

Per il brodo:
  • 1lt di acqua fredda
  • una cipolla tagliata a metà
  • una carota tagliata a metà (se ha il ciuffo inserirlo)
  • una foglia di alloro
  • un pezzetto di sedano
  • sale integrale
Per la vellutata di cardi:
  • mezza costa di cardi senza foglie
  • una cipolla
  • olio extravergine di oliva di Luigi Carella
  • sale integrale
Per il risotto:
  • 140gr di Riso Carnaroli Gran Riserva di Cascina Artusi
  • 1lt di brodo filtrato
  • mezzo bicchiere di vino bianco per sfumare
Procedimento:
  • Preparare il brodo inserendo tutti gli ingredienti in un pentolino con acqua fredda. Quando inizierà a bollire mettere il sale e far cuocere almeno 30 minuti.
  • In una pentola mettere un cucchiaio di olio extravergine di oliva e la cipolla tritata sottile con sopra il sale. Coprire e far cuocere al minimo. 
  • Pulire e tagliare i cardi sottili ed unirli alla cipolla che sarà ormai giunta a metà cottura. Unire un pochino di sale e far cuocere coperto, al minimo, unendo all'occorrenza poco brodo per aiutare la cottura, evitando che arrostisca.
  • Quando tutto sarà cotto, ne preleviamo una buona parte e la passiamo al mixer.
  • Nella pentola in cui avremo tenuto una piccola parte di cipolla e cardi, aggiungiamo il riso e lo facciamo tostare, a fiamma vivace, mescolando spesso. Quando il riso sarà imbiondito, sfumiamo con del vino, lasciamo evaporare qualche minuto e poi procediamo con la cottura del risotto come segue.
  • Uniamo due o tre mestoli di brodo bollente, filtrato e mescoliamo gradualmente. Quando asciuga, un attimo prima che attacchi al bordo della pentola, aggiungiamo altri mestoli di brodo. Continueremo questa operazione fino alla cottura del risotto, di circa 15 minuti.
  • A cottura ultimata, aggiungiamo la vellutata di cardi precedentemente passata al mixer e mescoliamo bene
  • Servire e gustare
Resterete sbalorditi dall'ottimo sapore, nonostante non ci sia la tradizionale mantecatura con burro e parmigiano, ma se volete farla, sarà ancora più delizioso! Consiglio però di non eccedere per non coprire il naturale sapore dei cardi, addolciti dalla crema di cipolle.

Un Risotto senza mantecatura, preparato con brodo fatto in casa : è la tecnica adoperata nella mia cucina, dove il segreto sta nella scelta degli ingredienti:

Per ordinare il Riso Carnaroli Gran Riserva scrivere una mail a: ordiniartusi@gmail.com
Per ordinare l'olio extravergine di oliva di Luigi Carella scrivere sulla sua pagina facebook: Olio e Vino direttamente dal contadino